La storia di Edipo e del fottutissimo karma

Tra tutti i miti greci, quello di Edipo è sicuramente uno dei più celebri, soprattutto perché possiamo anche non ricordarci i dettagli della sua storia, ma almeno una volta nella vita abbiamo di certo sentito nominare il complesso di Edipo enunciato da un tale signor Freud. Secondo questa teoria (e devo precisare che cito testualmente Wikipedia perché non voglio rischiare di sparare cazzate e le mie reminiscenze scolastiche sono, come dire, piuttosto approssimative), durante la crescita si può sviluppare “…un atteggiamento ambivalente di desiderio di morte e sostituzione nei confronti del genitore dello stesso sesso e di desiderio di possesso esclusivo nei confronti del genitore di sesso opposto…”.

Mmmmmmmmmm.

Pesante!

Beh, peccato che Edipo con questa cosa non c’entri un cazzo perché, poveraccio, in realtà, come vedremo, lui è stato solamente una delle tante vittime del fottutissimo karma, e nemmeno un esercito di psicoterapeuti avrebbe potuto impedire l’incredibile concatenazione di eventi che lo avrebbe portato a sposare la rispettiva madre.

Cominciamo dall’inizio.

Ci troviamo nella città greca di Tebe, il cui sovrano, Laio, regna insieme alla moglie Giocasta. Tutto fila liscio, non fosse per il piccolo dettaglio che la coppia non riesce ad avere figli.

E che si faceva nella Grecia antica in quei casi?

Beh, ovviamente si andava a chiedere spiegazioni all’oracolo.

Funzionava così: tu, greco, avevi un problema, o anche solo una paranoia sul futuro, insomma una sega mentale qualsiasi (tipo troverò l’amore, vincerò la guerra, diventerò ricco) e subito subito bussavi alla porta dell’oracolo, che altro non era se non una sorta di Ansa che distribuiva previa richiesta gli ultimi aggiornamenti sull’ avvenire del richiedente.

Figata, vero?

Beh, dipende.

Già, perché in genere succedeva che l’oracolo rispondesse alle domande con robe devastanti, tipo:

“Oracolo, diventerò re?”

“Diventerai re ma finirai con l’uccidere tutti i tuoi figli, tua moglie si trasformerà in una mucca, gli dei ti daranno contro e morirai per mano di tuo cugino di terzo grado”

Ehhhhhhhhh.

Quindi o uno decideva di avvantaggiarsi evitando di figliare, non sposandosi, offrendo sacrifici agli dei e rintracciando il cugino di terzo grado per offrirgli un caffè avvelenato, oppure si suicidava.

Allo stesso modo succede che Laio, disperato per la mancanza di eredi, si rechi dall’oracolo e chieda lumi. Risposta come sempre diplomatica:

“Tuo figlio è destinato a ucciderti e a sposare tua moglie, quindi vedi un po’ tu. Secondo me non ti conviene”.

Anche secondo me.

E Laio che fa?

Rinuncia alla prole?

In effetti no. Tanto per cominciare ripudia la consorte, e via un problema.

Ssssssi.

Purtroppo Giocasta non ci sta, tanto che le viene la brillante idea di farlo ubriacare e sedurlo. Laio in un millesimo di secondo si dimentica del suo infallibile piano, cade nel tranello della moglie ed è subito gravidanza.

Nasce un maschietto ma il re, ora sobrio e memore della profezia, pensa bene di prendere il figlio, BUCARGLI le caviglie in modo da trapassarle con delle cinghie e così conciato abbandonarlo in una inospitale foresta piena zeppa di bestie feroci.

Fa molto Quentin Tarantino, no?

Tuttavia il bimbo viene salvato da un pastore, Forbante, che lo porta dal sovrano di Corinto, Polibo. Quest’ultimo decide di adottarlo e, considerando quella roba splatter che si ritrova alle caviglie, stabilisce di chiamarlo Edipo (=piedi gonfi).

Mi pare più che appropriato.

Edipo cresce e un bel giorno gli capita di litigare con un tizio: le solite risse testosteroniche, tipo “Io ce l’ho più lungo” “No, io”, “No, io”, “Guarda, stai zitto che tuo padre non è nemmeno il tuo vero padre”.

“Ah. Comunque io ce l’ho più lungo.”

Edipo tuttavia ci riflette un attimo e fa due domande al (finto) padre, ma Polibo nega tutto. Il ragazzo è perplesso e in questi casi ormai sappiamo benissimo come si procedeva.

Oracolo-time.

Al solito, la predizione è disastrosa:

Caro Edipo, tu ucciderai tuo padre e sposerai tua madre.

Il giovane prende immediatamente provvedimenti e scappa da Corinto per evitare l’avverarsi della profezia.

