L’uomo tigre: perché la “viulenza” non è un’opinione.

Quando nell’ormai remoto 1996 Mike Tyson salì sul ring e con infinita nonchalance staccò un orecchio al suo avversario, beh, io non feci una piega.

Volete sapere perché?

Probabilmente non ve ne frega una mazza ma io ve lo dico lo stesso.

Ovviamente perché da piccola ero una fedelissima spettatrice dell’Uomo Tigre, il cartone animato più violento nella storia dei cartoni animati.

Ancora adesso non mi capacito di come con l’andar del tempo non mi sia trasformata in una serial killer o non abbia sviluppato atteggiamenti pericolosamente aggressivi verso il mio prossimo (ve beh, odio tutti ma non picchio nessuno, intendevo dire questo), dato che assistere alle puntate dell’Uomo Tigre era per me un appuntamento fisso, che non saltavo MAI, per nessuna ragione al mondo.

Per scrivere questo post, come sempre del resto, sono andata su You Tube a rivedere qualche spezzone, e devo ammettere che sì, ricordavo fosse un cartone particolarmente violento, ma non ai limiti dell’assurdo barra ridicolo!

Prima di continuare faccio un breve riassunto per chi non avesse memoria della storia, che in verità è abbastanza lineare e segue i classici schemi degli anime giapponesi, ovvero gli schemi dettati dalla sfigah più totale.

Naoto Date (il futuro Uomo Tigre) è un bambino senza genitori (la sfigah, dicevamo), ospite di un orfanotrofio. Un bel giorno lui e gli altri orfanelli vengono portati allo zoo e improvvisamente, ritrovandosi davanti alla gabbia nella quale passeggiano alcune tigri tutt’altro che miti, il ragazzino viene colpito da una, boh, chiamiamola crisi mistica, e decide che da grande vuole diventare forte come il felino di cui sopra.

Naoto, tu hai dei problemi, e belli grossi anche.

Comunque.

Dietro il bimbo ci sono dei teppistelli da quattro soldi che, al sentire le sue parole da invasato, nemmeno tanto stranamente si mettono a ridere e cominciano a prenderlo per il culo.

Naoto, che avrà avuto sì e no 8 anni, si volta verso di loro, prende la rincorsa, si lancia in diagonale e inizia ad esibirsi in mosse da lottatore professionista, manco fosse Chuck Norris. Infatti stende i teppistelli spargendo anche un bel po’ di sangue, dopodiché scappa via, non premurandosi di dire ciao ai suoi compagni o di avvisarli che non sarebbe più tornato.

Insomma, un pazzo.

Scappando scappando, Naoto si imbatte in quello che diventerà il suo mentore, un simpatico signore vestito come Dracula, senza un occhio e con la carnagione color interno bara. Cioè viola. Come se non bastasse, si scopre che l’uomo si chiama Mister X. Mi pare insomma, tra aspetto fisico non proprio rassicurante e nome di battesimo da assassino, che ci fossero le basi per continuare a scappare, ma Naoto non è certo un bambino “normale”, questo lo abbiamo appurato. Difatti accetta il cortese invito di Mister X ad andare insieme a lui, e andare dove?

A prendere un gelato?

No-no.

All’autoscontro?

Che noia.

Alla Tana delle Tigri, che non è mica un gioco di società. Trattasi di gigantesca roccaforte sormontata dall’enorme statua di una tigre ruggente, all’interno della quale le giovani promesse del wrestling vengono sottoposte ad allenamenti disumani che somigliano più che altro ad autentiche torture.

Per intenderci, questi disgraziati vengono appesi a testa in giù da un ponte scalcinato sospeso in mezzo al nulla (da capire l’utilità di questa cosa, a me sembra una stronzata ma va beh), percossi con pesi da 50 chili l’uno, frustati, vessati giorno e notte eccetera eccetera. I pochi che non schiattano poi, devono nuotare in piscine di OLIO E CATRAME (……………..), affrontare dei sanguinosi corpo a corpo con animali selvaggi e affamati, tipo LEONI, il tutto rinchiusi in delle gabbie perché non sia mai che uno giustamente si rompa i coglioni di essere azzannato da bestie varie e provi ad andarsene.

Ci mancherebbe.

E niente, Naoto supera questa carneficina e diventa l’Uomo Tigre, un lottatore professionista che appunto indossa la maschera di una tigre. Combattimento dopo combattimento, il ragazzo accumula un bel patrimonio, ma siccome è un tipo generoso regala tutti i soldi guadagnati ad un orfanotrofio, inimicandosi così Mister X.

Bella mossa far incazzare un tizio vestito da Dracula con la pelle viola e la benda sull’occhio cieco. Davvero geniale.

Il Mister infatti reagisce con poca simpatia, addestrando dei mostri che di volta in volta spedisce a sfidare Naoto, sperando in sostanza che lo ammazzino.

Certo, se anche voi, come la sottoscritta, almeno per un po’ avete seguito il wrestling (sicuramente un armadio ossigenato rispondente al nome di Hulk Hogan vi suonerà familiare), ricorderete delle amene baruffe acrobatiche, ma niente di sconvolgente.

Gli incontri dell’Uomo Tigre, invece, sono una roba violentissima, peggio di Kill Bill e tutti i film di Tarantino messi insieme…per non parlare poi dei suoi sfidanti. Individui praticamente paranormali, una sorta di X-men ma più brutti, dei cosi enormi e vomitevoli conosciuti con nomi d’arte che sembrano titoli di film horror.

