Lady Oscar e Andrè: la storia d’amore meno consumata degli anime giapponesi

Quella di Lady Oscar e André è senza alcun dubbio la storia d’amore meno consumata degli anime giapponesi.

Prima di parlarne, però, urge una premessa.

Come ho ribadito più e più volte nella mia pagina Facebook, di San Valentino non me ne può fregar di meno, così come non mi frega niente di qualsiasi festività, compreso il mio compleanno. Per cui niente cenetta romantica fuori con il mio fidanzato, niente fiori (tanto li faccio seccare), niente cioccolatini (li mangerei tutti in una volta) e niente Cinquanta sfumature di rosso al cinema (tanto trombano e basta).

Però, una bella storia d’amore approssimativo ci sta a pennello, giusto?

Soprattutto se è una storia che fa parte del filone cartoni animati rigorosamente anni 80, che si sa, sono i miei preferiti.

Quindi, per non-celebrare questa festa, ho deciso di parlare della love story meno fisica nel panorama dei cartoni made in Japan, protagonisti i seriosissimi e sfigatissimi

Lady Oscar e André

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Mi sta già venendo da piangere.

Intanto, un piccolo riassunto della assai poco spensierata e divertente infanzia del personaggio principale di questo anime.

Oscar, o meglio, Francoise de Jarjayes (e non chiedetemi come cavolo si pronuncia) nasce intorno alla metà del 700, ovviamente in Francia. La balia mostra tutta contenta il frugoletto biondo dagli occhi stellati che è appena venuto alla luce al rispettivo padre il quale, non appena scopre che trattasi di creatura di sesso femminile, si incazza a bestia, smadonna per tre quarti d’ora, poi decide di adottare una soluzione pratica:

educare la bambina come fosse un maschio e darle anche un nome da maschio: Oscar, per l’appunto.

Che ideona! Ma sì, vestiamo la pupetta come un ragazzo, facciamola tirare di spada manco fosse un moschettiere, diciamole di abituarsi ad usare un tono di voce “uomesco” e tagliamole i capelli.

Ah no, i capelli lasciamoglieli lunghi. Cioè, cresciamola come un maschio ma attenzione, si dovrà capire che è una donna. Se no che senso ha?

Già, che senso ha?

Booooh.

Poi certo che una viene su con qualche problemino psicologico.

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Va beh.

Oscar/Francoise passa l’infanzia e l’adolescenza ad esercitarsi in duelli con la spada insieme ad André, il nipote della governante di famiglia, al quale è stato assegnato il compito di stare accanto alla ragazza e di proteggerla ad ogni costo.

Non che Oscar ne abbia bisogno.

A 14 è cazzutissima, armeggia con la spada come Mac Gyver armeggia col cacciavite, sa tutto di strategie militari, guerra e cazzi vari ed è più seria della signorina Rottermeier di Heidi. Tutte queste qualità non passano inosservate, tant’è vero che la giovane, anzi giovanissima, diventa Capitano delle Guardie reali e guardia del corpo di Maria Antonietta, destinata al trono di Francia.

Nientemeno. A 14 anni. Capitano delle Guardie Reali. Guardia del corpo di una principessa.

Ammazza oh. Alla faccia della gavetta.

Di lì in poi è tutto un susseguirsi di intrighi di corte, complotti, casini di ogni genere che la povera Oscar si ritrova a dover fronteggiare proprio per difendere la sua protetta, la bellissima e lagnosissima Maria Antonietta. Non che quest’ultima si tenga alla larga dai guai, intendiamoci.

Infatti, la principessa si innamora del conte Von Fersen, una specie di sosia di André, solo con i capelli di colore diverso. Dello stesso conte si innamora anche Oscar, ma lui le dà merda nel modo più clamoroso e umiliante possibile: la ragazza per la prima volta nella sua grama vita si veste da donna, suscitando meraviglia e stupore in tutti i presenti (André compreso), partecipa ad un grande ballo, Fersen la vede, la invita a danzare e le dice che somiglia vagamente ad una tizia che conosce, che tra l’altro è il suo migliore amico.

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Cioè.

1.Non mi riconosci solo perché mi sono tirata su i capelli e porto una gonna. Va beh che Superman senza la tutina aderentissima e con gli occhiali sul viso non lo riconosceva nessuno, però dai, cazzo.

2.Mi dici che ti ricordo una tipa che è il tuo migliore amico. In pratica mi stai dicendo che è come se avessi il pisello.

Maria Antonietta, tieniti Fersen! Tutto tuo!

La delusione è talmente cocente che la povera Oscar, la quale di per sé aveva già ben poco di cui gioire, decide di mascolinizzarsi definitivamente, e lo comunica al fidato André, motivando il tutto con il fatto che, da vero uomo, d’ora in poi farà tutto da sola, senza l’aiuto di nessuno.

