Flashdance, il film che ci ha fatto amare alla follia gli scaldamuscoli

Quanto abbiamo adorato gli scaldamuscoli quando è arrivato al cinema Flashdance?

Uot a filinnnn

Is bilivinnn

Ai chen dens it ol nau aim densin tru de naaaaait

Ebbene sì, prima del anouonaei di Dawson’s Creek c’è stata Uot a filin, o meglio, What a feeling, l’indimenticabile pezzo cantato da Irene Cara facente parte della colonna sonora dell’altrettanto indimenticabile Flashdance.

E come dimenticare quella grandissima gnocca di Jennifer Beals, perfettamente a proprio agio nei suoi body talmente stretti che in confronto quelli di Beyoncè sembrano pigiami XXL, i suoi scaldamuscoli così inesorabilmente anni 80, quei ricci disordinati sormontati da una sottospecie di frangetta che avrebbe fatto sembrare brutta anche Gigi Hadid!

Io non ho dimenticato, anzi! Quando casualmente alla radio o in tv mi capita di risentire le prime magiche note di What a feeling, mi viene subito voglia di infilare gli scaldamuscoli, canticchiare (ma con moderazione, sono stonata in una maniera imbarazzante) e far ondeggiare la testa al ritmo della musica. Devo ammettere, però, che la mia canzone preferita tra tutte quelle di Flashdance è lei:

She’s a Maniac

Cioè, sfido chiunque a riascoltarla e a non aver voglia di saltare velocissimi e fare le giravolte come la protagonista del film, Alex. Poi, scopro in questo esatto momento che non avevo la più pallida idea di chi cavolo la cantasse: trattasi di un certo Michael Sembello.

Mai sentito nominare.

Me lo sarei ricordata un cognome così: mi suona tanto come quelli che danno nomi inglesi ai figli abbinandoli a cognomi italianissimi…tra l’altro io sono sarda, e qui in Sardegna esistono moltissimi cognomi che terminano con la U, tipo PisanU, CongiU, MurrU; quando ero ragazzina faceva ancora più ridere il coraggio di alcuni genitori che sceglievano nomi di battesimo very very british, e capitava che a scuola durante l’appello sentissimo chiamare Kevin CasU, Michael PorceddU, Jonathan PuddU: adolescenti condannati, insomma.

Va beh, ma tutto questo con Flashdance non c’entra un cazzo, e comunque non vedo l’ora che qualcuno mi chieda chi cantava She’s a Maniac per rispondere con finta noncuranza:

Michael Sembello

assumendo un’espressione della serie: Ma come, non lo sapevi?

In realtà poi, Flashdance non è che sia quel gran capolavoro cinematografico, e a parte l’averci procurato una temporanea dipendenza dagli scaldamuscoli e un fortissimo desiderio di imparare a ballare, la trama è abbastanza scontata. In pratica c’è questa Alex (Jennifer Beals), una ragazza con la passione per la danza che durante il giorno lavora come…

Come barista?

No.

Come segretaria?

No.

Come baby sitter?

No.

Come SALDATRICE. L’unica donna all’interno di una fabbrica popolata da maschioni in tuta da lavoro ed elmetto, in un paesaggio che definire desolato sarebbe un eufemismo: pozzanghere ovunque, fango, macerie varie, rotaie abbandonate…se uno ha voglia di diventare saldatore guarda il film e gli passa.

Che lavoro fai?

Boh, saldo cose in una specie di favelas.

Va beh. Quando non salda cose, Alex lavora in un locale notturno, la copia povera del Moulin Rouge, nel quale balla coreografie esagerate in vestiti succinti e tacchi a spillo. Infatti, è proprio così che ha inizio la pellicola. Un uomo belloccio ed elegante si accomoda ad un tavolo, si apre il sipario e su sfondo candido appare la silhouette di Alex, che è una roba da togliere il fiato anche a me che sono etero.

‘Sta tipa ha indosso un abito di taglio maschile, e sopra di lei ci sono due cordicelle, tipo quelle che usi per tirare lo sciacquone. Dopo due passetti di riscaldamento, Alex si leva giacca e pantaloni e compare in tutta la sua tonicità, avvolta da un miserrimo costumino rosso fuoco completato da altissime décolleté. Dal nulla si materializza anche una sedia, e ad un certo punto, tra un passo di danza e l’altro, la ragazza si siede, o meglio, si spalma su questa sedia, solleva il braccio e tira lo sciacquone.

Splashhh!

Una tonnellata d’acqua le piomba addosso, e lei si scatena, scuotendo la testa, battendo piedi e mani e innaffiando il pubblico. Il tizio belloccio la fissa sbavando, probabilmente non respira nemmeno, perché è una roba che in confronto Kim Basinger in Nove Settimane e mezzo che fa lo spogliarello dietro la persianina sembra un sacco di patate.

