Là sui monti con Annette, la bambina più stronza degli anime giapponesi

Ve lo ricordate il ritornello di questo simpatico cartone animato approdato su Italia 1 nel 1985?

Cristina D’Avena cantava esattamente queste parole:

Là, sui monti con Annette

Dove il cielo è sempre blu

Là, con Dany e con Lucien

Vieni vieni anche tuuuuuu

Vieni vieni anche tu?

Col cazzo che vengo!

Quella stronza di Annette era una psicopatica professionista, una che avrebbe fatto venire i brividi a Jack lo Squartatore. Se proprio devo scegliere di andare in vacanza da qualcuno, allora scelgo Heidi: un tantino fastidiosa pure lei con la fissa dei monti e delle caprette, ma decisamente più innocua.

Probabilmente anche voi siete stati traumatizzati dalle gesta di Annette-la-bimba-squilibrata, perciò sapete benissimo di cosa sto parlando. Se il trauma invece è stato talmente forte da obnubilare i vostri ricordi, beh, no problem, vi risveglio la memoria.

Ripercorriamo insieme questa amena vicenda, e trasferiamoci virtualmente là, sui monti con Annette: la bambina più stronza degli anime giapponesi.

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La storia è ambientata in Svizzera, nel piccolo paesino di Rossinière, in montagna appunto. La protagonista, Annette, ha 7 anni ed è praticamente identica ad Heidi, non fosse per i capelli biondi e tre lentiggini in croce su ogni guancia. Insieme a lei vivono il padre Pierre e la madre Francine, e poco lontano il suo migliore amico: Lucien, un ragazzetto con gli occhi blu e le orecchie più grandi dei piedi.

Si comincia subito alla grande, con una bella tragedia di quelle che ci piacevano tanto quando eravamo piccoli: infatti la madre di Annette muore di parto, dando alla luce un pargoletto di nome Dany. Quest’ultimo diventerà un bambino irritantissimo, rompicoglioni e, cosa ancor più grave, doppiato in una maniera indecente: impossibile dimenticare quella vocina stridula, sempre prossima al pianto, che ha devastato le nostre orecchie durante la crescita.

Da notare la fantasia nei disegni: Dany è la copia perfetta di Annette, che è uguale ad Heidi.

Quindi Dany=Heidi.

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Si capisce che è un maschio solo per via del nome.

Va beh.

Passano 5 anni e nel frattempo Annette si è attaccata come una sanguisuga al fratellino: se lo porta dappertutto, lo vizia e stravizia, arriva perfino a lasciare la scuola per accudirlo. La situazione peggiora con l’ingresso in questa festosa famiglia di un ermellino.

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Sì, un ermellino, avete capito bene. Mai avuto un ermellino come animale domestico? No? E un procione come Candy? No di nuovo?

Nemmeno io. Ma negli anime giapponesi andavano di moda gli animali esotici, mica i cani e i gatti: roba da poveracci, quella.

Questo ermellino viene chiamato Klaus, e sarà la causa di un altro avvenimento assai poco divertente, che sconvolgerà la vita e la psiche di Annette. Succede quindi che Lucien prepara per l’amica un animaletto intagliato nel legno, onde farsi perdonare di aver ferito qualche giorno prima per l’appunto Klaus, colpevole di aver rotto uno dei suoi manufatti. Dany però, che causa anche la tenera età non è ancora esperto nella sopraffina arte del silenzio, dice a Lucien che col coso in legno non risolverà nulla: Annette infatti è talmente incazzata da aver deciso di non invitarlo al suo compleanno.

Madonna che disagio.

Comunque. Lucien ci rimane di merda e, dato che il messaggero non porta pena ma in questo caso il messaggero è Dany ed è odioso, se la prende con lui. La discussione si tramuta presto in un vero e proprio litigio dalle tinte fosche, al punto che Lucien, in preda ad un raptus, cerca di afferrare dalle mani di Dany il coso in legno; interviene l’ermellino ninja, che gli morde il braccio; il ragazzo allora lo acchiappa per il collo e lo tiene sospeso sul ciglio di un burrone (certo, perché non discutere in una specie di canyon dove eventualmente puoi lanciare nel vuoto il tuo nemico?), intimando a Dany di scusarsi. Klaus, per difendersi, azzanna Lucien e cade giù.

Quella cima del fratellino di Annette gli va dietro.

Evviva, tutti giù dal burrone!

Scoppia il dramma.

Lucien si convince della morte del bambino e si dispera. Annette, venuta a conoscenza dell’accaduto, lo agguanta per la collottola e per poco non gli sputa in faccia, dopodiché gli giura odio e silenzio eterni. Beh, sul silenzio non avrei storto tanto il naso, fossi stata in Lucien. Fatto sta che in realtà Dany non è defunto, semplicemente la caduta gli ha procurato una frattura alla gamba a causa della quale dovrà usare le stampelle.

