Dimmi che brufolo hai e ti dirò chi sei

Beh, già in precedenza mi sono dedicata ad argomenti diciamo spinosi, come la cacca, per esempio. E oggi ho ben pensato di celebrare questa mattina uggiosa e umida con un altro tema abbastanza “scottante”, ovvero il temibile, pernicioso, odiosissimo brufolo.

Partiamo da lontano, così, giusto per nobilitare un attimo il contesto. Dalle mie accurate ricerche (non è vero, ho letto solo due dei risultati apparsi su Google), pare che la parola brufolo derivi dall’unione di un sostantivo, verruca, e di un aggettivo, rufulus, entrambi latini. Sappiamo benissimo cosa si intende per verruca; rufulus, invece, significa rossiccio. Resta da capire come si sia arrivati da verruca rossiccia a brufolo…interessante questo intermezzo etimologico, vero?

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Va beh, è già finito, tranquille ragazze.

Fatto sta che le verruche rufule ci hanno seriamente devastato le palle, a noi donne; sicuramente in certa misura anche agli uomini, ma di rado mi è capitato di incontrare un maschietto con un puntino sanguinolento in mezzo al mento, frutto di un preciso lavoro coordinato di unghie e polpastrelli. Ma soprattutto di unghie.

Mi preme precisare che in questo post non mi riferirò ai/alle poveretti/poverette che soffrono o hanno sofferto di acne; mi concentrerò piuttosto sui brufoli estemporanei, quelle maledette escrescenze pustolose (pustolose: in latino squarrosus: rende bene l’idea, no? una cosa schifosa è anche una cosa squarrosa; mi fai schifo=mi fai squarrare; che schifo è quello?=che squarro è quello? Oppure…ok, la smetto di squarrarvi) che sorgono quando meno ce lo aspettiamo nel bel mezzo della nostra faccia, in punti visibilissimi per tutti, anche per chi è mezzo cieco come me: tipo al centro della guancia, sulla punta del naso, a lato del labbro superiore, alla Marylin. Che carino.

E allora, togliamoci questo dente e parliamone. Dei brufoli, intendo. Anzi, facciamo di più: cataloghiamoli, a partire dal più innocuo fino ad arrivare a quello più bastardo in assoluto.

Attenzione, è un argomento un po’ squarroso, quindi potreste squarrarvi…ok, sto diventando pesante. Cominciamo.

Il brufolo timido

Questo tipo di brufolo può sembrare abbastanza innocente, ma solo se confrontato con gli altri che seguiranno. La verità è che anche lui ha la sua buona dose di insana bastardaggine. Infatti il brufolo timido può sorgere nelle parti del tuo corpo meno esposte al pubblico: la curva della schiena, il gluteo, l’interno dell’orecchio. La timidezza risiede nel suo manifestarsi sotto forma di leggero promontorio del medesimo colore della pelle circostante. In pratica quasi non lo vedi, ma ti accorgi della sua esistenza dal fatto che cominci ad avvertire un doloretto fastidioso, una sorta di piccolo Alien che preme per uscire allo scoperto.

Curiosa, vai a indagare con i polpastrelli, alla cieca, e casualmente sfiori una superficie montagnosa. Che fa un male cane, manco fosse un livido gigante. Provi a spremere per far emergere l’alieno ma la finisci a dire parolacce in cirillico con le lacrime agli occhi e i denti stretti. Se poi c’è l’aggravante che il brufolo è maturato nella cavità del tuo orecchio, addio. Non c’è verso di infilarci le dita, e usare una pinzetta è roba per kamikaze.

Niente, c’è poco da fare. Bisogna aspettare che il brufolo timido esaudisca il suo percorso esistenziale, cercando di non intimidirlo ulteriormente forzandolo a esprimere la sua identità pustolosa o indispettirlo con feroci lavori di pressioni delle dita.

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Il brufolo sfacciato

Lo dice la parola stessa: il brufolo sfacciato è l’esatto opposto di quello timido, e si mostra senza veli, fiero di ciò che è e di ciò che rappresenta. E cosa rappresenta? Bene, nella maggior parte dei casi rappresenta il tuo ormone impazzito, ovvero l’imminente giungere delle mestruazioni.

Circa una settimana e mezzo prima del ciclo, ti svegli e sei incazzata nera. Così, senza un motivo. Tutto è un mainagioia infinito: il caffè che non esce completamente dalla caffettiera, il biscotto inzuppato nel latte che affonda diventando poltiglia, il tuo fidanzato che respira. Poi vai in bagno, alzi lo sguardo e chi ti vedi? Un agglomerato di protuberanze color rosso fuoco corredato di puntina centrale giallo canarino proprio al centro dello zigomo.

