Le Bridget Jones del 2018: strampalate conseguenze della “singletudine”

Appartamento incasinato, bicchiere di vino rosso in mano, tv accesa, pigiamino d’ordinanza, caminetto scoppiettante e qualche chilo di troppo: così nel 2001 si presentava Renée Zellweger, alias Bridget Jones, la single più celebre del nostro tempo.

Ora che ci penso, il mio appartamento è abbastanza incasinato, al vino rosso preferisco quello bianco, la tv è perennemente accesa (anche se non la guardo), non ho un pigiama decente (ma i leggings bucati e con le palline valgono comunque, no?), non ho (non più almeno) chili di troppo (ma è temporaneo, il metabolismo da trentottene/quasi trentanovenne farà il suo corso) e ho pure un caminetto: già, peccato che siamo a maggio ormai e in ogni caso non ho la più pallida idea di come cazzo si accenda un caminetto…non credo basti un po’ di legna e un accendino, giusto?

In questa situazione, bene o male, ci siamo ritrovate un po’ tutte e a parte il dolore, l’incazzo, la tristezza e insomma, quelle emozioni che inevitabilmente susseguono al termine di un rapporto sentimentale (ma tranquille, non ho intenzione di parlare di quelle perché che palle, dai), la “singletudine” comporta anche una serie di conseguenze piuttosto comiche e surreali delle quali secondo me si discorre troppo poco.

L’idea mi è stata suggerita ieri da un’amica che vive a Parigi, single da tre anni e ben corazzata sull’argomento: si chattava riguardo le improvvise voglie che ti prendono non appena la tua storia d’amore finisce…per esempio:

Tagliarsi i capelli

Già andare dal parrucchiere è una delle esperienze più fastidiose che periodicamente siamo costrette a sperimentare: cioè, tu vai, ti siedi, chiedi una spuntatina leggera leggera (ma LEGGERA, mi raccomando, perché li sto facendo crescere) e per poco non ne esci come il tenente Kojak. Poi sei lì, seduta davanti allo specchio per minimo un’ora e mezza, c’hai davanti quella faccia da culo con i capelli bagnati e pensi:

“Sì, ma quella rughetta da dove cazzo è saltata fuori? Ma perché ho il viso così tondo? Ma è sempre stato così?

Entri con l’autostima a mille e vai via telefonando ad un chirurgo plastico per prenotare un lifting facciale, veloce veloce.

Poi diventi single e magicamente non vedi l’ora di tagliarti i capelli, e non una spuntatina leggera leggera: vuoi un super taglio, una cosa originale, tipo più lunghi da una parte e completamente rasati dall’altra, un ciuffo leopardato, le treccine africane, i rasta…la domanda è:

PERCHé?

Ragazze, un consiglio spassionato da una che per fortuna ci era già passata in precedenza e ci aveva messo 4 anni poi a far ricrescere i capelli:

LASCIATE PERDERE.

Abbiate la pazienza di aspettare, che so, un 3 mesi poi, se dopo 90 giorni avvertite ancora il desiderio di un taglio netto, amen, nessuno vi tratterrà…magari evitate i rasta e il ciuffo leopardato eh? Quelli stanno bene solo a Rihanna.

Prendere un gatto

Se non sbaglio Bridjet Jones non possedeva animali…curioso. Difatti un’altra delle cose che tutto d’un tratto vorresti nella tua vita da single è un gatto, o un cane. O un pesce rosso, un coniglietto, un criceto, uno scoiattolo, ognuno ha i suoi gusti. Lo strano è che quando eravamo fidanzate/sposate e qualcuno ci proponeva un tenerissimo micino appena nato in cerca di una casa e una affettuosa famiglia, strabuzzavamo gli occhi replicando un secco “No, grazie” oppure un altrettanto secco “Che carinooooooooo-che dolce-ma-ti-faccio-sapere”.

Da single invece, ci piace immaginare la scena di noi morbidamente adagiate sul divano, col bicchiere di vino in mano, il caminetto acceso (sempre che appunto lo sappiate accendere, io in genere visualizzo la stufa a gas), un bel libro e un adorabile micio soffice e peloso stravaccato sulle nostre gambe che fa le fusa e ci guarda adoranti.

Che bel ritratto!

Però, aspettate un attimo. Due anni fa, ricordo che una mia amica in difficoltà mi chiese di tenere per un po’ il suo gatto, Charlie. Avevo accettato con entusiasmo, memore del periodo in cui in famiglia avevamo dato asilo a due meravigliose gatte bianche incredibilmente affettuose.