Il giorno dopo scopriamo che l’uomo in questione non è altri che il capo di Alex, Nick, motivo per il quale lei inizialmente rifiuta di uscire con lui. Successivamente, dopo che Nick dà una lezione a Carlos, un pappone che molesta da tempo la ragazza, Alex accetta l’invito a cena.

Va beh, chiamala cena. I due comprano una pizza e vanno a mangiarla a casa di lei.

Romanticissimo.

La serata termina in modo tradizionale, ovvero a letto, e così comincia una relazione abbastanza tranquilla, con un unico intoppo: la comparsa della ex moglie di lui, una zarina bionda e sofisticata che non gradisce la presenza della nuova fidanzatina di Nick. Durante una cena in un ristorante (dalla pizza a domicilio al ristorante, qualche progresso, evviva!) la donna cerca di far ingelosire Alex, interrompendo pure un siparietto sexy sotto il tavolo. La nostra bellissima Jennifer la guarda un po’ sorniona, si leva la giacca e rimane vestita unicamente di un ridottissimo panciotto bianco coronato da un papillon nero e unito alla schiena da un pezzetto di stoffa molto, molto sottile.

Flashdance

Beh, ad una vista del genere mi sarei defilata anche io. Di corsa. Anzi, avrei dato una pacca sulle spalle al mio ex e gli avrei fatto i complimenti.

Il film è praticamente finito. Ci passa un’altra coreografia fighissima nel locale, un’altra trombata, varie passeggiate in mezzo a rotaie desolate e paludi (ma dove cazzo vivevano questi?) dove i piccioncini si rincorrono (ma perché poi al cinema quando due sono innamorati si rincorrono sempre? Dove vanno? Che bisogno c’è di correre?) e boh.

Ah si, Alex racconta a Nick che ha paura di tentare il provino per accedere ad una scuola di ballo molto esclusiva della città. Lui ci pensa un po’ su, acchiappa il telefono e chiama un suo vecchio amico, chiedendogli “un piccolo favore”.

Quando Alex scopre che Nick l’ha accozzata, diventa una iena. Ma come ti sei permesso, chi cazzo te lo ha chiesto, io devo farcela da sola, non ho bisogno di nessuno…

E che pesante!

Ma cogli l’attimo, va, che un aiutino a volte ci può stare! Ti ha fatto ottenere un provino e lo stai massacrando manco ti avesse ammazzato il cane!

Il resto è storia. Dopo essersi fatta due calcoli, Alex decide di usufruire dell’aiuto del pubblico, e si reca nella scuola di ballo con i suoi fedeli scaldamuscoli e il suo body aderentissimo. Fa partire la musica (uot a filinnnn) davanti ad una commissione di bradipi annoiati. Comincia a ballare, inciampa e cade.

The end.

Naaaaaa, macchè. Alex si rialza, manda indietro il disco e attacca a danzare come se fare lei, saltellando a ritmo, scuotendo i ricci e facendo piroette che Anbeta se le sogna la notte. A un certo punto fa un volo per aria, si lancia nel vuoto, atterra con una capriola, esegue una spaccata perfetta, un mulinello sul pavimento in stile breakdance, altre piroette piroettanti e i giudici cominciano a sorridere entusiasti e a battere il tempo con i piedi.

Termina così, quindi, con Alex che esce di corsa tutta trionfante dalla scuola e va incontro a Nick, improvvisamente dimentica di quanto sia incazzata con lui per l'”orrendo” gesto di averla un po’ raccomandata. E meno male va, perché:

1)Ti aveva solo procurato un provino, poi se non sapevi ballare erano cazzi

2)Ripeto, ti aveva solo procurato un provino, non è che stavi passando dal saldare cose all’essere la prima ballerina della Scala

Cioè, rilassati!

Quindi ragazze, questo era Flashdance, il film che ci ha fatto amare alla folli gli scaldamuscoli, e io sto ancora canticchiando mentalmente le parole di Uot a filin:

Teich ior pescion, end meich it eppen!

Take your passion, and make it happen!

Proviamoci allora! E se arriva il Nick di turno a darci un piccolo calcio in c…ehm, un incoraggiamento, approfittiamone senza fare troppo casino.

Sempre che ce lo meritiamo, ovviamente.

P.S. Ma Jennifer Beals l’avete più rivista? Io no.

Sigla!

 

 

8 pensieri su “Flashdance, il film che ci ha fatto amare alla follia gli scaldamuscoli

  1. Io adoro quel film! Da amante della danza, quando sento quelle note non riesco a stare ferma… i piedi si muovono da soli, una rovina quando sono in macchina. E come questo amo tutti i film sulla danza, che sono praticamente tutti uguali e sai già come andrà a finire ma chissene! 😍

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  2. Non ho mai visto il film per intero però mia cugina lo riproduceva in loop sul videoregistratore facendomi vedere diecimila volte la scena della protagonista in fabbrica. Al di là del bullismo di mia cugina (o forse proprio per questo) ho sempre collegato la danza alle fonderie e solo ora grazie al tuo post ho finalmente capito la trama di Flashdance

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