Il mito di Teseo e Arianna e i motivi per cui non bisogna mai addormentarsi su un’isola deserta

Chi dorme non piglia pesci, recita il proverbio. E Arianna lo ha imparato a sue spese!

Dopo il pezzo su Enea e Didone ecco un altro articolo per la sezione del blog “Amori approssimativi”, che questa volta ha per protagonisti principali Teseo e Arianna, più qualche personaggio di contorno assai “pittoresco”, per così dire.

Anche in questo caso vedremo all’opera un esemplare di maschio scriteriato e lunatico, alle prese con una fanciulla innocente appassionata di cucito e abbastanza scaltra da ricattare affascinanti principi stranieri tramite gomitoli vaganti.

Non avete capito niente, vero?

E allora ripercorriamo insieme questa edificante love story, e ricordate ragazze: prendete appunti! Di Enea è pieno il mondo, ma anche la percentuale di Teseo è in fase di crescita!

Il mito di Teseo e Arianna

Per raccontare questa vicenda occorre partire da un antefatto. Ci troviamo a Cnosso, sull’isola di Creta. Il monarca della città è appena defunto e al suo posto è salito al trono Minosse, uno dei tre figli. Costui, per farsi figo con i fratelli, ha la brillante idea di chiedere al dio del mare, Poseidone, un possente toro da sacrificare. L’animale arriva, ed è proprio quel che si dice un gran bel pezzo di toro; mastodontico, imponente, e bianco come il latte. Tipo il cavallo di Napoleone!

Minosse decide che è troppo bello per immolarlo agli dei e gli risparmia la vita, inserendolo nella sua collezione privata di esemplari taurini. A Poseidone la cosa non va tanto giù, non si capisce perché; si capisce benissimo invece che vuole vendicarsi. E quale miglior vendetta se non fare innamorare la moglie del tuo peggior nemico di un toro pallido?

Tiè, Minosse! Questa proprio non te l’aspettavi, eh?

Così la bella consorte del re di Cnosso, Pasifae, cade vittima di un incantesimo divino e comincia a sbavare dietro alla candida bestia, tanto da diventarne…l’amante.

Ora, non chiedetemi in quale cavolo di posizione i due godessero delle reciproche intimità! Probabilmente Pasifae si appendeva alle corna dell’animale e si lanciava agilmente verso il membro taurino, unendo l’utile al dilettevole: tonificazione delle braccia, addominali, gambe e erotismo a gogo.

La mia immaginazione arriva al massimo a questo intenso workout. Di più, nin so. E non voglio sapere!

Ebbene, la ginnastica di Pasifae sortisce un certo effetto, e non in termini di muscolatura, o almeno, non solo: la donna infatti rimane incinta e partorisce un essere non proprio beautiful; un bambino con la testa taurina e il corpo di un umano…signore e signori, ecco a voi il

Minotauro!

Nome di battesimo azzeccatissimo!…Certo un elemento del genere non poteva chiamarsi Giovanni.

Minosse corre subito ai ripari e fa rinchiudere Giovann…ehm, no, il mostro, in un labirinto intricatissimo e inaccessibile. E dato che gli sta sulle palle la città di Atene, a lui sottomessa, impone che ogni anno sette fanciulli e sette fanciulle ateniesi vengano mandati a Cnosso e dati in pasto al figliastro.

Beh, ok Minosse, capisco il disappunto, d’altronde tua moglie si trombava un toro bianco, siamo tutti solidali con te…però, che esagerazione! Davvero magnava così tanto questo Minotauro? Non potevi farlo diventare vegano? Va beh.

Fatto sta che la cuccagna dell’orrida creatura stava per terminare. E qui entra in scena il nostro “eroe”: Teseo. Il giovane, figlio di Egeo, re di Atene,  mal sopportando la mattanza annuale di coetanei e concittadini, decide di intrufolarsi nel gruppetto scelto per raggiungere il labirinto e la panza del Minotauro.

Il piano di Teseo è abbastanza elementare, non esattamente quel che si dice un capolavoro di strategia bellica: piazzarsi davanti al mostro e ucciderlo. Piccolo particolare: il ragazzo non ha la più pallida idea di come uscire dal labirinto, una volta ucciso il nemico!

La sorte vuole che la figlia di Minosse, Arianna, si innamori a prima vista del giovanotto e si intestardisca nel volerlo aiutare. La sua idea geniale è quella di donargli un gomitolo di filo da srotolare durante il percorso, in modo da poter ritrovare facilmente la via d’uscita dal labirinto. La ragazza non è del tutto ingenua, e il suo intuito femminile le suggerisce di stare in campana e non fidarsi troppo; quindi strappa all’amato nientemeno che una proposta di matrimonio, dopodiché gli “regala” il filo.

