Milano, quattro amiche, la pioggia orizzontale e infine il sole.

La settimana scorsa vi avevo preannunciato generosamente la meta del mio week-end tra amiche, ovvero la celebre capitale della moda: Milano. 

Questo viaggio era stato programmato con un non troppo largo anticipo di due mesi e preceduto da chat inverosimilmente lunghe su Whatsapp, durante le quali io, Antonella, Erika e Francesca ci siamo sparate a vicenda seghe mentali tipicamente femminili:

Ragazze, è prevista pioggia.

Come mi vesto? Voi che scarpe mettete?

Io prendo il cappotto pesante.

Chi porta l’olio per i capelli?

Io porto il dentifricio.

Ma farà freddo?

Beh, su quest’ultimo interrogativo abbiamo ricamato parecchio, lo ammetto. Come se in fondo in fondo ai nostri cuori non fossimo perfettamente consapevoli che a fine novembre a Milano fa un freddo boia, generalmente. Se si aggiunge che qui in Sardegna ci lamentiamo quando la temperatura raggiunge i 13 gradi, ecco, capite bene che un po’ di paranoia per il clima ci stava, dai.

Comunque.

Ormai mi conoscete, e altrettanto bene conoscete la mia approssimazione congenita, che mi porta spesso e volentieri a combinare/sfiorare veri e propri disastri. Tipo che il giorno prima della partenza dovevo mandare a Erika la mail con i biglietti da stampare e le ho inviato la prenotazione al posto delle carte d’imbarco. Giustamente lei chiedeva con insistenza dove fossero finiti i cari vecchi PDF di una volta, e io rispondevo pedantemente che non sapevo di cosa stesse parlando, il biglietto era quello, punto e basta.

Non paga di ciò, e atteggiandomi a grande viaggiatrice e conoscitrice del mondo, le ho screen-shottato le prenotazioni dei miei precedenti viaggi (che sono 3, uno più uno meno: grande viaggiatrice un paio di palle), ribadendo che doveva stampare senza fare troppe storie.

A un certo punto, però, mi è venuto un dubbio. Mi vergogno anche solo di scriverlo ma ho googlato “foto di biglietti Ryan Air” e mi sono apparse immagini familiari con misteriosi codici a barre che in effetti non comparivano nella mail che avevo inviato a Erika. Molto rapidamente sono andata sul sito della Ryan Air e guarda guarda, non avevo scaricato le carte d’imbarco in formato PDF.

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Beh, dettagli.

Erika voleva uccidermi ma poi mi ha perdonata, sapete come va tra amiche: si dimentica in tempi record. E meno male.

Insomma, nonostante me siamo riuscite a partire. Questo accadeva venerdì 24 novembre, ore 21.05.

Circa due ore e mezzo dopo siamo arrivate alla Stazione Centrale e abbiamo subito cominciato a cagarci dal freddo e a lamentarcene, moltissimo. Fuori dalla stazione, poi, peggio che mai. Come giustamente ha esclamato Erika, pioveva in orizzontale, quindi gli ombrelli avevano un’utilità decisamente relativa.

Fortunatamente l’albergo era vicinissimo, per cui l’agonia è durata poco. Dopo una veloce capatina in bagno siamo letteralmente svenute, e buonanotte mondo.

Il giorno dopo a Milano

La nostra tabella di marcia prevedeva tutto ciò che rientra fra le cose da fare a Milano in 2 giorni, e cioè:

  • vedere il Duomo
  • passeggiare lungo le vie più fashion della città
  • vedere i navigli

Ulteriore obiettivo: visitare la mostra di Caravaggio, per la quale avevamo acquistato i biglietti da più di un mese.

Il giorno dopo ci siamo svegliate di buon’ora e continuava a piovere. In orizzontale. Va beh. Siamo uscite imbacuccate come se dovessimo salire in groppa ad una renna e attraversare la Groenlandia e ci siamo avviate verso il Duomo. Prima di arrivarci, rigorosa la sosta lungo la Galleria Vittorio Emanuele, abbellita dall’immancabile e luccicosissimo albero di Natale e da questo gigantesco cartello:

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Mannaggia, chiuso! Ragazze, Mac Donald?

Giunte davanti al Duomo abbiamo goduto abbondantemente di questa vista (è bellissimo, esattamente come mi aspettavo) e di seguito ci siamo dedicate al momento Social: fotografie su fotografie, in tutte le pose in tutti i luoghi in tutti i laghi. Sempre sotto la pioggia. Orizzontale.

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Dal Duomo siamo passate al Castello Sforzesco, e di seguito ci siamo ritrovate all’interno del Parco Sempione. Che dire, uno spettacolo affascinante e suggestivo, anche sotto la pioggia, orizzontale. Difatti anche qui l’estro fotografico si è scatenato con ulteriori scatti su letti di foglie ingiallite e alberi rigogliosi, nonostante il tempo.

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Una volta uscite dal parco, beh, ci siamo perse. Google Maps ci mandava in 4 diverse direzioni contemporaneamente e prima di deciderci a chiedere indicazioni siamo riuscite a rientrare nel parco e a girare in tondo per non so quante volte. Nel frattempo continuava a piovere, in orizzontale, e dalle condizioni delle nostre calzature sembrava avessimo appena attraversato la giungla.

Frattanto accanto a noi ogni 5 minuti sfrecciavano strani individui in abbigliamento sportivo che facevano jogging come se fosse piena primavera, e ciclisti incuranti della pioggia che pedalavano beati in mezzo al fango.

Mondi sconosciuti.

