La storia d’amore più sfigata nella letteratura: Eloisa e Abelardo

Quando si dice la sfiga…Eloisa e Abelardo ne sanno qualcosa! Avete mai letto la loro vicenda amorosa? Per quanto mi riguarda credo che possa vincere la coppa d’oro per la storia d’amore più sfigata nella letteratura. Vi convincerò di questa mia tesi, e non venite a parlarmi poi di Jacopo Ortis e Teresa, Dante e Beatrice, Laura e Petrarca! In confronto a quelle di Abelardo ed Eloisa le loro sono avventure da salotto.

Vi basti pensare che nella love story tra il sommo poeta fiorentino e la Bea l’apice della sensualità si raggiunge con un cenno di saluto della mano di lei. Leggiadro, elegante, raffinato, ok, ma sempre un semplice “ciao”. Voglio dire, caro Dante: fatti una vita! Ah no, sei morto. Va beh.

Passiamo all’argomento che ci interessa.

Per chi non lo sapesse ecco in sintesi quello che è successo tra Abelardo ed Eloisa, ovvero la storia d’amore più sfigata nella letteratura.

Attenzione, ad un certo punto vi sembrerà di ritrovarvi in una soap opera sudamericana, tipo La mia Terra o Il Segreto…invece è successo tutto realmente! Ciò non fa altro che confermare la sfiga cosmica di questa coppia sfortunata.

Ok, cominciamo.

Lui è Pietro Abelardo, chierico nonché erudito professore di teologia presso Notre Dame a Parigi. Lei è Eloisa, affascinante e dotta adolescente nipote di Fulberto, canonico operante nella medesima chiesa. Eh già, il caro vecchio binomio alunna-docente. Infatti Fulberto chiede all’amico di istruire la giovane, giovanissima pulzella e guarda caso le lezioni di geografia piano piano si trasformano in lezioni di kamasutra.

Lo stesso Abelardo descrive il procedimento didattico in questo modo: “Erano più numerosi i baci che le frasi, la mano correva più spesso al seno che ai libri”. Hai capito Abelardo!

Vecchio sporcaccione!

Eloisa comunque sembrava gradire, dato che “Ogni volta che la nostra passione poté inventare qualcosa di insolito, subito lo provammo”…beh, vi lascio immaginare cosa si intenda per INSOLITO. Altro che pornografia moderna! Dante Alighieri è pregato di prendere appunti.

L’idillio sfortunatamente viene interrotto da Fulberto, che scopre l’inghippo sentimentale! La ragazza viene prontamente allontanata dall’amante ma ovvio che tutto il sollazzo goduto in precedenza ha avuto delle conseguenze. E infatti Eloisa si ritrova

INCINTA!

Come minimo, vorrei dire.

Abelardo allora, da vero cavernicolo qual è, corre a rapirla e la fa partorire presso i suoi famigliari. Nasce un maschietto che la coppia decide di chiamare ASTROLABIO. Ok, ok, oggi come oggi vanno di moda i nomi “galattici”, tipo Sole, Celeste, Oceano: Michelle Hunziker e la famiglia Agnelli sono maestri in materia. Ma..Astrolabio! Sul serio? Potrebbe essere il nome del nuovo aspirapolvere del futuro. Qualcosa come Gioacchino vi suonava tanto male? Va beh.

Insomma, dopo il parto, per placare le ire funeste di Fulberto, Abelardo propone un matrimonio riparatore. Peccato che essendo chierico in teoria non possa sposarsi e quella bonacciona di Eloisa vuole rispettare questo stato di cose per consentire all’amato di proseguire la sua luminosa carriera. Commovente, no?

Per aggirare l’ostacolo i due si sposano ma subito dopo il matrimonio Abelardo spedisce Eloisa in un monastero. Lo zio della ragazza si incazza come un drago e organizza uno squadrone della morte per vendicarsi. Beh, una vendetta in piena regola. Non una bella scarica di calci e pugni o un serpente velenoso sotto il cuscino. Fulberto e i suoi si intrufolano di notte nella camera del chierico dormiente e lo… EVIRANO. Esattamente, avete capito bene. Gli tagliano la banana, lo castrano e addio esperimenti sessuali insoliti con Eloisa.

Ditemi se questa non è sfiga.

La fine della storia, se possibile, è ancor più triste e tragica. La ragazza prende i voti e rimane rinchiusa in convento fino alla morte. Abelardo invece si consola con una carriera ecclesiastica e didattica di grande successo. Quando Eloisa gli scrive una lettera dove si azzarda a ricordargli i gloriosi tempi passati, lui risponde seccamente consigliandole di dimenticare e rifugiarsi nella preghiera…Abelardo, sai che c’è? Ma vaffanculo! Io avrei replicato così. Ma dubito Eloisa sia stata così cafona.

Questo è quanto.

La disastrosa vicenda è stata immortalata da uno scritto il cui autore è Abelardo in persona. Titolo dell’opera? STORIA DELLE MIE DISGRAZIE. Caro Abe, sarai anche stato un grandissimo erudito ma decisamente quando si tratta di scegliere i nomi dei tuoi figli e dei tuoi libri, non ci siamo.

Bene, non so se sono riuscita a convincervi che quella di Eloisa e Abelardo sia la storia d’amore più sfigata nella letteratura; sicuramente ci sono andata vicino.

Aspetto i vostri commenti e i suggerimenti su altre tragicissime love stories! A prestissimo!

 

 

 

 

 

 

6 pensieri su “La storia d’amore più sfigata nella letteratura: Eloisa e Abelardo

  1. Ahahahaha, adoro la storia di Eloisa e Abelardo (sì, mi piacciono i drammi -.-”) ma questa versione batte ogni possibile concorrenza!! Credo che forse possa solo competere con Romeo e Giulietta in termine di disgrazie ma non ne sono neanche poi così sicura!! Complimenti comunque, ho adorato questo post!

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