Ghost ovvero perché tutte le donne hanno desiderato lavorare la ceramica

Se tutte le donne nel 1990 hanno desiderato lavorare la ceramica è per via di Ghost, ovvio, che ve lo dico a fare.

Non credo di dover spiegare questo assunto, perché tutte, ma proprio tutte, care ragazze, abbiamo visto Ghost almeno venti volte (e altrettante volte, se non di più, abbiamo visto Dirty Dancing e sognato di portare il cocomero come Baby) e tutte, ma proprio tutte, abbiamo pensato di tagliarci i capelli come Demi Moore e creare damigiane storte di argilla mentre il nostro compagno tenta “approcci gioiosamente sporcaccioni” (cit. Franca Leosini).

Ma prima di rievocare la scena cult di questo film, ripassiamo un attimo la trama, e rendiamo omaggio al compianto e mai dimenticato Patrick Swayze, l’attore col cognome più incasinato di Hollywood (dopo Mathias Schoenaerts, quello di Suite Francese, e spero di averlo scritto giusto), colui che ha recitato in diverse pellicole, ma non importa: nel nostro cuore sarà per sempre Johnny Castle e continuerà a pronunciare quell’unica, memorabile frase:

Nessuno può mettere Baby in un angolo

Cominciamo.

La vicenda è ambientata a New York, dove i due protagonisti, Sam (Patrick Swayze) e Molly (Demi Moore) vivono insieme d’amore e d’accordo. Nessuna nube sul loro rapporto, a parte il fatto che Sam è allergico a due paroline magiche:

Ti amo

Non riesce a dirle, non c’è verso, e non perché non sia innamorato di Molly. Lei, poveretta, ci soffre, e ogni volta prova ad estorcergli quelle poche amorose sillabe, ma l’unica cosa che l’uomo riesce a rispondere è nientemeno che un latinismo:

Idem (=stessa cosa, anch’io insomma)

Idem? Ma idem sto cazzo!

Mai piaciuti i finti-Ciceroni.

Va beh, c’è da dire che Patrick, cioè Sam, è talmente figo che gli si può perdonare anche questo.

La vita dei piccioncini scorre felicemente: si ride, si scherza, si imbianca la casa e si fa tanto, tanto sesso. E qui arriviamo alla parte più bollente del film, la scena dalla quale siamo partite, quella per cui dopo aver visto Ghost tutte le donne hanno desiderato lavorare la ceramica.

In pratica succede questo. Molly , non riuscendo a dormire, nel bel mezzo della notte decide di occupare il tempo creando un vaso di creta. Non sia mai che una sex-scene si svolga senza adeguato accompagnamento musicale, e qui la colonna sonora è veramente azzeccata: infatti, mentre la ragazza si diverte davanti al tornio, l’aria viene riempita dalle struggenti note della struggentissima Unchained Melody, cantata dai Righteous Brothers (per la cronaca, mai sentiti nominare, e non so nemmeno come si pronunci Righteous…quasi più difficile di Schoenaerts e Swayze).

Trasportato dalla melodia, arriva Sam, e sfido chiunque a non andare in iperventilazione davanti ad una gnocchezza così esagerata. Cioè, ti si presenta questo tizio bellissimo, mezzo addormentato, a petto nudo e con gli addominali che guizzano ad ogni respiro, addosso solo un paio di jeans che per inciso gli stanno non bene, di più…io sarei svenuta per l’emozione.

Molly chiaramente non sviene, perché è gnocca esagerata pure lei di conseguenza è abituata alla gnocchezza, e continua imperterrita a lavorare sul suo vaso. Sam, però, è tutto ringalluzzito, e comincia a farle un sacco di moine, di grattini e via dicendo. Risultato? Il vaso se ne va a puttane, si accartoccia tutto, Molly sorride per questa birichinata e comincia a farne un altro. Sam le chiede sornione:

Posso aiutarti?

Impossibile rifiutare una così gentile offerta.

I due colombi cominciano a modellare la creta insieme, e sorvolando sull’inevitabile parallelismo tra il muovere le mani in su e in giù dei protagonisti e il sappiamo-bene-cosa, beh, anche il secondo vaso se ne va a puttane, e Sam e Molly si ritrovano avvinghiati.

Il buffo è che nel momento in cui iniziano a fare sul serio, nel senso che si baciano forte, lei gli accarezza gli addominali e lui li contrae per aumentare la figaggine, lui la prende in braccio sollevandola con estrema facilità eccetera eccetera, magicamente non sono più sporchi di argilla, mentre un attimo prima ce l’avevano anche nei peli del culo.

