L’incomprensibile e assurda polemica sulla pubblicità del Buondì

In genere cerco di tenermi alla larga dalle inutili polemiche tipicamente italiane, ma quella scatenata dalla chiacchieratissima pubblicità del Buondì rappresentava un’occasione troppo ghiotta: non potevo non scriverci un post.

Fermo restando che guardo pochissima tv, e non lo dico per darmi arie da radical chic o baggianate simili, anzi; sono stata una grandissima fruitrice di programmi spazzatura e in passato ho fatto raggiungere percentuali di share altissime agli show di Maria De Filippi e ad ogni genere di reality . Semplicemente negli ultimi tempi mi sono concentrata su film e serie-tv, che guardo direttamente dal computer: poca pubblicità e più scelta, ma livello di dipendenza medesimo.

Detto questo, non avevo ancora visto lo spot oggetto di tanto interesse, quindi mi sono incuriosita: che cosa era stato in grado di scatenare il sacro sdegno che, nelle ultime settimane, aveva infiammato gli animi del popolo di Facebook e non solo? Cosa mai poteva esserci di tanto sconvolgente nella pubblicità di una merendina? Ma la domanda giusta è piuttosto questa: quale particolare poteva aver urtato gli animi del pubblico italiano, che più di ogni altro dovrebbe essere abituato al trash e a spot vergognosi, nei quali si utilizza l’immagine del culo femminile anche per vendere dei sottaceti?

Così sono andata su You Tube a ripescare la pubblicità in questione, immaginandomi per l’appunto una ragazza mezza nuda che addentava vogliosamente un Buondì o, ancora peggio, la solita famigliola felice che fa colazione alle prime luci dell’alba, con sorrisi bianchissimi, capelli perfetti, abbigliamento da ufficio e la tovaglia a quadretti imbandita come se dovesse mangiarci un esercito.

E invece…sorpresa sorpresa!

Mi sono ritrovata piacevolmente stupita da uno spot diverso dal solito, divertente, ironico, innovativo.

La storia è questa: ci troviamo in una location campestre, un bel prato verde alla Mulino Bianco, nel bel mezzo del quale una donna gaia e sorridente si appresta ad apparecchiare la tavola. In questa mieloso quadretto, abbastanza disturbante, subentra un ulteriore elemento di fastidio: una bambina dalla voce stridula con un sorriso esagerato che starnazza qualcosa a proposito di una colazione sana, leggera, golosa eccetera eccetera. E qui tu ti immagini che la mamma proporrà all’odiosa figlia una bella valanga di Buondì da scaraventare in una tazzona di latte bianco fumante. Che leggerezza!

Invece no! La signora madre afferma giulivamente e con condiscendenza che una colazione del genere non esiste (e mi sa che c’ha pure ragione), e possa un asteroide caderle addosso in maniera istantanea se è vero il contrario.

E…miracolo! L’asteroide cade! Dio esiste!

Non hai ancora fatto in tempo a festeggiare e stappare una bottiglia di spumante che arriva il padre della sempre odiosa bambina: il classico tipo snello, insipido e belloccio quanto basta per giustificare la parentela con la ragazzetta in questione. Stupito dall’assenza della mogliettina, il maritino chiede alla figlioletta cosa sia capitato alla mammina, e quella riparte con la sua vocina isterica e la solfa della colazione sana, leggera, golosa, eccetera eccetera. Il padre sorride gioiosamente e asserisce con fermezza che una colazione del genere non esiste, e possa un asteroide colpirlo e annientarlo sul colpo, se è vero il contrario.

E BAAAAAAM!

L’asteroide piomba sul paparino felice e fa un puttanaio, tant’è che l’odiosa bambina viene sbalzata da terra e scompare dai nostri schermi.

Amen.

Nemmeno quando è morto Ramsay Bolton de Il Trono di Spade ho goduto tanto.

Fine dello spot.

Cioè. Ma perché polemizzare su una pubblicità del genere? Sono stata l’unica a ridere come una cretina e a festeggiare la dipartita della famigliola felice?

E a me del Buondì non me ne frega niente, così come non me ne frega niente della Kinder Delice o di qualunque altra merendina, e a colazione mangio quello che più mi piace, dai biscotti ai cereali alle fette di pane spalmate di Nutella: se c’è olio di palma poi, anche meglio.

Quello che voglio dire è questo: con tutte le pubblicità idiote e vergognose che sono state create negli ultimi anni, perché prendersela proprio con l’unica decente?

Personalmente, avrei voluto far piovere un’intera galassia di asteroidi su Antonio Banderas e la povera Rosita, che, parliamoci chiaro, è l’unica cosa decente dello spot.

E una bella scarica di asteroidi anche sulla stronza dello spot di uno sgrassatore (non mi ricordo quale, forse il Viakal), quella in accappatoio che suona a casa tua, flirta spudoratamente con tuo marito e pretende per l’ennesima volta di farsi la doccia nel tuo bagno, dato che il suo è lercio e lei non ha idea di come pulirlo.

E quanti asteroidi invece a tutte le protagoniste delle pubblicità degli assorbenti, nelle quali ragazze aitanti e sode hanno la brillante idea di partecipare a gare di atletica leggera, affrontare un incontro di boxe o scalare l’Everest durante i giorni del ciclo, perché con Lines o Nuvenia o il pannolino che preferite sono al sicuro da macchie e cattivi odori!

E ci sarebbero altri milioni di esempi, ma adesso non mi vengono in mente.

La cosa che più mi fa ridere, oltre alla pubblicità del Buondì, è tutto questo buonismo imperante e questa inesorabile incoerenza, caratteristiche dalle quali noi italiani proprio non riusciamo a liberarci. Ancor più triste è ritrovarsi a dover spiegare l’ironia, e soprattutto constatare che comunque non verrà capita, in nome di un falso rigore e un conservatorismo di maniera che non giovano più a nessuno, tantomeno a chi li professa.

Con questo passo e chiudo; se ho scritto stronzate, possa un asteroide schiantarsi sulla mia testa e polverizzarmi per sempre. Nel frattempo mangerò una fetta di torta fatta in casa da mia madre, che sicuramente è più sana, leggera e golosa di qualsiasi merendina confezionata.

 

 

3 pensieri su “L’incomprensibile e assurda polemica sulla pubblicità del Buondì

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