Se mi ami trasformami in una vacca: le metamorfosi nel mito greco

Lo so, lo so, Chiara Ferragni e Fedez si sono sposati e non riuscite a pensare ad altro, ma si potrebbe cambiare argomento giusto per un attimo? Anche perché le storie d’amore felici sono noiosissime. Molto, molto meglio un bell’excursus nella mitologia greca e in particolare parlare di due miti accomunati da un unico elemento: la metamorfosi.

Eh già, perché la cosa simpatica delle love stories mitologiche è che spesso invece di essere lasciati si veniva trasformati, e non certo in esseri umani di incredibile bellezza.

No-no.

Si veniva trasformati in vacche, in tori, in ragni eccetera eccetera.

Cioè, capito la sfiga? Scaricati e pure tramutati in animali puzzolenti.

Tra tutti i miti che ricordavo dal Liceo ho deciso di selezionarne due, ovviamente quelli più balordi, se no che gusto ci sarebbe? Cominciamo subito dal cavallo di battaglia:

Il mito di Io e Zeus

Se non avete reminiscenze scolastiche ma da piccoli (o anche da grandi) avete visto almeno una puntata del cartone animato Pollon, allora saprete certamente che Zeus, il padre degli dei, era un gran porco.

Un gran porco single?

Che domanda sciocca. Un gran porco sposato, ovvio. In effetti niente di straordinario in questo, ce ne sono tantissimi in giro, con la differenza che non possono lanciare fulmini e trasformare la gente…per fortuna, dato che combinano già abbastanza casini così, in forma umana.

La moglie di Zeus, Era, è una dea affetta da sindrome della crocerossina unita a una buona dose di masochismo, dato che è perfettamente consapevole dei continui tradimenti del marito ma non lo lascia: preferisce punirlo con fulmini e saette o trasformare le sue amanti in animali poco trombabili (se non lo ha già fatto lui prima).

Una bella coppia eh? Altro che Ferragni-Fedez.

Va beh, comunque, parlavamo di Io. Succede che un bel giorno il gran porc…ehm, Zeus, durante una amena passeggiata in mezzo alla natura si imbatte appunto in Io, avvenente sacerdotessa di Era (sua moglie, esatto. Le coincidenze.). E’ il classico amore a prima vista, tant’è vero che il padre degli dei non perde tempo e fa alla ragazza una proposta davvero allettante: trasferirsi in una casa nel bosco nella quale nessuno le romperà i coglioni. A parte lui, chiaramente.

La solita storia: ti amo= ti affitto un appartamento, contenta? Così sappiamo dove andare a trombare.

La povera Io, che evidentemente ha ben altre aspirazioni, declina la gentile offerta e fugge, ma Zeus non è abituato a prendere merda dalle donne, quindi assume le sembianze di una nube e comincia ad inseguirla.

In tutto questo ambaradan Era, dall’alto del monte Olimpo, guarda in giù e toh-una-nuvola-che-rincorre-una-bellissima-fanciulla. Cielo, mio marito!!!

Zeus, abituato ormai ad essere beccato, corre ai ripari e prima che sopraggiunga la moglie trasforma Io in una mucca. Era non si fa fregare, arriva dal marito e dice:

Avevo proprio bisogno di una mucca. Regalamela.

Il fedifrago, pur di uscirne pulito, accetta suo malgrado. D’altronde il mondo è pieno di mucche, una più, una meno.

Non contenta, Era consegna Io ad Argo, un gigante dai cento occhi…uno che non dorme mai, perché cinquanta occhi li chiude e gli altri cinquanta li tiene aperti.

Cara Io, sei-nella-merda. E sei pure una mucca-nella-merda, che è peggio.

Va beh, alla fine, tra una mucca e l’altra, Zeus si ricorda di Io e invia il dio Ermes a liberarla. Quest’ultimo uccide Argo e ridà sembianze umane alla ragazz…no, col cazzo. La poveretta vacca era e vacca rimane. Oltretutto la moglie di Zeus, venuta a sapere della morte di Argo, s’incazza a bestia e ha la brillante idea di mandare un tafano a pungere continuamente la disgraziata vacca.

Non sono mai stata punta da un tafano, ma a detta di Google pare si tratti di una roba piuttosto fastidiosa.

Per sfuggire al tafano, Io si lancia nel mare e comincia a nuotare, arrivando addirittura in Egitto. A quel punto Zeus si ricorda della sua esistenza e finalmente la ri-trasforma in un essere umano e, dulcis in fundo, la mette incinta.

Davvero simpatico.

