L’importanza della cacca nella vita di tutti i giorni

Ciao ragazze/i, oggi parliamo di merda.

Sì, esatto, avete capito bene: l’importanza della cacca nella vita di tutti i giorni è un dato di fatto, e dopo aver letto questo post mi darete ragione. Specifico subito che non parlerò per metafore, né ho intenzione di partire con una devastante filippica su quanto la maggior parte di noi conduca una vita di merda; non è a quella merda che mi riferirò, tanto per essere chiari.

Innanzitutto cominciamo con lo spiegare il motivo per il quale ho scelto questo argomento. Beh, le mie idee in generale vengono dal nulla: un minuto prima non so cosa scriverò, un minuto dopo mi illumino di immenso.

Altre volte la lampadina si accende scorrendo la bacheca di Facebook o quella di Instagram, altre ancora guardando video su You Tube o le mie serie-tv preferite; ma ancora più spesso capita che venga ispirata dai discorsi con i/le conoscenti, il fidanzato, i colleghi al lavoro e soprattutto le amiche. Queste ultime sono una miniera d’oro per il mio blog, e in particolare oggi devo ringraziare Erika, perché è stata proprio lei, ieri sera, a prendere il merd-argomento:

L'importanza-della-cacca

Ecco.

Io poi, ho sempre avuto un rapporto complicatissimo con la cacca. Fin da quando ero bambina mi sono ritrovata a fronteggiare uno dei demoni del nostro tempo:

La stitichezza

Tutti i rimedi allora esistenti per risolvere questo problema io li ho provati. Alessia Marcuzzi e il bifidus comesichiama ancora non erano in commercio. In compenso mia madre si ostinava a propormi bietole bollite e fiocchi di crusca, che detestavo con tutto il cuore, sostenendo che fossero una bomba per la salute del mio intestino.

Evidentemente il mio era (ed è tuttora) un intestino approssimativo, perché capitava che non andassi in bagno anche per una settimana di seguito, se non di più. Ogni mattina la prima cosa che i miei genitori mi chiedevano appena risorgevo dal letto era questa:

Hai cagato?

Sì, ma’.

Ma hai fatto palline o cacca seria?

Se la risposta era palline tutti chinavamo la testa soppesando la gravità della situazione. Se avevo partorito roba seria era una festa nazionale, persino mio padre si commuoveva.

L'importanza-della-cacca.jpg

Comunque. Dato che né bietole né crusca sortivano effetti terremotanti, mamma era passata a metodi più aggressivi: supposte e perette.

Le supposte ok, ci siamo passati tutti. Ma le perette.

Ragazzi, le perette mi hanno traumatizzata per anni. A parte il fatto che mi ricordo vagamente questo aggeggio gigantesco di colore giallastro (beh, certo non poteva essere bianco latte) che solo a ripensarci adesso sudo freddo. Rammento inoltre il magic moment in cui veniva spremuto voi-sapete-dove e la conseguente sensazione che qualcuno mi avesse appena suonata come fossi una tromba. Non so se ho reso l’idea.

L'importanza-della-cacca.jpg

Le perette sono state l’ultima spiaggia. Di lì in poi le cose sono andate pian piano migliorando, ma mi porto dietro delle ferite (in senso metaforico questa volta), tant’è che a tutt’oggi ogni volta che faccio la cacca provo un gigantesco senso di soddisfazione, paragonabile solo a quello derivante dal ricordarsi di non avere panni stesi quando comincia a piovere.

Insomma, l’importanza della cacca è innegabile, e le mie amiche me lo hanno confermato. Per questo non bisogna mai sottovalutare il momento in cui la senti arrivare. Il problema è se arriva quando sei in giro, lontana dalla tua adorata toilette e soprattutto dal tuo water, l’unico e il solo nel quale riuscirai a cagare evitando di sospenderti a due metri di distanza dalla tazza nella posizione di squat per diversi minuti di seguito.