Povero illuso, non si sfugge al fottutissimo karma: questo l’oracolo però non lo specificava mai.

Cammina cammina, Edipo si imbatte in un cocchio sul quale viaggia il vero padre, Laio. Non tanto in vena di cortesie, il ragazzo fa il prepotente e non si scansa (e non ho capito quanto cazzo era stretta la strada se un uomo riusciva a sbarrare il passo a un cocchio, ma va beh, dettagli). Il cocchiere si incazza e prova ad investirlo, schiacciandogli un piede.

E lì Edipo sbrocca, eccheccazzo, toccatemi tutto ma non i piedi. Non di nuovo, almeno.

Finisce che fa una strage, uccidendo sia Laio sia il conducente. Il disegno del karma è già a metà.

Orfani del re, i tebani assegnano la corona a Creonte, fratello di Giocasta. Nel frattempo la città è funestata dalla Sfinge, ovvero un mostro alato con la testa di una donna e il corpo di un leone. Cose che capitano. Costei ha la divertente abitudine di sottoporre agli abitanti degli indovinelli e di divorare coloro non in grado risolverli: quindi in pratica Tebe si sta spopolando.

Ma arriva Edipo il quale, guarda caso, è un campione in materia di enigmistica&simili. Si piazza davanti alla Sfinge e questa gli sottopone l’arcano:

Qual è l’essere che cammina ora a quattro gambe, ora a due, ora a tre che, contrariamente alla legge generale, più gambe ha più mostra la propria debolezza?

Inutile dire che io sarei stata fottuta.

Edipo invece, con estrema nonchalance, fornisce la soluzione: l’uomo, che durante l’infanzia cammina carponi, quindi con quattro gambe, nel corso della maturità con due e da anziano con tre, dato che si appoggia ad un bastone.

Facilissimo, no?

Tebe si libera così della Sfinge e Creonte decide di premiare Edipo concedendogli la mano di Giocasta.

Sssssssi, la madre biologica, esatto.

Il fottutissimo karma, appunto. Tu provi a fregarlo ma non c’è niente da fare, prima o poi arriva, e ti devi rassegnare.

La profezia si compie, e non solo: madre e figlio, moglie e marito, Giocasta ed Edipo coronano la loro unione con un bel pò di pargoli, quattro per l’esattezza: un disastro insomma.

L’idillio si spezza a causa di una pestilenza improvvisa per la quale, ancora una volta, Edipo si rivolge all’oracolo. Quest’ultimo risponde che l’epidemia cesserà solo nel momento in cui verrà vendicata la morte di Laio.

Il giovane scatena una caccia all’uomo, senza immaginare che in realtà sta cacciando sé stesso. Non contento del responso dell’oracolo, chiede consiglio all’indovino Tiresia, che sa tutto ma si guarda bene dal rivelare la scottante verità. Edipo si incazza a bestia e Giocasta cerca di calmarlo dicendogli che Tiresia è poco affidabile, dato che aveva predetto che Laio sarebbe stato ammazzato dal figlio, cosa che poi nella realtà non era successa: infatti risultava che l’uomo fosse stato ucciso da un brigante prepotente che non voleva lasciar passare il suo cocchio.

Edipo comincia a sudare.

Nel contempo giunge a Tebe un messaggero che informa il re del fatto che quello che credeva il suo legittimo padre, Polibo, è morto, e visto che è lì gli dice pure che tanto non era nemmeno il suo vero genitore.

Porca troia, pensa Edipo. Vuoi vedere che quel merda di oracolo ci aveva azzeccato?

Madre e figlio riconoscono l’atroce verità e in effetti non reagiscono benissimo: Giocasta si suicida ed Edipo si acceca infilandosi una spilla negli occhi.

Oddio, divorziare invece? No, eh?

Questa era la storia, tristissima, sfigatissima, sventuratissima di Edipo, dalla quale sarebbe un vero peccato non trarre degli insegnamenti.

Da Edipo abbiamo imparato che:

  • prima di andare dall’oracolo contate fino a dieci, parlate con gli amici, bevete uno spritz e poi se ne riparla il giorno dopo
  • se comunque decidete di andare dall’oracolo sappiate che non potrete sfuggire al fottutissimo karma, nemmeno se vi trasferite su Marte
  • ma lasciate perdere quel cazzo di oracolo!

E che il karma faccia il suo corso, saluti!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6 pensieri su “La storia di Edipo e del fottutissimo karma

  1. Ho riso tantissimo e studiando psicologia purtroppo Edipo non mi è nuovo ma è sicuramente la versione della storia più divertente che abbia mai letto 😂 a ogni modo mi ritengo anche io una convintissima credente del karma quindi ho apprezzato moltissimo!

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