Il compleanno approssimativo, ovvero la “sfiga” di compiere gli anni a ridosso del Natale

Allora, Facebook vi ha avvisato del fatto che oggi è il mio compleanno? A giudicare dal numero delle notifiche che stanno arrivando direi di si.

Ci risiamo, quindi. E per fortuna c’è Zuckerberg a ricordarci ogni santo giorno che qualcuno fra i nostri contatti è invecchiato, altrimenti io sarei spacciata: se non fosse per mia madre che, come stamattina, mi telefona per gli auguri appena le lancette dell’orologio raggiungono un orario decente (per inciso le nove del mattino, dopo che lei ha appena finito di passare  l’aspirapolvere per tutta la casa, ha preparato il pranzo ed è appena rientrata dal supermercato: ma da chi diavolo avrò mai preso, io?), mi dimenticherei del mio stesso compleanno.

Lo affermo con cognizione di causa. Quest’anno, ad esempio, per l’ennesima volta sono riuscita a scordare il genetliaco del mio fidanzato, e ho cercato di uscirne pulita dicendo:

Nooo, ma guarda che è domani, ti stai sbagliando tu!

la-sfiga-di-compiere-gli-anni-a-ridosso-del-Natale.gif

Che incredibile astuzia, vero?

Poi ho rimosso anche quello di mia madre; l’ho chiamata come al solito verso le sette di sera, abbiamo parlato del più e del meno, quindi ho riattaccato. Un’ora dopo ho aperto Facebook e in mezzo alle notifiche è apparsa la minacciosa sentenza: oggi Gisella compie gli anni, vuoi scrivere qualcosa sulla sua bacheca?

Facciamo che la richiamo, va, che è meglio.

Insomma, un disastro.

Inoltre, il mio è un compleanno approssimativo, perché, come giustamente ha suggerito l’amica e industriosa artigiana Letizia Fani (a proposito, date un’ occhiata alle sue bellissime e coloratissime creazioni), la sfiga di compiere gli anni oggi, ovvero a ridosso del Natale, comporta questo: fino ai 5/6 anni ricevevo il doppio regalo, poi è arrivato il terribile “pacchetto unico”: quello che comprendeva sia il compleanno sia il Natale.

Parliamone.

Per la allora bambina e in seguito adolescente approssimativa questo era un disagio. Cioè, tutti i miei compagni di scuola, i miei fratelli e mia sorella avevano due regali distinti; io, che ero nata nel periodo più costoso dell’anno, mi beccavo il “questo-è-sia-per-il-compleanno-sia-per-Natale”.

Ira funesta.

Chiaramente poi sono cresciuta, ho capito che quella precedente il Natale è una settimana dispendiosissima, ho imparato ad apprezzare anche il pacco “abbi pazienza, fattelo bastare” e ho pure smesso di dare troppa importanza ai festeggiamenti e ai doni dettati dalle circostanze di ogni genere, sia quelli natalizi che tutti gli altri, quindi compleanno incluso.

Sono passati i tempi in cui i miei genitori ordinavano la torta gigantesca con la scritta sopra, il pan di spagna e i due strati di crema, le ciliegine e le candeline da soffiare, le fotografie che poi venivano portate dal fotografo, sviluppate e riposte negli appositi album.

Peraltro in tutto questo mare di ricordi visualizzo in particolar modo il taglio della torta. Veniva praticata con il coltello una circonferenza al centro, poi da lì partivano le fette. Dopo la distribuzione di queste ultime, puntualmente rimaneva quell’unica parte circolare che nessuno voleva, ma che a me faceva una gola inspiegabile. Peccato non avessi il coraggio di chiederla. Mi limitavo a fissarla di sbieco, con assurdo desiderio, come se guardandola potessi sentirne il sapore. Non ci credete? Notate nella foto (=reperto archeologico) qui di seguito la mia espressione di pura ingordigia precedente il taglio:

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La medesima espressione la rivolgerò all’ultima fetta rotonda.

Oh, ma quanto sono inquietanti i compagni d’asilo schierati dietro di me? E il mio dolcevita rosso fuoco?

Va beh.

Per intenderci, sto parlando di secoli fa, roba di asilo appunto, al massimo scuola elementare. Già dalle medie in poi era mia madre a preparare le torte per i compleanni di noi figli, e in effetti sono sempre state molto più buone di quelle prodotte in pasticceria.

Da ormai più di 15 anni vivo a circa 100 chilometri di distanza dai miei, e non li vedo spessissimo purtroppo; l’onere di preparare le torte di compleanno è passato al mio fidanzato, Davide, che a differenza della sottoscritta in cucina se la cava egregiamente; e meno male, altrimenti a quest’ora vivrei di surgelati, merendine e tonno in scatola.

Per quanto riguarda il regalo, quello è unico a seconda dei casi; quest’anno abbiamo in programma a gennaio un paio di giorni a Roma, quindi abbiamo deciso di fare economia, e per Natale non ci scambieremo nessun dono; ergo, oggi ho ricevuto il pacco unico, ovvero questo collo:

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che, beninteso, mi è piaciuto tantissimo!

D’altronde la sfiga di compiere gli anni (38 anni, solo 2 mi separano dai 40! Disagio) a ridosso del Natale e nonostante ciò continuare ad aspettarmi il doppio regalo…beh, anche no, dai; tuttavia nei recessi della mia approssimazione esiste ancora una flebile vocina che ogni 20 dicembre di ogni anno esclama:

Oggi è il mio cazzo di compleanno, dov’è il mio cazzo di regalo? 