Merdah.

Seeeee. seeeee, tutte quante conosciamo la solfa: i brufoli non si toccano, se li tocchi ne arrivano altri, tanti altri. Ma come dice la mia amica Erika, se non uscissero non li toccherei. Come dire: è nato prima l’uovo o la gallina? Ehm, più o meno. Oppure non c’entra nulla? Va beh, sto delirando.

Comunque.

Finisce che il piccolo arcipelago brufoloso, a forza di essere malmenato da unghie affilate, si trasforma nel Mar Rosso, infiammandosi oltremodo e lasciandosi dietro una scia di morte e distruzione. Del tuo zigomo. Per una settimana o giù di lì. Poi arrivano le mestruazioni e amen, al massimo ti resterà qualche cicatrice deturpante che farà tanto “donna vissuta”. Che culo.

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Il brufolo atomico

Devastante come la riga storta dell’eyeliner o un barattolo di Nutella vuoto, il brufolo atomico è in assoluto il più malefico di tutti. Compare all’improvviso, in qualsiasi momento della giornata, senza che tu te ne possa rendere conto. Finchè non ti imbatti per strada in una “cara” conoscenza senza peli sulla lingua che ti fa notare:

  • che sei ingrassata (però stai bene, si si, prima eri troppo magra. Ma vaff…ah, ok, sei gentile a dirlo)
  • che hai un terzo occhio, lì, giustappunto nello spazio che separa le sopracciglia. Un terzo occhio biancastro/tendente al giallo

Evviva!

Strategia utilizzata in queste circostanze: l’attacco. Ma abbiate la prudenza di attaccare quando siete sole in casa, e nessuno può assistere. Non fate come me. Anni e anni fa mi è successo questo: stavo rientrando dal lavoro, e letteralmente non vedevo l’ora di arrivare a casa, perché dovevo uccidere il brufolo atomico spuntato al centro del mio mento. La fretta di cominciare l’assalto era talmente esagerata che avevo aperto il portone del condominio, mi ero diretta verso l’ascensore e lo avevo chiamato; tutto questo in 10 secondi scarsi, durante i quali ero riuscita a divellere l’intruso, perdendo litri di sangue.

Stavo per tamponare la perdita con l’indice quando le porte dell’ascensore si erano aperte ed era spuntato un tizio che mi piaceva un casino, un mio vicino di casa. Immediatamente avevo levato il dito dal mento e mi ero cimentata in una amabile conversazione tra condomini. Nel frattempo mi stavo anche vergognando come una pazza. Tra l’altro, per la cronaca, questo cristiano io non lo incontravo MAI, pur abitando nello stesso palazzo. E ovviamente per la legge della sfiga il magico faccia a faccia era accaduto mentre io versavo in pietose condizioni. Lui invece era bellissimo, e pure senza brufoli.

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Va beh.

Quindi, occhio ragazze! Non scartavetratevi la faccia se non vi trovate al sicuro, all’interno delle mura casalinghe! Imparate da chi fa le cazzate, cioè da me.

Ebbene, qui mi fermo. Chiaramente mi aspetto delle reazioni da voi, e soprattutto dei suggerimenti su eventuali tipologie di brufolo da me trascurate.

Attendo con ansia i vostri commenti!

Viva il Topexan! Ah,no.

 

 

 

6 pensieri su “Dimmi che brufolo hai e ti dirò chi sei

  1. Stendiamo un velo pietoso sui brufoli, io che da ragazzina non ho sofferto di acne giovanile, ho avuto per un periodo un brufolo fastidioso che mi usciva tra naso e guancia…avete presente proprio l’intercapedine che si trova tra la narice e l’inizio della guancia! TERRIBILE!!
    Beh l’ho risolta con la diete! Incredibile ma vero, anche per un brufolo mi è toccato fare la dieta, come se già noi donne non fossimo ossessionate dalla dieta, sta di fatto che mangiando meno fritti e insaccati ho risolto quel problema e non è più comparso quel bruttissimo brufolo! Non so però come definirlo sinceramente carissima, ma ho voluto commentare anche per farmi conoscere 🙂 piacere sono Francesca “Fra”…passate anche da me per chiacchierare un po’ se vi va, un abbraccio ^_^

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