Ridateci Antonio Banderas e Rosita, per favore.

Certo che vedere Antonio Banderas nei panni di Zorro, con quei baffetti un po’ così, il capello impomatato, la spada (la spada, sì, quella per i duelli, cosa avete capito), i roventi passi a due con Catherine Zeta Jones eccetera eccetera, e poi vedere Antonio Banderas negli spot del Mulino Bianco che guarda dritto nelle palle degli occhi una gallina come se fosse una gnocca dieci volte più gnocca di Catherine Zeta Jones non è stato mica facile.

Quando poi sempre lui, Antonio Banderas, non si è limitato a fissare la suddetta gallina (che era comunque un po’ strano però va beh, ci può anche stare), ma ha cominciato a dialogarci, vaneggiando di biscotti, piegando fette di pan bauletto per provarne la resistenza, chiedendo un parere sulla possibilità di mettere le gocce di cioccolato nell’impasto integrale, beh, quello è stato il colpo di grazia.

Ancora riesco a visualizzare la scena in cui Antonio/Zorro emette un fischio potentissimo, fa un balzo da un tetto come niente fosse e cade giustappunto in groppa al suo cavallo…che già inorridisci pensando a quanto cazzo possa far male ai cosiddetti una roba del genere ma chissà, magari aveva la protezione. E del resto da uno che si fa chiamare Zorro e che gira mascherato per difendere i più deboli non ci si può aspettare da meno.

Poi visualizzo Antonio/panettiere/pasticcere/imprenditore e direttore generale del mulino che vorrei che parla ad una gallina di nome Rosita, le dà delle affettuose pacche sul piumaggio per consolarla mentre guarda malinconica dalla finestra l’ennesimo gallo che se ne va e le dice:

Si vede che non era quello giusto…non accontentarti di un galletto qualunque.

Parole sante, anche se pronunciate davanti ad una gallina in lacrime. In altri termini, morto un gallo se ne alleva un altro, e nel frattempo ingozziamoci di carboidrati, anzi, di galletti: quelli che male che vada ti fanno ingrassare, nonostante nelle confezioni si raccomandi sempre una bilanciata colazione a base di latte, un frutto e 4/5 galletti.

4/5 galletti?

Un frutto?

Questi pubblicitari hanno voglia di scherzare. Non credo di averne mai mangiato meno di 25, se non di più, e mi riferisco a quelli inzuppati interi, perché dopo ne metto altri dieci tutti spezzettati nel latte rimasto e ci faccio la zuppetta: se proprio devo rovinarmi lo faccio per bene, e fanculo tutti i galli del mondo.

Per quanto riguarda il frutto, beh, dopo 35/40 galletti e una bacinella di caffellatte direi che una mela non ci sta a far niente nello stomaco. No?

Comunque, tutta questa lunghissima premessa per dire che Banderas completamente sporco di farina, con le rughe e i capelli ormai brizzolati intento a conversare con la gallina non mi ha mai fatta impazzire…dalle stelle alle stalle, o meglio, ai mulini in questo caso, ma tant’è, bisogna pur campare in qualche modo.

D’altronde, se mi pagassero decentemente reciterei volentieri nella pubblicità del Vagisil e fingerei di chiamare mia madre lamentandomi di un fastidioso prurito intimo, parlerei con galline, rinoceronti, iguana e tigri del Bengala e promuoverei molto volentieri la pomata contro le emorroidi…per non parlare delle pentole. Altro che Mastrota. A casa mia inorridisco alla vista del manico di una miserrima padella, cucino solo in casi estremi (tipo quando finiscono i crackers), ma cazzo, pagatemi e divento la regina delle batterie da cucina, comincio a parlare con le pentole, racconto tutta la mia vita alle pentole.

Tuttavia, come usava dire una mia professoressa del liceo, al peggio non c’è mai fine, e infatti.

Infatti dopo Banderas sono arrivati Giorgio Pasotti e Nicole Grimaudo, e Banderas con la sua Rosita improvvisamente mi sono mancati.

Da morire.

Ci sono questi due giovani trentenni, belli, innamorati, perennemente e fastidiosamente felici, che vivono in questo mulino e tubano come piccioncini per la maggior parte del tempo.

Quando non tubano, lei acchiappa il grembiule e lavora come una dannata, infornando biscotti, impastando panetti di pasta come se dovesse dar da mangiare ad un reggimento, provando nuove ricette e sfornando teglie su teglie di dolci fumanti.

Lui che fa?

Lui non fa un cazzo.