Vediamo allora qualche situazione tipo che potremmo dover affrontare:

Il cagotto-sorpresa

Non siete in casa e il cagotto vi sorprende? Consiglio vivamente di trovare tosto un bar in buone condizioni, pulito quanto basta per invogliarvi ad utilizzarne il bagno, e soprattutto dotato di carta igienica. Io ho quasi sempre un pacco di salviette intime in borsetta ma meglio non farsi trovare impreparati. Nel caso in cui vi faccia specie servirvi di un w.c. diverso dal vostro, tenetevi la cacca, ma sappiate che, come giustamente ha osservato la mia amica Erika, non tornerà più, e quella del giorno dopo sarà una cacca differente. Oppure trattenete e aspettate di rientrare a casa, ma allora potrebbe succedere che la cacca si sia trasformata. In pietra.

E cagare pietre non è bello, ve lo assicuro.

Il cagotto molesto

Parliamone. Il cagotto molesto è un gran bastardo. Sopraggiunge all’improvviso, lasciandoti basita e impotente. Si tratta di un qualcosa di cui ti devi liberare, talmente forte che ti fa venire la pelle d’oca anche in pieno inverno. A quel punto c’è poco da fare. Trovate un water, uno qualsiasi, e svuotatevi. Il senso di liberazione vi ripagherà della sofferenza provata nel dover cagare senza i consueti confort.

Il cagotto intellettuale

Questo è in assoluto il mio cagotto preferito. Visualizzate insieme a me. Siete a casa vostra, morbidamente spaparanzate sul divano, un dito sul telecomando e uno sul cellulare. State aspettando che cominci l’ultima puntata di Ulisse o di Masterchef ed ecco che arriva la cacca. Vi staccate con calma dal divano, andate in direzione del bagno, acchiappate un libro, una rivista, l’ultima bolletta dell’Enel e vi sedete sulla tazza.

Ahhhhhhhhhhhhh.

Vi dimenticate il libro, la rivista, l’ultima bolletta dell’Enel? Non importa, leggete le etichette del deodorante, del dentifricio o dello sgrassatore. Tutto fa brodo, anzi, fa cacca.

Avete appena scoperto il cagotto intellettuale, che stimola corpo e mente in un’unica sessione. Altro che yoga!

L'importanza-della-cacca.jpg

Il cagotto espresso

Dopo quello intellettuale, questo è uno dei miei favoriti. Dà chiari segnali del suo arrivo, ti concede il tempo di accomodarti, esce fuori senza tanti preamboli, in un blocco unico, lasciandoti appena il tempo di arrivare alla seconda riga degli ingredienti del bagnoschiuma. Ti pervade un grande senso di benessere: meglio delle terme.

E questo è quanto.

Ora non mi vengono in mente altri tipi di cagotto ma sono sicura che voi mi aiuterete, commentando questo merd-articolo.

Tra l’altro tutto questo parlare di merda mi ha fatto ricordare che oggi non ho ancora evacuato, e la cosa non mi sta bene. Ma domani è un altro giorno, diceva Rossella O’Hara, e di certo il mondo mi ispirerà un bel po’ di cacca.

L'importanza-della-cacca.jpg

E voi che dite? Concordate con me sull’importanza della cacca nella vita quotidiana?

Scrivete anche voi il vostro merda-pensiero, e spero non stiate mangiando in questo momento perché non sarebbe il massimo leggere di cacca e nel contempo masticare.

E mucha mierda a tutte, sempre!

 

 

13 pensieri su “L’importanza della cacca nella vita di tutti i giorni

  1. A me prende anche il cagotto ansioso prima di un viaggio, un colloquio o qualsiasi altra cosa possa farmi venire una vaga ansia di perdere treni, aerei, coincidenze e possibilità. Keep calm and go away cagotto!

