Mila e Shiro: quando l’amore è platonico (forse un po’ troppo)

San Valentino si avvicina e perché allora non parlare di Mila e Shiro e del loro amore a dir poco platonico?

Ma andiamo con ordine.

1986: un anno importante, direi anzi cruciale, per noi donne.

L’anno in cui veniva trasmessa la primissima puntata di Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo.

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Vi pare una robetta da nulla?

Mila e Shiro è uno dei cartoni animati più amati da noi ragazze, quello che per anni ha rallegrato la nostra adolescenza e ci ha fatto sognare di avere i capelli arancioni. Era praticamente impossibile non adorare Mila, così come era impossibile non essere accanite fans di Pollon: entrambe sono state le mie eroine, e lo sono state perché mi facevano spaccare dalle risate.

Di Pollon parlerò in uno dei prossimi post (e non vedo l’ora!); oggi invece è il turno di Mila e, come sempre, nonostante nel suo caso specifico i miei ricordi siano un po’ più vivi rispetto a quelli sugli altri anime giapponesi, mi servirò di alcune informazioni extra, reperite sull’amica Wiki e sui seguenti siti:

Movieplayer.it

oasidelleanime.com

Facciamo un riassuntino, va!

Mila, una vivace fanciulla dai capelli appunto arancioni e con lo stesso parrucchiere di Wolverine (X men), abita in campagna con i nonni, ma si trasferisce a Tokyo per frequentare le Scuole Medie e stare insieme al padre, Toshiko.

Mila-e-Shiro-amore-platonico Mila-e-Shiro-amore-platonico.jpg

Ragazzi, però dai, cambiare acconciatura?

Va beh.

Piccola parentesi: la ragazza è convinta che la madre sia morta; in realtà si tratta di una bugia inventata dal genitore per evitare di dirle la verità, ovvero che la mamma aveva abbandonato la famiglia per…

…per…

…un altro uomo?

No.

…per farsi suora?

No.

…per trasferirsi in Lapponia ad allevare renne?

No.

Per dedicare tutto il suo tempo alla pallavolo.

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Mamma, ma vaff…e comunque potevamo vederci lo stesso una volta ogni tanto, che cazzo.

Va beh.

Dicevamo, Mila inizia a frequentare le medie, e si sa, alle medie in Giappone la pallavolo è una roba serissima. O giochi da campionessa o sei una merda. Mila non è una merda, perché di fatto scopre di essere un autentico talento…un po’ scarsina nella ricezione ma, ammettiamolo: quando fai schiacciate tipo il

SERVIZIO SUPERSONICO

o il

SUPER-ULTRA-SERVIZIO-DEVASTANTE

chi se ne frega se non ti vien bene il bagher. Giusto?

Comunque. Mila entra a far parte della squadra scolastica e qui incontra quella che diventerà la sua migliore amica, Nami, una tipa con una specie di mocho vileda piastrato in testa, e un allenatore, Mister Daimon, convinto che per far giocare bene le pallavoliste sia necessario prenderle a ceffoni, umiliarle, bullizzarle e terrorizzarle psicologicamente, come se non ci fosse un domani.

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Leggero!

In questo simpatico scenario di violenza e maltrattamenti vari si apre uno spiraglio di luce: Shiro, il capitano della squadra di pallavolo maschile, un ragazzo moro piuttosto affascinante che, nonostante sia un semplice adolescente, non può uscire di casa senza attirarsi frotte di ragazzine urlanti che gli saltano addosso, manco fosse Justin Timberlake.

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Boh.

In ogni caso: il cartone si intitola Mila e Shiro, quindi ci si aspetta una bella storia d’amore di quelle che ci piacciono tanto.

Peccato che Shiro all’interno dell’anime abbia l’importanza che può avere un frigorifero guasto. Sì, ogni tanto fa le sue apparizioni, fugge dalle fans, gioca a pallavolo; qualche volta incontra Mila, lei arrossisce e pensa:

Oh Shiro, quanto sei bello! Il mio amore per te è sempre più forte!

E lui pensa:

Mila, quanto vorrei stare con te! Però devo lasciarti in pace, non posso farti trascurare la pallavolo! 

