Meglio con uno spritz che male accompagnate

Negli ultimi anni per noi ragazzuole è diventato sempre più difficile capire se un uomo è interessato o meno a noi.

Il fatto è che i metodi di corteggiamento maschili (o quel che ne è rimasto) sono diventati sempre più oscuri e complicati anche per i nostri cervelli sopraffini. Dieci anni fa funzionava così: conoscevi un uomo, esso-lui ti guardava suinamente per un po’, tipo cinque minuti, indi ti chiedeva il numero di telefono per poi CHIAMARTI e invitarti a bere qualcosa.

E adesso?

E adesso beh, sappilo, questa facile sequenza è disponibile solo in formato onirico.

Che cos’è successo?

Ahahahahahahhahaha.

E che ne so?

Mi avvalgo della facoltà di non rispondere, perché sarei costretta a cacciare fuori tutta una serie di luoghi comuni (che francamente detesto) abbastanza sciocchi e nemmeno tanto veritieri, almeno secondo me.

Il maschio contemporaneo ha paura della donna e di quanto sia diventata forte?

Ragazzi, sul serio? Cioè, sarà anche vero che tante cose sono cambiate e che siamo diventate più consapevoli della nostra forza e del nostro valore e blablabla. Ma questo non significa che non ci innamoriamo più, che non vogliamo più metter su famiglia o che non abbiamo il desiderio di sentirci amate.

L’avvento dei Social ha reso tutto più arido e ha,come dire, aumentato le occasioni di abbordaggio? In altre parole: c’è troppa scelta e quindi non si sceglie più ma si tromba alla rinfusa e basta?

Si, può darsi che Facebook e tutti i Social che si occupano di organizzare incontri galanti abbiano facilitato tutto in maniera eccessiva. Ma è una ragione plausibile per non innamorarsi più? E’ diventato davvero così difficile?

Non sono abbastanza titolata per rispondere a queste domande filosofiche. Però in 37 anni qualcosina l’ho imparata (credo). E voglio illuminarvi con la mia semi-onniscienza in campo “uomistico”.

Come capire se non piaci a un uomo ovvero meglio con uno spritz che male accompagnate parte 1.

Caso numero 1: L’amico di penna

Ok. Mettiamo il caso che il LUI in questione si chiami Bartolomeo. Un nome da tronista, che già dovrebbe mettervi sul chi va là. Bartolomeo ha una foto del profilo decente e vi chiede l’amicizia su Facebook. Dopo aver disseminato qualche “mi piace” qua e là sulle foto più merdose della vostra bacheca (N.B. ricordarsi ogni tanto di fare pulizia: le foto in cui avete uno spritz in mano e assomigliate ad una tossica è meglio nasconderle dal diario) vi scrive un messaggio. Corto, molto corto. Tipo “Ciao, come va”. Va beh, rispondete sperando di iniziare una conversazione di qualche spessore: “Io bene, tu? Ci conosciamo?”

Eh niente, lui non risponde. 

Nei giorni seguenti si rifà vivo a orari improponibili e con messaggi criptici del tipo: “Oggi sono scollegato, sto pensando di partire per un viaggio”. Va beh. In breve nel giro di un mese diventate AMICI DI PENNA. Penna virtuale, s’intende. Ma di uscire a bervi un caffè insieme non se ne parla proprio. Provate a chiederglielo voi un paio di volte, ma Bartolomeo glissa. Oppure accetta e vi pacca all’ultimo secondo.

Ebbene ragazze, ALLA LARGA. La situazione è questa: Bartolomeo non ha nessunissima intenzione di uscire con voi, né tanto meno di trombarvi. E non è timido, VI PREGO! Quindi, a meno che non abbiate bisogno di un rapporto epistolare, lasciate perdere.

Meglio con uno spritz che da Bartolomeo-accompagnate. 

Caso numero 2: Quello che vi invita a cena a casa sua

Ecco un altro caso molto tipico. Il lui in questione, che chiameremo Gilbertiano, vi conosce appena e in occasione del primo appuntamento vi invita a cena nientepopodimeno che nel suo appartamento.

Attenzione!

Se avete voglia di una serata da una botta e via e non temete che Gilbertiano sia uno psicopatico maniaco sessuale andateci. Magari avete culo e sarà solo il primo di una lunga serie di incontri che sfocerà poi in una bellissima  e travolgente storia d’amore.

Magari.

Ma magari anche no e quindi: ALLA LARGA! 

Uno che nemmeno ha la delicatezza di invitarvi fuori a bere un bicchiere d’acqua o a fare una passeggiata per il vostro primo appuntamento molto probabilmente non ha una gran voglia di costruire una conoscenza approfondita con voi. Ha una gran voglia di trombare, quello si (come tutti e tutte del resto).

Quindi sta a voi.

Poi molto probabilmente si finirebbe a letto insieme anche dopo una cena in ristorante, capiamoci. Ma almeno prima avrete il vantaggio di averlo sentito parlare e visto mangiare per qualche ora e vi sarete fatte un’idea generale. Pensate: andreste a cena a casa di un tipo quasi-sconosciuto senza nemmeno sapere se puzza? Appunto.

Caso numero 3: lui non solo non vi chiede di uscire. Ma proprio non vi scrive. Mai

Beh, un caso lampante, lasciatemelo dire. Il lui in questione si chiama Carolino. Siete usciti insieme una settimana fa e da allora e lui è sparito. Forse avete fatto sesso insieme dopo l’appuntamento, forse no, non importa. Il fattore sesso è ininfluente in questo caso. Quello che è influente è che lui non vi ha più chiesto di uscire e non vi ha più nemmeno scritto uno straccio di messaggio. Mai. Lo avete fatto voi. Carolino ha visualizzato e NON HA RISPOSTO. Ragazze, ve lo devo ripetere?

ALLA LARGA.

Carolino è più interessato alle verruche di sua nonna che a voi. Non è morto, non ha avuto un incidente con fratture multiple alle dita di tutte e due le mani e temporanea scomparsa di voce e udito, non gli è stata mozzata la lingua e non soffre di amnesie fulminanti. Carolino probabilmente è sposato con figli. O più semplicemente:

a Carolino non frega un cazzo di rivedervi. 

Cristallino, no?

E con questo vi lascio. Ma tornerò a illustrarvi altri casi tipici per capire che NON piacete ad un uomo. Tranquille ragazze. Ormai lo sapete:

Meglio con uno spritz che male accompagnate.

 

 

 

 

 

2 pensieri su “Meglio con uno spritz che male accompagnate

  1. Il fatto è che il caso numero 4 non c’è, non esiste, non è ancora nato (oppure è già morto, dato che gli uomini di una volta conoscevano le buone maniere). Morale della favola: lo spritz vince sempre.

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