Quando i film d’azione diventano film comici: le barzellette di Fast and Furious 8

L’anno scorso sono andata al cinema a vedere Fast and furious 8: un appuntamento sacro praticamente, soprattutto per il mio ragazzo, che da bravo maschio approssimativo ama ogni tipo di action film, quelli alla Die Hard per intenderci, dove si parla poco (molto poco) e per tutto il resto del tempo si fa a botte con qualcuno o si fugge in macchina da qualcuno.

In realtà nemmeno a me dispiacciono questi filmoni agitati.

Forse mi sto adeguando ai tempi moderni: invece di sognare di essere Belle di La Bella e la Bestia e di ballare vestita di giallo con una specie di licantropo ricco sfondato, mi immagino in canottiera, tutta muscolosa e con la tartaruga, a dare legnate dalla mattina alla sera a chiunque, soprattutto ai maschi approssimativi. In effetti non sarebbe male. Avere la tartaruga al posto della pancetta, intendo. Ma considerando la mia precaria situazione addominale, è più probabile che riesca a diventare cintura nera di kung fu.

Comunque.

Parlavamo di Fast and furious. Diciamo che questa pellicola fa parte di una corrente cinematografica molto in voga negli Stati Uniti: quella degli action movie comici. In sostanza si tratta di film ricchi di azione, sparatorie e risse abilmente intervallate da dialoghi ironici e battute sagaci. Se poi a pronunciarle è un pezzo di marcantonio con addosso 40 chili di muscoli, una canottiera striminzita e un’espressione truce in volto, l’effetto comico è garantito. Ho appena fatto il ritratto di Vin Diesel, ovvero l’attore protagonista della saga di Fast and Furious e il maggior consumatore di canottiere di tutta Hollywood.

Ma vediamo più da vicino quali sono i dettagli che rendono un film del genere un capolavoro di comicità.

Si comincia ridere fin dai primi minuti. Intanto va detto che Fast and Furious è sembre ambientato in posti da favola, città enormi con panorami mozzafiato.

Anche in questo caso, lo scenario è quello di Cuba.

Dominic Toretto (Vin Diesel) e la sua muscolosissima fidanzata Lettie (Michelle Rodriguez) passeggiano leggiadramente per la città, quando capitano casualmente nel bel mezzo di una lite, guarda un po’. Il cugino di Toretto ha da ridire con un tipo davvero poco raccomandabile. Il tutto succede in mezzo a una folla di maschioni palestrati in canottiera e strafighe in shorts senza un filo di cellulite. Toretto interviene in difesa del cugino e uno dei suoi due neuroni, quello che pensa alle macchine (l’altro pensa alle canottiere), gli suggerisce di risolvere il tutto con una bella gara. E gara sia! L’avversario accetta con garbo, a patto che Toretto guidi una macchinetta scassata tipo la 127 che guidava mio padre secoli fa.

No problem!

Ed ecco la barzelletta numero 1:

Il buon Dominic non batte ciglio, e magicamente, non si sa come, usando la linguetta di una lattina di Coca Cola trasforma la 127 in una Ferrari.

Nemmeno MacGyver faceva numeri del genere. Va beh, ridiamoci su.

Durante la gara, il nemico tenta in tutti i modi di sbaragliare l’avversario e possibilmente di ucciderlo, ma invano. Poi, ecco la barzelletta numero 2: Toretto arriva primo al traguardo con il bolide scassato in fiamme, lanciandosi in aria e planando come fosse un gabbiano. Atterra ovviamente senza un graffio, con la canottiera intatta. Il tipo lo guarda un tantino storto e gli dice: “Hai vinto, toh le chiavi della mia super-macchina” e Dominic sorride gaio e gli risponde “Macché, tieniti le chiavi! A me basta il tuo rispetto”. Beh, un ragazzo dal cuore d’oro, bisogna ammetterlo.

Fast and Furious 8.jpg

Le barzellette di Fast and furious si moltiplicano, intercalate da botte alla Bud Spencer e altri fantascientifici inseguimenti in macchine da urlo. Il cast è di tutto rispetto.

C’è The Rock, pompato più che mai, che è quello che parla  più di tutti gli altri, a dispetto dei suoi muscoli. Jason Statham, lo riconosci dalla fronte e dal fatto che è l’unico senza canottiera. Helen Mirren, favolosa come sempre, è quella col caschetto biondo senza shorts. Charlize Theron è credibilissima ed elegantissima anche in un film del genere, a parte quando le tocca limonare con Vin Diesel (e qui scatta l’ennesima barzelletta), ma poteva capitarle di peggio dai. Per la gioia delle femmine contemporanee c’è anche un figlio d’arte, Scott Eastwood che, a differenza del padre Clint, non ha solo due espressioni come diceva Sergio Leone, quella con il sigaro e quella senza; ne ha una, appunto quella da strafigo che non ha bisogno di canottiera, perché sarebbe strafigo anche con un lenzuolo addosso.

Fast-and-furious

Un minuto di silenzio per far tacere gli ormoni scatenati da questa foto.

Scott, mi dispiace, devo già stalkerare Albero Angela. Ti do il numero di qualche mia amica.

L’happy end in un film del genere è d’obbligo, così come le canottiere bianche e gli inseguimenti in macchina. In ogni caso non voglio svelarvi di più, casomai qualcuno dovesse ancora andare a vederlo: risate assicurate!

Nel frattempo un consiglio per i maschi contemporanei: lasciate perdere le canottiere, ci vuole fisico e un deodorante potente.

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