Tipo l’Uomo Piranha, che pare una presa per il culo ma è veramente un Piranha mastodontico e con gli addominali, che senza tanti complimenti fa tutto quello che farebbe un Piranha con le gambe: spalanca le fauci e azzanna la testa dell’Uomo Tigre, versando sul ring litri e litri di sangue.

Tipo Lupo Solitario, una specie di Batman senza mantello dotato di ZANNE che tenta di SQUARTARE il povero Naoto manco fosse una gazzella, quindi sfila la cintura dai pantaloni di un malcapitato del pubblico e comincia a fustigarlo con parecchia foga…più che Lupo Solitario lo avrei chiamato Lupo Incazzato. La cosa insolita è che mentre Naoto subisce tutte queste incredibili sevizie, riesce anche a farsi trip mentali, a immaginare i suoi cari bambini dell’orfanotrofio, a pensare frasi tranquillissime tipo:

Ehi, qui si mette male per me.

Bah, non so, mai sperimentato un Piranha immenso che provasse a sfondarmi il cranio, ma dubito che penserei qualcosa di diverso da un “Porca Troia”.

Poi ci sono stati l’Uomo Teschio (uno dei più normali, assomiglia a un cretino travestito per Halloween), l’Uomo Ragno (un’Ape Maia in formato maxi), l’Uomo Gorilla (Tarzan in versione cattiva, con annessa tutina monospalla leopardata), l’Uomo Leone (uguale all’Uomo Tigre, cambia la maschera) e tanti altri, ma aspettate perché ho conservato per ultimo il mio preferito:

Mister No, altrimenti noto come Testa di Gomma. Giudicate voi:

Uomo-Tigre
Immagine tratta da You Tube

Ora, non per fare la maliziosa, ma quella cosa al posto della testa, quello strano promontorio, quella protuberanza senza occhi, naso e labbra…

Insomma, è un cazzo gigante. Mi correggo, una gigantesca testa di cazzo.

Purtroppo ne conosco diverse, ma se si manifestassero anche loro così apertamente, beh, non mi dispiacerebbe. Almeno mi saprei regolare di conseguenza.

Ebbene, ragazzi/e, sapete come finisce l’Uomo Tigre? Io ovviamente non me lo ricordavo, ma il grande Stefano Piffer col suo video apposito mi ha rinfrescato la memoria: in pratica nell’ultimo combattimento decisivo Naoto viene smascherato, si incazza a bestia, mette K.O l’avversario e fugge via…sparisce proprio, senza lasciare neanche un recapito telefonico.

The end.

Davvero deprimente.

Va beh, concludiamo.

Dall’Uomo Tigre abbiamo imparato che…

Nulla, non abbiamo imparato un cazzo, è un cartone violentissimo e basta, diseducativo al massimo.

Vi lascio con i consueti quesiti: seguivate anche voi questo cartone o ero io una bambina strana? Ricordate altre teste di cazz…ehm, avversari “pittoreschi” degni di menzione?

Fatemi sapere nei commenti!

Sigla!

 

 

17 pensieri su “L’uomo tigre: perché la “viulenza” non è un’opinione.

  1. E’ da sempre che mi domando perchè davanti all’orecchio staccato da Tyson non feci una piega … adesso lo so ! Per anni ho dato la colpa alla mia nonna paterna che faceva le quattro del mattino per guardare la boxe in televisione ma dopo questa penso che il mistero sia risolto. Grazie per aver aiutato una parte di me a trovare se stessa!

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  2. Mister no non me lo ricordavo, mentre avevo bene in mente la piscina di olio e catrame… Io comunque l’uomo Tigre non l’ho mai amato molto, mi piaceva solo la sigla, ma un po’ mi è toccato guardarlo perché mia sorella ne andava pazza. Io e mia sorella siamo sempre state all’opposto, fisicamente e caratterialmente, io infatti amavo Candy, Georgie, Sara Lovely Sara, Pollyanna, Licia e tutte le signorine dei cartoni che tu puntualmente mi distruggi 😉 💙

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  3. In assoluto uno dei miei cartoni animati preferiti, insieme a Mazinga, Goldrake e compagnia… Rispetto a questi ultimi, però, non avevo mai capito lo scopo (difendere la terra, vincere la cintura dei pesi massimi o robe simili). Non c’era altro fine se non la violenza… Ma mi piaceva così tanto! Adesso me ne è venuto in mente un altro: Rocky Joe! Tu lo guardavi?

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  4. Si si lo guardavo e purtroppo ha lasciato il segno tanto che da grande ho voluto fare arti marziali, niente popo’ di meno che VALETUDO…significa botte da orbi. Ne ho prese tante ma ridate altretranto (senza indossare maschere imbarazzanti). Confessione a parte, non mi ricordavo un finale cosi’ pietoso. Pensavo si sposasse con la vergine di ferro dell’orfanotrofio dato che se la filava. Che cretino 😂 ma con cosa siamo scresciuti??

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  5. Lo guardavo anche se non assiduamente! In effetti anche io sono abbastanza anestetizzata alla violenza e mi sa proprio che le cause siano questi fantastici anime XD Non ricordo avversari particolari ma è interessante notare che son tutti o quasi deformi…si riforniva da Hiroshima? (piccola sottigliezza: credo Chernobyl non fosse ancora luogo di un disastro). Comunque non avevo idea del finale…in pratica a questo parte l’embolo e scappa…normale.

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  6. Per me, è da sempre il cartone animato più inquietante. Già la sigla mi mette agitazione… comunque grazie al tuo post mi sono fatta una bella risata, hai messo in luce dettagli e personaggi che avevo letteralmente cancellato dalla memoria 😊

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