Per sempre.

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A ‘sto punto Annette esce fuori di melone. Ok, capisco un po’ di rancore, ma lei proprio impazzisce. Lucien a sua volta è disperato, e poveraccio, cerca in tutti i modi di riavvicinarsi all’amica e al suo fastidioso fratello. Addirittura fabbrica una piccola Arca di Noè con tutti gli animali, un lavoro da professionista del legno, la porta da Annette pregandola di darla a Dany e lei che fa? La distrugge lanciandola contro una catasta di tronchi, non prima di aver ricordato (=rinfacciato) a Lucien il fatto di essere il responsabile dell’invalidità del fratellino.

Simpatica, vero?

Ma questo è niente.

Poco dopo, la scuola dà il via ad una specie di “concorso artigianale”: tutti i bambini potranno partecipare con qualcosa creato con le proprie mani. Annette si dedica al cucito, e comincia a sferruzzare un maglione per il fratello. Lucien, ormai esperto intagliatore del legno, lavora su un cavallo fighissimo, una roba alla Michelangelo.

A pochi giorni dalla gara la ragazzina si ritrova a passare davanti alla casa dell’ex-amico, e guarda guarda, vicino alla porta d’ingresso c’è la statua del cavallo, in tutto il suo splendore. Annette inizialmente si perde nell’ammirare i dettagli della scultura, poi fa per andarsene ma la psicopatica che è in lei risorge immediatamente e la riporta indietro. Seguono istanti di pura suspance: la bambina socchiude gli occhi, si acciglia e comincia a tremare, a digrignare i denti e a pensare:

Non ti perdonerò mai! Mai!MAIIIIIIIII!

Si sente pure l’eco.

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Rambo 2 La vendetta è ispirato a questo cartone animato, lo sapevate?

Va beh, finisce che Annette distrugge il cavallo e vince la gara scolastica col suo stupido maglione. Tuttavia dopo questo gesto la rabbia e il rancore subiscono una lenta virata verso il senso di colpa, tant’è che i due ragazzini si riavvicinano, almeno un pochino.

Ma ottenere il perdono totale di Annette-la-pazza è tutta un’altra storia. Per riuscirci Lucien dovrà camminare sotto una tempesta di neve, di notte, per chilometri e chilometri fino a raggiungere un medico che sarà in grado di operare Dany e farlo camminare di nuovo. In parole povere, dovrà rischiare di morire congelato.

Ma per Annette questo e altro, giusto?

Anche Lucien aveva i suoi bei problemi.

E così, tutto è bene quel che finisce bene. Dany viene operato con successo, abbandona le stampelle e riprende a rompere i coglioni in posizione eretta, Annette perdona Lucien (magnanima, davvero) e la loro amicizia rinasce.

Come se niente fosse mai accaduto.

Annette, Lucien era un cretino, ma io no, e da adulta ti dico quello che ogni bambino e adulto vorrebbe dirti…tutti insieme, dai:

Annette, vaffanculo!

Ahhhhhhhhhhhhhh. Mi sento meglio.

Lo rifacciamo?

Annette, vaff…ok basta, dai.

Qui si conclude il riassunto di “Là, sui monti con Annette: la bambina più stronza degli anime giapponesi.”

Che mi dite? Anche voi avreste volentieri preso a pugni Annette fino a cancellarle le lentiggini?

Aspetto i vostri commenti, e mi raccomando, non siate buone! Annette non lo merita!

 

 

14 pensieri su “Là sui monti con Annette, la bambina più stronza degli anime giapponesi

  1. Avevo visto solo qualche puntata senza soluzione di continuità e mi ero persa tutta la storia tragica con risvolti sadomasochisti dei protagonisti; a dire il vero mi ricordavo solo il fratellino rompicoglioni dalla voce stridula. Domanda esistenziale: mentre Annette e Lucien si picchiavano il povero Dany restava semisvenuto in fondo al burrone? E poi perché in tutti gli anime giapponesi le madri sono morte o assenti?

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  2. Oh caspita! Questa non la ricordavo proprio! Mi ero persa tra i pensieri per suggerirti qualcosa, mi e’ venuta in mente Peline, Charlotte, Anna dai capelli rossi (tinti) …persino Remi. Ma questa stronzetta no. Ma che cax ci facevano guardare da bambini? 😄😄😄😄
    Baci

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  3. Se non ricordo male, la martora/visone finisce nel baratro e addio? Nessun rimpianto per la bestiola? Perchè non ci è finito Dany nel baratro, cosí come minimo Annette avrebbe perseguitato la famiglia di Lucien per le tre generazioni successive. Nessuno ha mai pensato di lobotomizzare quella bestia pazza di Annette? Stavano aspettando che si aggirasse per il villaggio con la schiuma alla bocca?

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