Gli uomini della nostra vita ovvero i casi umani che non siamo riuscite a evitare

Oggi, ispirandomi al titolo di un film del 2001 con Drew Barrymore (I ragazzi della mia vita), ho deciso di parlare di tutti gli uomini della nostra vita. Infatti sono fermamente convinta che ogni donna, nel corso della sua esistenza, abbia avuto a che fare in un modo o nell’altro con alcuni esemplari maschili ben precisi, che magicamente si sono riproposti al cospetto di ognuna di noi.

Bene, comincio subito perché mi sono appena spalmata sui capelli la tinta fai-da-te (in maniera abbastanza approssimativa, ovviamente, quindi il risultato sarà con molta probabilità bicolore) e fra mezz’ora dovrò risciacquare, lavare, asciugare: solo pensare al phon acceso in pieno agosto mi trasmette un senso di panico, ma sopravviverò anche stavolta, pensando a

Tutti gli uomini della nostra vita

Quello che non sapeva baciare

Care amiche, il primo della lista è toccato a tutte, ahimè: non c’è stato modo di evitarlo. La categoria in questione annovera al suo interno un numero imprecisato ma consistente di individui fortemente persuasi del fatto che la lingua sia un muscolo funzionante pressapoco come la centrifuga di una lavatrice. Quindi, una volta che la introducono nelle nostre povere bocche, partono con un velocissimo movimento rotatorio-o-a-mulinello a dir poco devastante e per niente piacevole. Suppongo sia anche faticoso e richieda un certo allenamento, cosa che rende ancora più sorprendente la notevole diffusione di questo modus bacendi.

Oltretutto occorre stare attenti alle perdite. Di saliva, intendo. Infatti, non bisogna soltanto sopportare la girandola linguale che fa il giro turistico del nostro palato, rischiando di farci saltare le otturazioni risalenti a vent’anni prima; al termine di questo orrore ci ritroviamo anche inondate di saliva fino al collo, roba che nemmeno un neonato arriva a simili livelli di sbrodolamento.

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Tempo stimato di resistenza: dipende dalla tolleranza della donna, ma in genere meno di un mese.

Giramento di palle: vorticoso, come quello della lingua di cui sopra

Quello che ci voleva sposare (dopo tre settimane di conoscenza)

A differenza del precedente, questo, almeno all’inizio, ci ha regalato qualche momento piacevole, facendoci anche credere di aver trovato l’uomo dei nostri sogni: mille premure e attenzioni, regali di ogni tipo, fiori, persino lettere d’amore. Da non credere. Poi, dopo circa sette giorni di favola, i primi segnali d’allarme: i nomignoli.

Principessa, scoiattolina, micetta…topolina.

TOPOLINA?

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E tu ti domandi: come siamo arrivati da Principessa a Topolina?

Mah.

Dai nomignoli si passa agli atteggiamenti di estrema condiscendenza.

Esempio:

“Andiamo al concerto di Elisa?”

“Ma se nemmeno ti piace Elisa!”

“Ma piace a te, quindi anche a me”

Istinti omicidi che risvegliano potenti il tuo lato oscuro.

“Cosa vuoi fare stasera?”

“Non saprei, tu cosa proponi?”

“Per me va bene qualsiasi cosa voglia fare tu”

Schiaffi. Vorrei prenderti a schiaffi, ok? Lo pensi ma non lo dici.

Questa telenovela continua a ripetersi quotidianamente, e quello che ti sembrava un sogno si trasforma inesorabilmente in un incubo. Arrivi al culmine quando, al termine della terza settimana di frequentazione, lui inizia a parlare di matrimonio. Lo scarichi il giorno successivo, possibilmente con un messaggio perché sei talmente irritata da poterlo bastonare al primo “topolina” che fuoriesce dalle sue labbra.

Tempo stimato di resistenza: poco meno di un mese. Meglio zitella.

