Ecco perché tagliarmi i capelli a scodella come Fantaghirò non mi ha insegnato niente

Trovare un/una parrucchiere/a decente mi sembrava una cosa ormai praticamente impossibile ma forse, FORSE, alla veneranda età di quasi 39 anni ci sono riuscita.

Sono soddisfazioni, sapete com’è.

Diciamo che io ho sempre avuto un rapporto conflittuale con i miei capelli, anzi, diciamo che ho dei capelli di merda. Non che li abbia mai curati più di tanto, intendiamoci, anche perché sono rimasta scottata da quella volta che una delle mie tante ex-parrucchiere (ebbene sì, lo confesso, nella mia vita ho collezionato più ex parrucchiere che ex fidanzati) mi aveva consigliato l’olio di ricino.

Ero andata subito in farmacia, tutta speranzosa, avevo quindi fatto lo shampoo e massaggiato i capelli con l’olio di cui sopra. Dopo l’asciugatura sembravo la bambina che esce dallo schermo del televisore nel film The Ring. Se avessi strizzato i capelli avrei potuto condire venticinque chili di insalata, una roba agghiacciante.

Pare che avessi esagerato con la quantità di olio applicata sul cuoio capelluto. Pare.

Il fatto è che da piccola avevo dei bei capelli: lisci setosi, morbidi. Poi ho passato un periodo di transizione, durante il quale mi sono lasciata trascinare da mode effimere. Per esempio, dopo aver visto i vari Fantaghirò, ho preteso e ottenuto il celebre taglio a scodella che ahimè, lo sappiamo tutte ormai, donava a malapena al viso perfetto di Alessandra Martinez, figuriamoci a me.

Dopo la scodella tricologica ho tenuto per un po’ quello che adesso si chiama long bob (o qualcosa del genere), all’epoca mia madre lo chiamava carrè. All’università, poi, la svolta: i miei capelli si sono trasformati in ciò che sono ora, ovvero una merda. Nè lisci nè ricci, semplicemente elettrici.

Una merda…ah, l’ho già detto.

Per risolvere il problema avevo tentato di tutto: maschere idratanti, shampoo di ogni tipo, prodotti senza silicone, metilicone, benzilicone e tutte quelle sostanze in -one che a quanto sembra nuocciono gravemente al capello, ma niente da fare.

Col passare degli anni sono diventata schiava della piastra, dopodiché ho cominciato con le parrucchiere e i tagli approssimativi.

Oltretutto io detesto profondamente andare dalla parrucchiera, è una cosa che mi mette terribilmente a disagio e mi infastidisce, così come le file interminabili alle casse del supermercato e la gente sconosciuta che ti tocca quando parla.

I motivi del mio inenarrabile fastidio sono stati confermati ieri mattina, quando per l’ennesima volta e d’improvviso ho deciso che dovevo assolutamente tagliarmi i capelli. Vorrei tanto dirvi che l’ho deciso perché ormai erano troppo rovinati e pieni di doppie, triple, quadruple punte, per smettere di usare la piastra, per essere più ordinata eccetera eccetera, invece no. Inutile negarlo, ma alla soglia dei quarant’anni io della vita non ho capito niente. Soprattutto non ho capito che sfogliare le riviste e ammirare attrici/modelle strafighe con acconciature e tagli strafighi non deve portarti necessariamente e inspiegabilmente a pensare che anche tu con quel taglio staresti da dio.

Evidentemente la Fantaghirò-experience non mi è servita a un cazzo.

Così, l’altra sera, poco prima di svenire, a mezzanotte o giù di lì, mentre guardavo stupidi video su You Tube, ho beccato un’intervista ad un’attrice americana bellissima: Jennifer Lawrence. Nella suddetta intervista la ragazza sfoggia il seguente taglio:

Jennifer Lawrence
Immagine tratta da Pinterest

Va beh.

Ora, io sono abbastanza carina, ma di certo non ho la faccia di Jennifer Lawrence. Soprattutto non ho i suoi capelli, lucenti, sani, setosi e guarda un po’, non ho nemmeno un entourage di acconciatori e hair stylist pronti a suggerirmi prodotti, shampoo e balsami vari da 500 euro a flacone (flacone da 45 ml). In effetti non sono nemmeno un’attrice, ma va beh, dettagli.