Rettifico: non è esatto, non è vero che non fa un cazzo. Lui magna a quattro ganasce. Arriva davanti al forno, fissa lei che si fa un culo così lavorando la farina, la guarda sfornare, piglia il biscotto del giorno, mastica accuratamente e dà un parere…nulla di trascendentale, cose tipo:

Sento il grano

Oppure

Niente da aggiungere

O annuisce soddisfatto senza dire un benemerito bah, un brava, sono buonissimi, deliziosi, complimenti ma come fai-sono-davvero-un-uomo-fortunato.

Quella si è fatta un mazzo così tutto il giorno, lui assaggia e dice che sente il grano.

Io lo avrei preso a schiaffi, per vedere se sentiva anche quelli oltre al grano.

Poi capito, in uno dei numerosi spot che hanno girato, lui si alza al mattino, va a fare colazione, prende una fetta biscottata, la morde e boh, forse l’acustica nei mulini è una gran merda perché, nonostante lei stia dormendo al piano di sopra, riesce a sentire lui che rumina al piano di sotto.

Quindi cioè, non solo non alzi un dito per aiutarmi, osi anche svegliarmi all’alba con irritanti rumori di masticazione. Personalmente lo avrei disintegrato con sacchi di farina di grano saraceno (lo senti il grano adesso, stronzo?), invece lei apre gli occhi tutta sognante, sorride, si rimette comoda e riprende a dormire.

Mah.

L’apice del fastidio viene raggiunto dalla pubblicità delle piadelle.

Lei sta preparando una cena per pochi intimi a base appunto di piadelle farcite. Lui, come suo solito, è dietro di lei a guardarla sudare. A un certo punto arrivano dei messaggi sul cellulare.

Oh, guarda che viene anche Pinco Palla.

Ah, ok, quindi siamo in sei.

Altro messaggio:

Vengono anche Caio e Sempronio.

Ah, ok, siamo in otto.

Ulteriore messaggio:

Ci sarebbero anche Tizio e Tizia.

Benissimo, quindi siamo in dieci!

Tranquilla, ce la farEMO!

Questo plurale maiestatis utilizzato così, ad cazzum. Queste cose mi fanno imbestialire. Meno male che lei, incredibilmente, in un inaspettato quanto desiderato guizzo di sanità mentale commenta ironica:

FarEMO…

Poi però, invece di cogliere l’attimo e mettersi a urlare qualcosa tipo: “Pensi di darmi una mano o ti devo cavare gli occhi con due tarallucci?”, continua ad ammazzarsi di lavoro, schiaffando salumi all’interno delle maledettissime piadelle che cominciano a formare una piramide.

E questo è niente. Una volta che gli ospiti, o meglio, l’orda vandalica di ospiti arriva, il deficiente ha pure il coraggio di portare in tavola la cena declamando a gran voce:

Le MIE piadelle!!!

Le TUE piadelle?

LE TUE PIADELLE?????

Come-cosa-scusa-puoi-ripetere?

Quale passaggio mi sono persa tra il momento in cui stavo faticando come una schiava in una piantagione di cotone e quello in cui sei uscito bello sorridente col frutto del MIO sudatissimo lavoro in mano?

Vuoi vedere le TUE piadelle trasformarsi in un’arma di distruzione di massa?

E lei niente, è una roccia. Arriccia le labbra, fa un sorrisino tra il ma-guarda-che-burlone-mio-marito e il forse-è-giunto-il-momento-di-cambiare-gallo e finalmente si siede a mangiare.

Cioè, ridateci Banderas e quella santa gallina di Rosita, PER-FAVORE. Io non li reggo più questi due.

Bene, la mia arringa è terminata. Non so come la pensiate voi: vi invito a condividere le vostre opinioni in merito e vi lascio con un bel ricordo:

 

 

 

 

 

 

9 pensieri su “Ridateci Antonio Banderas e Rosita, per favore.

  1. L’ha ribloggato su La forma tondae ha commentato:
    […] In altri termini, morto un gallo se ne alleva un altro, e nel frattempo ingozziamoci di carboidrati, anzi, di galletti: quelli che male che vada ti fanno ingrassare, nonostante nelle confezioni si raccomandi sempre una bilanciata colazione a base di latte, un frutto e 4/5 galletti.
    4/5 galletti?
    Un frutto?
    Questi pubblicitari hanno voglia di scherzare. Non credo di averne mai mangiato meno di 25… […]

    Ahahahahah adoro 😍😍😍

    Piace a 1 persona

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