Questo è il massimo del romanticismo al quale i due giovani riescono ad arrivare. Direi che amore platonico è la definizione che maggiormente si avvicina, ma forse nemmeno quella va bene. Mi pare di ricordare che le mie cotte risalenti alle elementari fossero più elaborate.

Nel frattempo, Mila continua a giocare e a migliorare la sua tecnica. Dopo le Scuole Medie viene ingaggiata dalla squadra delle Seven Fighters, e qui compare uno dei personaggi cult del cartone: Yogina Yocono.

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Una orchessa mastodontica col doppio mento e il savoir faire di un camionista ubriaco, che quando è in campo sembra un carro armato. Il suo cavallo di battaglia?

Il MEGA-SERVIZIO: una bordata micidiale che ti arriva dritto dritto in faccia fratturandoti la mascella.

Bella la pallavolo!

Dalle Seven Fighters alla nazionale il passo è breve, anzi brevissimo. Per intenderci, dura di più il lasso di tempo che intercorre tra il momento in cui Mila prende la rincorsa per il suo mitico servizio e quello in cui finalmente schiaccia. Beh, certo, quando ti sollevi da terra fino a sfiorare i tre metri, ti guardi intorno per vedere le avversarie che si stanno posizionando nella formazione-muro, decidi se fare una finta o tirare, nel frattempo pensi a Shiro, a tua madre, tuo padre, cazzi e mazzi...chi ha detto che il tempo vola? 

Di sicuro non negli anime giapponesi.

Poi non succede molto altro. Mila e la nazionale in pratica vincono tutto e vengono scelte per partecipare alla selezione in vista delle Olimpiadi di Seul.

Nientemeno.

Quindi il cartone finisce così, con Mila e Shiro veramente due cuori nella pallavolo, ma SOLO in quella! Fidanzarsi, sposarsi, avere una relazione sentimentale soddisfacente? Ma stiamo scherzando? Prima lo sport, poi lo sport, poi lo sport. L’amore è roba da sfigati, a meno che non sia platonico.

Concludo, ma prima qualche curiosità su questo anime:

  • nel manga il vero nome di Mila era You, quello di Shiro So. Ignoro per quale strana concatenazione di eventi si sia arrivati da You a Mila e da So a Shiro…e poi: ma che cazzo di nome è So?
  • quando schiaccia, Mila, per darsi la carica, grida: ATTACK!!! Io da piccola ero convinta dicesse HOTDOG! Per giustificarmi, mi permetto di ricordarvi che Lottie (Tutti in campo con Lottie) diceva: SPA-GHET-TI!
  •  nel manga non esisteva il fastidioso e pestifero fratellino di Mila, Sunny: una autentica piattola.

Ora ho davvero finito!

Vi lascio con un bel video nostalgico e con le mie solite domande: guardavate anche voi Mila e Shiro? Vi piaceva oppure cambiavate canale per via di Sunny?

Fatemelo sapere nei commenti!

Saluti con un bel: HOT DOG!…ah no.

 

 

13 pensieri su “Mila e Shiro: quando l’amore è platonico (forse un po’ troppo)

  1. Ma neanche un bacino? Boh…ricordo male cmq perche’ in Giappone lo sport e’ roba seria, come andare a lottare per un Samurai: giochi per la Patria e devi metterci l’onore altrimenti mandi in rovina anche la famiglia se sei uno sfigato …quindi o fai le “robe supersoniche” o fai Harakiri. Il messaggio era piu’ o meno questo 😂…aspetto quella su Pollon 😘

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  2. Sunny era odioso ai massimi livelli, ma la stessa Mila chepppalle, aveva questa vena masochista di doversi solo allenare con delle compagne peggio di lei senza fare mai niente di piacevole! Non c’era anche un altro cartone sulla pallavolo con una tizia che si allenava con le catene ai polsi? (Poi per forza che ci sono un sacco di adulti disturbati…) Io comunque odiavo la pallavolo, altro che schiacciate con palle supersoniche, mi prendevo solo pallonate in faccia a scuola!!!

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  3. Forte Mila👍🏻😉Ma quando giocavi a pallavolo confessa: non volevi anche tu imitarla?? Ti ricordi le palle che diventavano ovali per la forza delle loro schiacciate?😂😂😂 Lo scrivi un post anche su Flo la piccola Robinson?🙏😄

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