Oltretutto la fame cominciava a farsi sentire, ma essendo che ci trovavamo a Milano, e una delle cose da fare a Milano in 2 giorni era mangiare il risotto alla milanese, non ci siamo fermate finché non abbiamo trovato un ristorante adatto alle nostre esigenze, e qui faccio un po’ di pubblicità:

Trattoria del Corso, Corso Garibaldi numero civico non mi ricordo: very very good. Promosso a pieni voti.

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Finalmente sazie siamo tornate in albergo per riposare le stanche membra (fino a quel momento avevamo totalizzato quasi 15 chilometri, in genere non credo di farli neanche in una settimana) e dopo un’oretta siamo ripartite alla volta dei Navigli. In metro, stavolta, camminare va bene ma avevamo già ampiamente allenato i muscoli delle gambe.

Naviglio Grande. Passeggiata (=altri chilometri), altre foto, tante foto, quindi abbiamo scelto un locale per l’aperitivo. Un locale tra l’altro molto carino, tutto in legno, luci soffuse ma non troppo, arredamento country: abbiamo ordinato tre spritz e un prosecco più un tagliere (e qui fate attenzione) con un misto di salumi, bruschette e verdure sott’olio. Arrivano i drink, e anche il tagliere, ma è sbagliato, dato che ci sono solo i salumi. Avvertiamo il cameriere dell’errore, lui torna prontamente con un altro tagliere. Sbagliato. Mancavano ancora le verdure sott’olio.

Va beh. Decidiamo di lasciar correre, anche perché dovevamo andare alla mostra di Caravaggio. Ma ecco le foto che documentano il fattaccio:

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Traduco per i non sardi: “callone”= coglione. L’altra parolaccia credo sia abbastanza conosciuta.

E comunque ci tengo a precisare che in foto solitamente non risulto così brutta.

La mostra di Caravaggio

Cosa posso dire della mostra che non risuoni banale, trito e ritrito? Usare aggettivi come bellissimo e stupendo per le opere di Caravaggio suona riduttivo. Posso solo affermare che mi ritengo fortunata per averla potuta visitare. E tra l’altro, dimenticandomi del divieto di fotografare, sono anche riuscita a scattare questa:

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Beh, non sarà il Giovanni Battista o Il fanciullo morso dal ramarro, ma accontentatevi.

Siamo rientrate in albergo devastate. Il contachilometri segnava il numero 22: probabilmente non mi muovevo così tanto da quando avevo 5 anni e giocavo in cortile con i bambini del vicinato.

Ultimo giorno a Milano

La domenica mattina ci siamo svegliate col sole al posto della pioggia, orizzontale. Siamo riandate al Duomo e approfittando del bel tempo abbiamo affrontato i 145 scalini per salire fino in cima. Fiatone assicurato (almeno, per chi è poco allenato come me), spettacolo garantito. Guardate un po’:

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Una volta scese, ci siamo dedicate ad un minimo di shopping (ma non certo da Louis Vuitton o Versace, non è roba per le nostre povere tasche), infine abbiamo preso la metro per la stazione, dove ci aspettava il bus che ci avrebbe riportato all’aeroporto di Bergamo.

E qui termina il racconto della mia mini-vacanza, dalla quale ho tratto come al solito qualche insegnamento:

  • se la pioggia è orizzontale l’ombrello non serve a un cazzo
  • se attraversi un parco in pieno autunno con la pioggia orizzontale è meglio indossare uno scafandro
  • a Milano fa un freddo boia, soprattutto se piove. In orizzontale.

Consigli per gli acquisti: cosa fare in 2 giorni a Milano:

  • ovviamente vedere il Duomo, ne vale la pena
  • chiedere indicazioni se ti perdi
  • evitare di fare la piastra ai capelli, soprattutto se piove. In orizzontale.

E voi, conoscete questa città? Se sì commentate l’articolo, e soprattutto le foto (che comunque sono per lo più farina del sacco di Erika, io fotografo da schifo in genere).

Vi lascio col mio sorriso da perfetta turista approssimativa e il mio bellissimo cappello (che mi ha riparata dal gelo milanese), firmato Mamaglia.

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Taaaac!

 

 

9 pensieri su “Milano, quattro amiche, la pioggia orizzontale e infine il sole.

  1. Simpatica come sempre!! Bella la vs gita e belle le fotografie. Mi piacciono molto quella che avete fatto davanti al Duomo e quella dalla Madonnina.
    Ah dimenticavo…quarto insegnamento: le carte d’imbarco non sono le prenotazioni!!!🤣🤣🤣🤣🤣

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  2. mi fa un sacco sorridere questo tuo articolo! Io sono di Milano e alcune cose ovviamente non le vivo con gli stessi tuoi occhi!
    se capiti di nuovo a Milano sul mio blog trovi un po’ di articoli su cosa fare e vedere anche gratis e posso darti qualche dritta!
    però mi devi spiegare una cosa: non ho capito cosa intendi con pioggia orizzontale?

    p.s. Questo week end non faceva mica freddo 😀

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    1. Ahahaha per pioggia orizzontale intendo gocce d’ acqua che piovevano perpendicolarmente rispetto all’ ombrello! Ovviamente è una esagerazione, però si trattava di una pioggerellina a tratti quasi evanescente, e sembrava che fossimo comunque fradice nonostante l’ ombrello appunto! Per quanto riguarda la temperatura, per me che sono abituata ai tiepidi inverni sardi, quella milanese è polare! Comunque seguirò il tuo blog, Milano mi è piaciuta davvero tanto!

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      1. ahaha quest’anno ha fatto caldo fino a questo week end appunto, è da ieri che fa davvero freddo. domani e dopo aspettiamo la neve (speriamo!). Ah sì ora ho capito. La pioggia che descrivi è un nostro grande classico, per cui l’ombrello non serve a una cippa! Che palle visitare la città così!

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