Le tribolazioni dei non mangiatori di formaggio

Quella dei non-mangiatori di formaggio è una vita difficile e spesso piena di avversità.
Lo so bene io, che faccio parte di questa categoria. Non ricordo a quando risale la mia formaggio-fobia (perché trattasi di vera e propria fobia in molti casi); ma a quanto dice mia madre risale alla fanciullezza, e non si è accontentata di colpire soltanto la sottoscritta. Infatti ha scagliato la sua freccia anti-formaggio anche contro la mia sorella minore. Quindi non mi sono mai sentita sola, e con l’andar del tempo ho scoperto che il mondo è pieno di non-mangiatori di formaggio ( e non perché siano vegani, attenzione!), e che tutti abbiamo affrontato più o meno le medesime difficoltà. Vediamone alcune.

Andare al ristorante

Andare al ristorante è per noi non-mangiatori di formaggio causa di parecchia ansia. Mi riferisco anche a tutte quelle situazioni in cui non si mangia a casa propria, per cui non si conoscono esattamente gli ingredienti utilizzati nelle pietanze proposte.

Esaminiamo il caso del ristorante. Puntualmente, una volta letto il menu, e dopo aver adocchiato il tortino di carciofi e patate con porri croccanti e purea di spinaci sorge in noi spontanea la domanda:

“Sembra buono, ma…ci sarà dentro del formaggio?”.

Arriva il cameriere e spieghiamo che vorremmo ordinare il tortino in questione, ma che non mangiamo formaggio. La risposta del cameriere è una domanda, e i non- mangiatori di formaggio come me se la sono sentita ripetere milioni e milioni di volte, fino ad arrivare a detestarla profondamente.

“Perchè, sei allergica?”.

Col tempo si impara che è meglio replicare che in effetti si è allergici, più che altro perché rispondendo “No, non sono allergica” si scatena una serie di conseguenze nefaste: il cameriere, che non è decisamente in buona e ha litigato con la fidanzata la mattina dello stesso giorno, potrebbe decidere che non gliene frega una mazza della tua formaggio-fobia, e dato che non sei allergica e non schiatterai di certo per 10 grammi di mozzarella all’interno di uno stupido tortino, dice allo chef che la rompipalle di turno non ama il formaggio ma che non è allergica.

Lo chef, che sette ore prima ha cambiato l’immagine del profilo su Facebook ottenendo solamente 12 like, di cui 10 provengono da parenti stretti, tutti maschi, ha le palle un po’ girate e decide che sei una bambina viziata e che se lo assaggi il formaggio ti piacerà, eccome se ti piacerà. Nasce un vero e proprio complotto.

Sicché arriva in tavola il tuo tortino e tu ti senti in Paradiso, pensando che è stato realizzato senza un briciolo di formaggio.

Poi lo tagli e vedi filare qualcosa di bianco. Ti senti morire. Chiami il cameriere e chiedi spiegazioni, e quello cade dalle nuvole, perché tu gli avevi detto di non mangiare formaggio, ma quella all’interno del tortino è mozzarella. E la mozzarella non è esattamente un formaggio.

Deve averlo cercato su Google cinque minuti prima, il bastardo.

E così si scopre che devi specificarlo, SEMPRE: non mangi nessun tipo di formaggio e nemmeno la mozzarella. E sì, anche la pizza la ordino senza mozzarella.

Non si finisce mai di imparare.

Il buon samaritano.

Il buon samaritano è quello che vuole salvarti dalla tua fobia per il formaggio, perché lui lo mangia anche a colazione, inzuppato nel latte magari, e dice che è squisito. Il buon samaritano si nasconde in chi nemmeno immagini: può essere tua madre, il tuo migliore amico, un conoscente, chiunque insomma. Ma ricorda: tutti diranno che l’hanno fatto per il tuo bene. Così, il buon samaritano, che chiameremo per comodità Luisantonio, ti invita a cena e prepara le polpette di verdure.

Tu, che sei un non-mangiatore di formaggio da anni e ormai ti reputi furbissimo, appena vedi le polpette diventi sospettoso.

Si sa che le polpette, a meno che non siano vegane, in genere sono strapiene di grana, o alla peggio di pecorino. Luisantonio giura e spergiura di non sapere nemmeno cosa sia, il formaggio. Ma al primo morso di polpetta, ecco che il tuo palato avverte quel saporino un po’ strano e sgradevole, e con calma rifai a Luisantonio la fatidica domanda:

“Sicuro che non ci hai messo il formaggio???”

Luisantonio distoglie lo sguardo e sembra improvvisamente a disagio. Così tu capisci di essere stato tratto in inganno. Ti congedi imbestialito e morto dalla fame e corri a comprare cibo cinese.

Colpa del DNA.

Mi sono informata, e a quanto pare l’odio per il formaggio è scritto nei nostri geni! Quindi, non possiamo farci niente. A nulla serviranno i tentativi di coloro che vogliono riportarci sulla retta via, quella casearia, per intenderci. E soprattutto. sappiatelo, una volta per tutte: i non-mangiatori di formaggio non vorrebbero essere diversi da come sono. Siamo stra-contenti di non mangiare gorgonzola, pecorino e stracchino. Tornando indietro nel tempo, sceglieremmo di rinascere con questa fobia, per cui stop ai tentativi di salvataggio. Continuate a guardarci con quel pizzico di compassione, a ordinare la vostra pizza ai 4 formaggi e gli spaghetti cacio e pepe e lasciateci vivere con la nostra fobia.

Vi sembrerà impossibile, ma è vero, siamo felicissimi così.

8 pensieri su “Le tribolazioni dei non mangiatori di formaggio

  1. Io ho il problema opposto, adoro il formaggio, ma sono intollerante quindi devo dosare le porzioni e non posso abbuffarsi come vorrei. In compenso mi sono vissuta tutto il tuo percorso con prosciutto e carne nascosti ovunque quando ho deciso di diventare vegetariana (perché tanto il prosciutto non si sente, no…) :/

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