André non la prende tanto bene perché:

  1. Le dice questa frase:

Una rosa è una rosa anche se essa è bianca o rossa.

Ah? Ma cosa c’entrano le rose?

Una metafora, ah, ok. Poi:

Una rosa non sarà mai un lillà.

Ancora con ‘ste rose. Vuoi forse dirmi che chi nasce tondo non può morire quadrato? Più o meno il senso è quello, ma nella Francia del 700 si parlava forbito, sapete com’è.

2.Oscar si infastidisce un attimo e molla un ceffone da guinness dei primati al povero André. Anche meno, comunque, si conversava di rose e mi rovini così tutta la poesia.

3. André incassa lo schiaffo, non porge l’altra guancia ma porge le labbra: afferra Oscar per le braccia e le schiocca un super-bacio da manuale, poi la lancia sul letto, le strappa la camicia, spalanca gli occhi (come se non si aspettasse di vedere un paio di tette) e rimane immobile. Lei si rassegna al triste destino (chiamalo triste, punti di vista, va beh), bisbiglia una cosa tipo “Fai di me quel che vuoi” e André, da autentico gentiluomo, si scusa e lascia la stanza.

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Mannaggia!

Dopodiché la situazione precipita. Il popolo è in fermento e prima André, successivamente Oscar si uniscono alle lotte dei ribelli. Ma a noi ci piace complicato, l’amore, quindi tra un tumulto e l’altro la nostra beniamina scopre di essere affetta da tubercolosi.

La leggerezza.

Il lato positivo è che, sentendo la morte ormai prossima, Oscar si leva il bastone dal c…ehm, si lascia andare e dichiara il suo amore ad André.

Aspettate a gioire. Già, perché i due si ritrovano nel bel mezzo di un bosco e finalmente concupiscono, ma lo possiamo soltanto intuire: la scena, come ho potuto constatare dai video su You Tube e dalla testimonianza di una delle mie lettrici, Paola, è stata censurata e coperta da un mare di misteriose lucciole vaganti.

Questo è veramente ingiusto, che cavolo!

Meno lucciole, più fatti!

In ogni caso, la sfigah è dietro l’angolo: André, già in precedenza accecato ad un occhio causa combattimento contro non ricordo chi, si becca un proiettile vagante nel tentativo di salvare la sua amata, e ovviamente muore. Oscar, che comunque doveva morire, si dispera oltremodo ma continua a combattere, e indovinate un po’?

Muore, sì, esatto, pure lei.

Che strazio, ragazzi.

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Altro che festeggiare San Valentino! Questi due disgraziati avevano appena cominciato a divertirsi! Il primato di storia d’amore meno consumata degli anime giapponesi va senz’altro a loro!

Beh, che dire: da Lady Oscar abbiamo imparato che:

  • per non farsi riconoscere basta pettinarsi diversamente dal solito
  • quando ami qualcuno diglielo subito, non sia mai che ti venga la tubercolosi
  • una rosa non è un lillà

Con queste pillole di saggezza vi lascio al vostro San Valentino: mi raccomando, che sia approssimativo! Film o serie-tv, carboidrati, divano e pigiama!

E fate l’amore, senza lucciole!

 

9 pensieri su “Lady Oscar e Andrè: la storia d’amore meno consumata degli anime giapponesi

  1. Ahahahah ho riso davvero troppo leggendo questo post! Ti ricordi anche le seghe mentali che si è fatta Oscar prima di “tradire” la regina Maria Antoietta e passare ai ribelli? Ovviamente anche lì nessuna gavetta, passa da guardia reale ad essere il comandante che ha preso la Bastiglia!!! Comunque da bambina Lady Oscar era il mio cartone preferito e devo aver infastidito così tanto la mia famiglia che alla fine mi hanno regalato pure una spada di plastica abbastanza cool per poterla roteare durante la sigla 🙂

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  2. Finalmente ho trovato il giusto tempo di godermi questo post…che dire…Lady Oscar è la mia preferita (già… lo so….ci sto lavorando) cmq a renderla meno sfigata c’è voluto Lupin che in una puntata incontra Oscar resuscita Andrè, gli da il momento di gioia e poi, se non ricordo male diventano una statuta o un albero insieme…che troppa gioia e fortuna poteva depistarli.
    Cmq domani mi faccio la coda, mi compro una gonna nuova e mi faccio chiamare Beatrice…ti saprò dire come va 🙂

    Piace a 1 persona

      1. Siii c’è una di quelle puntate lunghissime di lupin che davano a pezzi nel cartone in cui lui incontra Oscar e resuscitano Andrè…se la trovo te la giro

        Mi piace

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