Trascurabili inesattezze, ma stiamo parlando di Ghost, quindi tutto è perdonabile.

Comunque, arieccovi la clip:

Ammazza, fa ancora effetto, dopo tutti questi anni.

Tuttavia, la sfigah è dietro l’angolo, e succede che Sam il latinista incappa in un sedicente rapinatore che del vecchio binomio “O i soldi o la vita” se ne frega altamente, e difatti lo uccide davanti agli occhi esterrefatti della povera Molly.

L’Inferno e il Paradiso sono ben lontani dal nostro aitante protagonista, il quale si ritrova a dover convivere con la sua nuova condizione di fantasma…che non sarebbe nemmeno poi tanto male, non fosse per il fatto che nessuno lo vede (a parte gli altri fantasmi vaganti), Molly compresa.

Segue un periodo di strazio completo. La ragazza si dispera, Sam la guarda disperarsi, si dispera a sua volta ed è un perenne mainagioia. “Fortuna” vuole che l’uomo incontri Oda Mae Brown (la fantastica Whoopy Goldberg, e a proposito, che fine ha fatto?), una sensitiva in grado di vederlo e parlare con lui. Sam riesce a convincerla a recarsi da Molly e a raccontarle che il suo defunto fidanzato in realtà si è solo un tantino smaterializzato, ma la giovane, ovviamente, non la beve e la caccia in malo modo.

Entra poi in gioco il “migliore” amico di Sam, Carl, al quale Molly chiede di indagare sulla morte dell’uomo. Anche il nostro eroe, curioso di sapere il motivo per il quale gli hanno fatto la pelle, segue da vicino le investigazioni, per poi scoprire che è stato proprio Carl a pianificare il suo assassinio, causa una nebulosa faccenda di riciclaggio sul punto di venire alla luce proprio ad opera dello stesso Sam.

Quest’ultimo si incazza come un drago, fa un piccolo training di anche-i-fantasmi-possono-toccare-gli-oggetti, torna da Molly, che nel frattempo viene pure pesantemente corteggiata da Carl (ah, l’amicizia, che bella cosa) e scoppia un casino.

Volano oggetti, mobili, quadri, vola tutto, e né Carl né Molly si capacitano di questo inspiegabile fenomeno di Poltergeist. Tra un volo e l’altro, pure Carl vola dalla finestra e finisce in strada schiacciato da una macchina.

Finalmente Molly e Sam possono rivedersi un’ultima volta, per gentile concessione dell’alto dei cieli. L’uomo diventa visibile, e fa pure un po’ impressione, perché è tutto luminoso, tipo il vampiro Edward Cullen di Twilight quando viene colpito dai raggi del sole. I due si sfiorano le labbra (cara Molly, finiti i bei tempi degli argillosi amplessi) e lui rinuncia al latino per pronunciare la fatidica frase:

Nessuno può mettere Baby in un angol…ah no, quello era Dirty Dancing, scusate.

La fatidica frase, dicevo:

Ti amo

E grazie al cazzo, ormai sei morto.

Va beh.

Questo era Ghost, e questi i motivi per cui tutte le donne hanno desiderato lavorare la ceramica, almeno per un po’.

E voi avete visto il film? Domanda retorica, ovvio che lo avete visto. Magari sarebbe più corretto chiedere QUANTE volte lo avete visto. Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate!

Video ricordo strappalacrime!

 

 

 

13 pensieri su “Ghost ovvero perché tutte le donne hanno desiderato lavorare la ceramica

  1. La scena del vaso è ormai entrata nel mito, sebbene Patrick Swayze non abbia mai incontrato troppo i miei gusti… ho invece accarezzato ai tempi l’idea di tagliarmi i capelli come la Moore. Grazie al cielo, qualcosa mi fermò. Però il film è meraviglioso, con lui che si vendica di chi l’ha ucciso e la mitica colonna sonora.

    Piace a 1 persona

  2. L’ho rivisto per l’ennesima volta giusto l’altra sera in tv (perché c’è da dire che tra quello e Dirty Dancing non si sa quale passino più spesso), e come al solito alla fine ero in una valle di lacrime, ma non solo alla fine in reatlà, io infatti piango tantissimo pure quando Oda Mae presta il suo corpo a Sam e i due ballano…ok potrei piangere anche solo pensandoci, quindi basta. Comunque secondo me è un film che regge benissimo il passare degli anni.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...