Bene, dopo un mese l’entusiasmo era stato rapidamente sostituito dalla voglia di prendere Charlie a schiaffi. Questo gatto era un cazzo di psicopatico, bulimico per giunta. Voleva sempre mangiare, SEMPRE. E dopo avergli riempito la ciotola per tre volte al giorno, lo stronzo attaccava a miagolare come un pazzo perché voleva altro cibo…un conoscente mi aveva spiegato che i gatti si dimenticano di aver mangiato.

Seeee, come no. Anche io ogni tanto lo dico ma non ci crede nessuno, guarda un po’.

Oltrettutto era vittima di momenti di schizofrenia acuta, a causa dei quali un minuto prima si strusciava adorante sulla mia gamba, un minuto dopo mi assaltava tentando di mordermi senza tanti complimenti.

Aveva inoltre la simpatica abitudine di miagolare a squarciagola ogni santo giorno, alle sei del mattino in punto (sei del mattino, avete capito bene), reclamando ovviamente CIBO. Ancora. Se millantavo indifferenza e non mi alzavo perseverava nel miagolio e, tanto per essere sicuro che recepissi il messaggio, grattava la porta della camera da letto con le unghie.

In ultimo, Charlie il maledetto cagava a più non posso, e stavo andando sul lastrico a forza di comprare la sabbietta per la sua toilette.

Quindi, ogni volta che sono spaparanzata sul divano col mio bicchiere di vino e il caminetto acceso…(ah no, niente caminetto) e mi assale la smania di adottare un gatto, mi ricordo di Charlie-lo-stronzo e continuo a berci su, che è meglio.

Shopping sfrenato

Già in condizioni normali bene o male noi ragazzuole siamo malate di shopping. Chiaramente c’è shopping e shopping: certo non tutte ci chiamiamo Carrie Bradshaw e non tutte possiamo entrare da Louis Vuitton e spendere 3000 euro per un tristissimo e microscopico bauletto marroncino tempestato delle magiche iniziali LV…ma tant’è, ognuna calibra in base al suo portafogli.

Quello che ci accomuna, invece, è che quando finisce la nostra love story abbiamo voglia di colorarci. Apriamo l’armadio e osserviamo orripilate il trionfo del nero e del grigio, con quell’unico sprazzo cromatico rappresentato dal cappotto color cammello…per intenderci, il color cammello, altrimenti conosciuto come color merda, sta bene solo a Chiara Ferragni (questo lo disse la mia saggia amica Erika), e quindi, ancora una volta, LASCIATE PERDERE.

Coloratevi, spendete e spandete, andate da Mango, Zara, Stradivarius, Armani o Dior, ricordatevi che il rosso sta bene a tutte e a proposito, segnatevi questa frase di Coco Chanel:

Se siete tristi, se avete un problema sentimentale, truccatevi, mettete il rossetto rosso alle labbra e attaccate.

Attaccare cosa, mi vien da chiedere. 

Va beh, sicuramente intendeva attaccare in generale. Potreste anche attaccarvi al caz…ehm no, dai, non la dico.

Ebbene, concludo, chiudo la busta Maria e vado avanti.

Ricapitolando: cosa devono fare le Bridget Jones del 2018?

  • aspettare che la tempesta passi prima di prendere qualsiasi decisione
  • stare lontane dai parrucchieri almeno per un paio di mesi
  • evitare di guardare foto/video di gatti/cani/delfini curiosi eccetera eccetera
  • fare shopping insieme ad un’amica che se un jeans vi sta di merda vi dice che il jeans vi sta di merda
  • mettere il rossetto rosso e attaccare, vedete un po’ voi cosa o chi (e scommetto che avete già un bel po’ di idee in testa)

Per quanto mi riguarda, non taglio i capelli da almeno sei mesi, appena un gatto mi si avvicina visualizzo quell’isterico di Charlie che attenta la mia caviglia, sono troppo povera per lo shopping e vorrei attaccare un sacco di gente, non necessariamente col rossetto addosso.

Tutto cristallino?

Vi saluto con Bridget, ovviamente! Sigla!

 

 

 

6 pensieri su “Le Bridget Jones del 2018: strampalate conseguenze della “singletudine”

  1. Io sono gatto-dipendente e i miei due felini sono molto più civili di Charlie, quindi i miei fidanzati hanno sempre dovuto misurarsi con la capacità di affetto senza rottura di scatole fornita dai miei coinquilini pelosi. Inutile dire che vivo ancora da sola con i gatti nonostante un fidanzato regolare che cerca di convincermi a vivere insieme ahahah

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  2. La saga della Bridget non mi e’ mai piaciuta molto, visto il primo mi e’ bastato. Posso dire di aver “sofferto” di tutti gli attacchi da singletudine che hai descritto (incluso taglio capelli stile marines) con l’eccezione di non essere mai stata single dall’eta’ di 18 anni. Incredibile ma vero. Baci e bell’articolo.

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