Beh, beh.

Certo, noi donne siamo notoriamente scaltre e astute, ma…Teseo, sul serio non avevi pensato a una cosa del genere? Dovevi aspettare che Arianna ti desse un filo per capire come svignartela da quel casino? E soprattutto, c’era bisogno di arrivare a promettere di sposarla? Renditi conto che ti sei infognato per una sciocchezza!

Comunque, stiamo per arrivare alla fine! In breve Teseo uccide il Minotauro, segue a ritroso la traccia del filo srotolato in precedenza ed emerge vittorioso dal labirinto.

E qui son cazzi.

Già, perché fuori ad aspettarlo c’è Arianna, che, come dire, è ben decisa a battere cassa e a riscuotere il suo premio!

Teseo fa buon viso a cattivo gioco e si imbarca insieme alla giovane; direzione: Atene. Nel corso di questa amena crociera il ragazzo non disdegna l’intima compagnia della fidanzata nuova di zecca; tuttavia comincia a rimuginare su quanto sia stato deficiente a farsi incastrare in questo modo: tutto ‘sto casino per ottenere uno stupidissimo gomitolo!

Come risolvere il fastidioso inconveniente?

A Teseo vengono in mente tre possibili soluzioni:

  1. Spiegare ad Arianna che non è innamorato di lei, profondersi in scuse e suppliche di vario tipo e proporle un giro turistico ad Atene
  2. Chiedere ad Arianna di diventare soltanto trombamici
  3. Scaricare Arianna su un’isola deserta

MMMMMMMMMMMMMMMMMMMM.

Secondo voi quale opzione ha scelto il nostro “paladino”?

Ma ovviamente, l’opzione numero 3! L’accendiamo? Sì, accendiamola. Risposta definitiva? E come no!

Teseo, lasciatelo dire: sei proprio una MERDA!

E così, durante la navigazione, il bastardo stabilisce di fare una piccola sosta nella sperduta isoletta di Nasso. Qui Arianna, vinta dalla stanchezza e dal mal di mare, viene colta da un colpo di sonno. Allo stronzo non sembra neanche vero di potersela svignare in santa pace, mentre la ragazza dorme della grossa, risparmiandosi parolacce e anatemi vari!

Da questo episodio nasce il famoso detto: PIANTARE IN ASSO. Cioè, in realtà si dovrebbe dire PIANTARE A NASSO, ma forse suonava come il titolo di un libro di giardinaggio, quindi c’è stata qualche modifica.

Morale della favola:

Mai addormentarsi mentre si sosta su un’isola deserta, specialmente se non possiedi una nave per andartene e hai ottenuto una promessa di matrimonio dal tuo lui sulla base di un infido ricatto!

Per come la vedo io, cara Arianna, ci hai soltanto guadagnato! Ti sei liberata di un povero vigliacco, bravo solo ad eliminare mostri, e dopo la sua dipartita è successo il miracolo! Attirato dai tuoi lamenti il dio Dioniso è spuntato dalle onde e, affascinato dalla tua fragilità e dai tuoi strepiti, ti ha chiesta in sposa.

Che culo, Ari!

Sei passata dalle stalle alle stelle! Dammi il cinque!

Per quanto riguarda Teseo, il poveretto non è altrettanto fortunato. Di ritorno ad Atene, si dimentica infatti di issare le vele bianche, ovvero il segnale convenuto con il padre Egeo per comunicargli che la missione Minotauro era stata superata con successo. L’uomo quindi scorge in lontananza le vele nere e si suicida, buttandosi in mare…Arianna, tu ne sai qualcosa? Per caso sei esperta in maledizioni? Pratichi il voodoo? Mmmmmmmmmmmmmmmm.

E con questa nota tragica termina il mito di Teseo e Arianna.

Cosa abbiamo imparato oggi?

  1. Beviamo più caffè, onde evitare colpi di sonno improvvisi
  2. Cerchiamo di non strappare promesse di matrimonio a perfetti sconosciuti
  3. Se veniamo abbandonate su un’isola in mezzo al nulla, urliamo e strepitiamo a più non posso: non sia mai che Alberto Angela spunti dalle onde e chieda la nostra mano.

La prossima storia d’amore approssimativo arriverà a breve, quindi preparatevi! Ne vedremo delle belle!

 

 

 

 

6 pensieri su “Il mito di Teseo e Arianna e i motivi per cui non bisogna mai addormentarsi su un’isola deserta

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