Passiamo al mito successivo, ugualmente sfigato, che ha come protagonisti

Eco e Narciso

Narciso, figlio di un dio e di una ninfa, era un ragazzo bellissimo, talmente bello che la madre aveva chiesto che potesse rimanere giovane per sempre. L’indovino Tiresia (quello di Edipo, esatto, sempre lui) aveva predetto che non sarebbe invecchiato, a patto che “non conoscesse mai sé stesso”.

Il caro Tiresia. Utilissimo come sempre.

Comunque. Narciso era quindi un gran figo, e più di mezza Grecia sbavava per lui, ma lui niente, preferiva passeggiare per i boschi e guardare panorami con aria sognante.

Un bel giorno il giovane incontra la ninfa Eco, un’altra campionessa di sfiga: in pratica ‘sta disgraziata era stata ingaggiata dal gran porc…ehm, da Zeus, il grande padre degli dei, per fare da palo e distrarre Era con discorsi di vario genere mentre lui strombazzava a destra e a manca.

Era però, accortasi del trucco, aveva deciso di punire Eco (invece di punire Zeus, ovvio no?) condannandola a ripetere per sempre le ultime parole di ciò che sentiva o le veniva detto. Tipo:

Eco, vuoi un panino con Nutella?

Panino con Nutella!

Lo vuoi sì o no?

Sì o no!

Eco, ma sei scema o cosa?

O cosa!

Ma vai a cagare!

Cagare!

Eh, brutta storia.

Insomma, capite bene che interagire con la gente e soprattutto procurarsi un fidanzato per la poveretta fosse un bel casino.

Fatto sta che Eco incontra Narciso, si innamora a prima vista e, dimentica del suo piccolo problemino, comincia a corteggiarlo, o meglio, a stalkerarlo seguendolo ovunque vada. Nel monte Olimpo si usava così, che dire.

Narciso già di suo era un tantino presuntuosetto, figuriamoci quando si ritrova questa piattola attaccata al culo che ripete le ultime parole di tutto quello che lui dice:

Perché mi insegui?

Mi insegui!

Cosa vuoi da me?

Vuoi da me!

Ma sei scema o cosa?

O cosa!

Ma vaffanculo!

Culo!

Ma non sarebbe stato meglio fingersi muta?

Va beh, comunque, la storia termina in maniera decisamente poco allegra: Eco la finisce segregata in una caverna a piangere, e col tempo si consuma, tanto che di lei rimane soltanto la voce…da qui l’eco che risuona per le montagne.

Anche quello stronzetto di Narciso però, che aveva dato della scema alla povera Eco, si rivela assai povero di neuroni…talmente cretino che un giorno si specchia nelle acque di un lago, vede la sua immagine riflessa e se ne innamora perdutamente. Peccato che ogni volta che prova ad allungare le mani verso “il suo amato” trova soltanto acqua, guarda un po’.

Il ragazzo non si dà per vinto, continua a recarsi sulle rive del lago e a cercare di acchiappare quel bellissimo e misterioso strafigo…finché non si sporge troppo, cade in acqua e annega. Si compie quindi anche la criptica profezia di Tiresia: il “non conoscere mai sé stesso” significava questo, ma evidentemente dire “Narciso, non dovrai mai vedere la tua immagine riflessa o morirai” pareva troppo scontato.

E anche qui ci stava a pennello una bella metamorfosi: il giovane infatti viene trasformato in un bellissimo fiore giallo, il narciso appunto…beh, sempre meglio di una vacca, ammettiamolo.

Se-mi-ami-trasformami-in-una-vacca
Immagine tratta da Pinterest

Prima di concludere vi ricordo che il poeta latino Ovidio secoli e secoli fa ha scritto un’opera intitolata Metamorfosi, incentrata proprio sui miti con annesse mutazioni varie…nel caso siate curiosi di conoscere altre storie simili, perché ce ne sono parecchie, vi avverto.

Vi lascio con una citazione tratta proprio dalla sua opera:

E nulla perisce nell’immenso universo, credete a me, ma ogni cosa cambia e assume un aspetto nuovo. E nascere noi chiamiamo cominciare a essere una cosa che non si era, e morire cessare di essere la suddetta cosa. Anche se questo si trasferisce di là e quello di qua, il totale è sempre lo stesso. Sì, io credo che nulla conservi a nulla lo stesso aspetto.

Ovidio dixit!

 

 

 

8 pensieri su “Se mi ami trasformami in una vacca: le metamorfosi nel mito greco

  1. Il nostro Ovidio sempre avanti…
    Al liceo tutti a fare battutine sull’Ars Amandi, ma questo aveva anticipato di 1700 anni Lavoisier e la legge di conservazione della massa (quella che nulla si crea e tutto si trasforma, che ovviamente non ricordavo di chi fosse ed ho cercato sulla sempre sia lodata Wikipedia).

    Piace a 1 persona

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