Giramento di palle: intenso, tanto quanto il disgusto per i nomignoli

Quello che è sparito improvvisamente

Avete presente quello che dichiarava al mondo di essere il vostro fidanzato, vi aveva presentato i genitori, gli amici, il gatto, il cane e vi faceva tenere lo spazzolino da denti in casa sua? Sì, proprio lui: Federica Sciarelli di Chi l’ha visto lo sta ancora cercando. Sparito. Da un giorno all’altro ha cessato di esistere; non risponde al telefono, non chiama né manda messaggi per avvertire della scomparsa o per spiegare di essere morto improvvisamente; in casa non c’è mai e non sapete dove lavora, perché è sempre stato molto vago sull’argomento.

Un fidanzato fantasma, insomma.

Non siete più nemmeno tanto sicure che sia esistito realmente, salvo poi incontrarlo, a distanza di mesi o anche anni, al centro commerciale, mentre spinge un carrello della spesa con all’interno detersivi, carta igienica e un bambino urlante di circa 3 anni. Al suo fianco, una donna che ha proprio l’aspetto di una rispettabilissima mogliettina, spinge a sua volta un passeggino grande quasi come un carro armato con dentro due gemelli.

Un raro episodio di morte e successiva resurrezione o solo un emerito coglione?

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Va beh.

Tempo stimato di resistenza: illimitato, perché non si può prevenire la scomparsa del ragazzo!

Giramento di palle: talmente forte che le palle sono esplose e sparite. Come il fidanzato.

Quello che ti tiene in caldo

Beh, questo è decisamente un classico: il ragazzo che ti tiene in caldo è colui che è andato a pesca e ha lanciato ami in più della metà dell’ oceano Atlantico. Molti pesci hanno abboccato, e tra questi ci siete anche voi. Il pescatore, indeciso su quale pesce mangiare per primo, decide di cucinarli tutti insieme e di assaggiare un po’ di questo e un po’ di quello. Geniale, no? Così, mentre è tutto intento alla degustazione di uno sgombro, lascia momentaneamente da parte la trota (che siete voi) e tutti gli altri pesci. Momentaneamente. Quando vorrà cambiare sapore, o quando sarà finito lo sgombro, riprenderà in mano la trota (sempre voi), l’orata o il salmone, finché non si stuferà di tutti i pesci a disposizione e procederà a pescarne di nuovi.

D’altronde, il mare è pieno di pesci.

Tutto chiaro? Adoro le metafore.

Tempo stimato di resistenza: si sbotta quando ci si accorge di essere la trota.

Giramento di palle: infinito, come l’orizzonte sul mare.

E con questo mi defilo! Devo andare a verificare il mio nuovo colore di capelli. Nel frattempo mi aspetto qualche commento e suggerimenti vari su quali categorie inserire ne “Gli uomini della nostra vita”. Sicuramente mi è sfuggito qualcosa!

Ciao, approssimative!

 

 

 

 

 

5 pensieri su “Gli uomini della nostra vita ovvero i casi umani che non siamo riuscite a evitare

  1. Aspetto sempre con impazienza i tuoi scritti. L’altra sera, poi, quando è arrivato questo sono letteralmente scoppiata a ridere talmente tanto che marito e figlio sono corsi in studio per vedere cosa mi fosse successo….
    Peccato che loro, marito soprattutto, non abbiano potuto capire…
    Detto qui, “inter-nos” ho collezionato di tutto un po’…
    Roba da non credere, alla fine sono capitata proprio con chi – dopo sole tre settimane (giuro!) – mi aveva chiesto di sposarlo!!!
    Per fortuna sua, niente nomignoli; e sarà forse anche per questo che l’ho sposato.

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    1. Ahahaha bene! Io ho sperimentato tutte le categorie tranne quella degli scomparsi…per scriverla mi sono ispirata ai racconti delle amiche! Il mio fidanzato per fortuna non è (ancora) scomparso, non usa nomignoli, non pratica centrifughe e per quanto riguarda la pesca, credo che qualche amo in passato lo abbia buttato, eh…è uno sport molto comune 😎

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