Fortunatamente ci sono mamma e babbo, che intorno alla fine di novembre mi chiedono cosa voglio per il comple-Natale e io inesorabilmente rispondo: SOLDI.

Ci sono le mie amiche, che aprono la chat su Whatsapp: “Compleanno Francesca” e si organizzano con vere e proprie ricerche di mercato per venire incontro ai miei gusti.

C’è il boss delle torte, Davide. il mio fidanzato di cui sopra, con il quale ci arrabattiamo per arrivare alla fine del mese e far quadrare i conti, tra spesa, bollette, affitto e qualche Gratta e Vinci della speranza: hai visto mai che diventiamo ricchi e andiamo subito a scialare a New York, che è uno dei nostri sogni. E in barba a tutto ciò, lui mi prepara il dolce e pure la candelina simbolica, chè per soffiare e spegnere 38 candele accese e nel contempo esprimere un desiderio bisogna essere multitasking, e le uniche cose che so fare contemporaneamente sono spalmare di Nutella una fetta di pane e addentare quella già pronta.

Quest’anno però trattasi di compleanno approssimativo, quindi niente torta, il boss sta lavorando tantissimo e non ha avuto il tempo materiale; mi mangerò la Kinder Delice, che va bene lo stesso, e ci ho pure messo la candelina rosa…commovente, no?

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In fin dei conti la sfiga di compiere gli anni a ridosso del Natale non è poi tutta ‘sta sfiga, via. D’altronde quest’anno è pure nato il blog, e posso parlarne qui, per la prima volta nella storia della mia vita. Cioè, altro che il solito post su Facebook:

Grazie a tutti per gli auguri e per avermi dedicato un pensiero oggi

Voglio dire, grazie a tutti, certo, grazie davvero…ma sapete che c’è? Invece di leggere i soliti ringraziamenti leggetevi tutto il post, che concludo inviando una Kinder Delice virtuale al popolo di Facebook grondante auguri, alla mia famiglia e alle mie amiche, con le quali festeggerò sabato.

E dunque, auguri approssimativi a me, e come si dice qui in Sardegna:

A kent’annos (= a cent’anni)

Ciao!

 

14 pensieri su “Il compleanno approssimativo, ovvero la “sfiga” di compiere gli anni a ridosso del Natale

  1. Se può esserti di consolazione, in meridione generalmente si è soliti festeggiare molto più l’onomastico rispetto il compleanno.
    Quindi il mio suggerimento è di passare a questa nuova tradizione che, nel tuo caso (fonte wikipedia) l’onomastico ricade generalmente il 29 gennaio in memoria di san Gildas (o Gildo) di Rhuys detto il Saggio o Badonicus. Con questo nome si ricordano anche san Gildo di Elv il 13 febbraio e il beato Jildo (o Gildo) Irwa, martire ugandese, il 18 ottobre (o 18 settembre). Hai semplicemente l’imbarazzo della scelta!
    Auguri approssimativi!!

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  2. Carissima tanti auguri di buon compleanno🎂. Mia figlia ha la “sfiga” di compierli subito dopo e non si becca mai niente perche’ i regali glieli ha portati gia’ Babbo…si accontenta della torta e candeline o calza della befana❤(addestrata bene) 😄. Baciotti

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  3. Eccomi, eccomi, eccomi! Ti ho letta tutta e ti faccio anche gli auguri. Nessun regalo perché da Milano a te ormai arriverebbe tardi, e non ti conoscevo prima.
    E adesso: zitte tutte, e non lamentatevi. Coincidenza vuole che io ti conosca proprio oggi che è il tuo compleanno, e super-coincidenza vuole che io abbia lo stesso tuo problema ma… in versione ESATTA: sono nata il 25 dicembre spaccato. Scusa se mi permetto di lasciarti il link (il che fa un po’ spam, piazzato lì al primo incontro, un po’ come chi allunga le mani subito sulle parti basse), ma la sfiga comune in questo caso impone! http://www.pensierirotondi.com/io-e-il-mio-compleanno/

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    1. Ciao! Ho visto solo ora il commento, ecco perché! Sono felice di averti nel ” pubblico” dato che il tuo è un blog che ho scoperto da poco, purtroppo: nel senso che avrei voluto scoprirlo prima! Quindi abbiamo una cosa in comune! Ma dimmi: quest’ anno regalo doppio? O pacco unico?

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      1. Un ibrido, conta che i figli, ancora piccoli non fanno regali nemmeno per Natale, poi però magari ti piazzano un lavoretto qualche giorno dopo. 🙂 L’importante è avere la torta, l’irrimediabile è non avere mai un giorno da non condividere con Gesù e la festa più world-wide.

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  4. Mi cospargo il capo di cenere e chiedo venia… sarà il periodo prefestivo, sarà l’effetto multitasking, sarà che io come al solito con i nomi faccio a pugni… ma si dà il caso che oggi abbia fatto una mega-mega gaffe…
    O, meglio, direi proprio: un commento molto ma molto approssimativo!
    Forse troppo….
    Ma che cavolo c’entra il nome Gilda… me ne sono resa conto solamente ora… ahhh Miss Polette, Francesca…. mea culpa, oltre al danno pure le beffe ti toccano… porta pazienza, sto invecchiando proprio…!

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