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  2. Che dire… come sempre fantastica! con te le risate sono sempre garantite, anche quando leggi certi articoli e stai… cenando!
    Quindi merd-compliment!
    Ma, ma… che fine ha fatto la “dolce Euchessina”? si usava molto ai miei tempi. Non che tutti i bambini fossero stitici, ma si vedeva spesso in televisione la pubblicità; anche se, a dire il vero, non è che poi facesse così tanto effetto.
    Di contro, invece, c’erano le famose gelatine lassative alla frutta che facevano decisamente il loro dovere. Generalmente erano usate al posto delle analoghe caramelle gommose, da lasciare rigorosamente nelle tasche dei cappotti per i compagni di classe che – con la scusa di dover andare in bagno – uscivano regolarmente a rovistare nelle tasche dei cappotti altrui lasciati incustoditi negli armadietti in corridoio. Il giorno dopo si sapeva subito chi era stato il furbone di turno… tiè.
    Nel tuo merd-articolo, manca poi il cogotto-stronzo (in tutti i sensi).
    Ovvero quando lo senti arrivare di botto, corri in bagno e… nel bel mezzo della seduta regale il malloppo decide di fermarsi a metà strada.
    Niente da fare: è lì, che non va ne’ su ne’ giù.
    Lo senti che fa il timido e non vuole uscire. Il tempo passa, sudi caldo poi freddo, fai contorsioni e massaggi nella speranza che si decida. Ma niente, lui rimane lì; lo stronzo…
    E, così, ti rassegni portandoti dietro il malloppo che ti provoca un senso di indecisione per tutta la giornata: vado o non vado, questo è il dilemma. E a quel punto non ti resta che sperare che ci sia qualcun altro che ti manda a cagare, sul serio, pur di toglierti il pensiero.
    Che merd-comment!

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  3. Poi esiste il cagotto incazzato , quando a fine giornata ti siedi sul water , e mentre stai evacuando in pace , leggendo qualche etichetta o scorrendo la schermata di qualche sito ,qualcuno arriva e inizia a metterti fretta … Ed ecco qui che un bellissimo momento di pace diventa un momento di Cacca

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  4. è la prima volta che incrocio un tuo post e l’ho apprezzato davvero moltissimo, soprattutto perchè è uno degli argomenti improponibili più gettonati tra le mie amiche!! Adoro la tua ironia e il fatto che qualcuno sappia trattare anche questi argomenti poco poetici ma di indubitabile importanza! chiedo umilmente scusa ma in questo momento non mi sopravvengono alla mente altri tipi di cagotto, sei stata molto esaustiva 🙂

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  5. Pardon mi è partito il commento da solo :O. Dicevo.. ne vogliamo parlare di quelle volte in cui ti sembra di dover cagare il mondo, non vedi l’ora di vedere un wc e ne sei così felice! Ti siedi esclamando “finalmente” e poi… non ne viene fuori una beata minchia! Anche io come te fin da piccola avanti a supposte e verdura cotta come non ci fosse un domani (per fortuna non sono mai stata una bambina schizzinosa e non lo sono tutt’ora). Ricordiamo poi tutte quelle persone che ogni giorno ti rinfacciano di cagare appena sveglie ancora prima di aprire gli occhi? Secondo me sono delle specie aliene. Ora che si svegli il mio intestino possono passare ore, giorni , eternità.
    Il mio ragazzo a volte mi prende in giro dicendomi di essere una “piena di merda” 😀 Direi che non ha tutti i torni considerando che sono più i giorni in cui non vado al cesso che quelli in cui ci vado. Chissà che essere così piene di merda almeno ci porti successo e fortuna in altre cose.
    Detto ciò, con questo articolo hai vinto tutto!

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    1. Stima assolutamente ricambiata! Abbiamo un passato da stitiche, quindi è normale per noi passare anche due o tre giorni di seguito senza cacca..pensa che il mio ragazzo invece evacua anche 3 volte al giorno..non puoi capire l’ invidia!

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