Comunque. In sostanza, la bimbaminkia che vive ancora nel profondo del mio essere approssimativo ha stabilito che sarei andata dalla parrucchiera con la foto di Jennifer Lawrence, così come negli anni 90 le ragazze esibivano la foto di Jennifer Aniston in Friends o di Paola Barale quando conduceva Domenica In (prima che cominciasse a parlare con le patate in bocca e filmasse i suoi incomprensibili dialoghi con Raz Degan).

Ebbene, son passati ormai due giorni e, come anticipato, riconfermo che detesto andare dalla parrucchiera, per i motivi che seguono:

  • Stare seduta per troppo tempo davanti allo specchio

Cioè, io mi specchio tutti i giorni, ma una cosa è guardarsi per due-secondi-due prima di uscire per controllare che il mascara non si sia già squagliato e che quel maledetto brufolo sul mento non sia diventato giallo. Altra cosa è stare ferma davanti ad uno specchio per un’ora di fila. Non avete idea di tutto quello che ho visto.

Intanto, non ho capito perché e da quando la mia faccia è così tonda. Per non parlare delle sopracciglia: se vado da un’estetista come minimo deve annullare tutti gli appuntamenti del giorno. L’abbronzatura è ormai un lontano ricordo, sono ritornata al mio consueto colorito giallo/verdastro, brufoletti a non finire e occhiaie da guinness dei primati. Dopo dieci minuti volevo scappare da un chirurgo plastico e al supermercato per comprare una maschera purificante-rigenerante-effetto-lifting per la pelle, in quest’ordine.

Poi, certo, provi a distrarti…ho sfogliato la classica rivista di gossip, scoprendo che Ilary Blasi, Michelle Hunziker e Belen Rodriguez sono state elette le più belle dell’estate…beh, grazie al cazzo, che sorpresa. Ho altresì scoperto che Piersilvio Berlusconi fuma e che Cristian Vieri è fidanzato con una velina. Un’altra. Io ero ancora ferma al ricordo di Elisabetta Canalis.

Dopo essermi arricchita con queste perle, ho tentato di non fissare la mia faccia da culo allo specchio guardandomi in giro e leggendo i nomi dei prodotti per capelli. Dopodiché sono passata alle mie vicine, tutte sopra i sessanta e tutte con pezzi di carta stagnola in testa che, a differenza della sottoscritta, non sembravano avere problemi con la propria immagine riflessa.

Alla fine ho ripiegato sul phon: l’ho esaminato nei minimi dettagli fino al termine della seduta, sperimentando una sorta di stato catatonico.

  • la parrucchiera vuole fare conversazione

So che a molte persone piace chiacchierare, soprattutto in determinate situazioni: in fila dal medico, in fila alle poste, in fila al supermercato, alla fermata dell’autobus…e dalla parrucchiera.

Io no.

Se mi incontrate in ciascuna di queste circostanze lasciatemi in pace, perché stare in fila è una cosa che mi fa girare i coglioni a manetta, quindi dialogare con perfetti sconosciuti su chi deve passare prima o su quanto siano lenti gli impiegati delle poste/i cassieri non mi aiuterebbe.

So anche che i parrucchieri cercano spesso di metterti a tuo agio e di parlare, ma con me cascano male. Infatti, per farglielo capire, vado di monosillabi.

E’ la prima volta che vieni da noi?

Si.

Lavori qui vicino?

No.

Fine del dialogo, e posso riprendere a fissare il phon.

Comunque, in definitiva, stavolta mi è andata bene…non sono diventata più somigliante a Jennifer Lawrence ma il taglio mi piace, quindi non ho sofferto inutilmente.

Se anche voi odiate la parrucchiera-experience scrivetelo nei commenti, aggiungendo nuove motivazioni che sicuramente io ho scordato…tra l’altro gli specchi dei saloni secondo me sono terribilmente ingrassanti.

Vi lascio con la foto (approssimativa, ovviamente, quindi l’effetto-sfocato non è un effetto) del risultato finale, non senza sforzo perché in genere sono allergica ai selfie ma per la gloria questo e altro…ah, Belen Rodriguez e Stefano Di Martino forse son tornati insieme. Così, giusto per farvelo sapere…so quanto ci tenete.

mee.jpg

 

 

 

 

 

 

12 pensieri su “Ecco perché tagliarmi i capelli a scodella come Fantaghirò non mi ha insegnato niente

  1. Il taglio Fantaghirò l’ho avuto anche io e strano a dirsi ma non mi donava 😒 e anche io porto sempre le foto ma non divento mai una sosia dell’attrice di turno…
    Però io sono spesso rimasta delusa da parrucchiere (tante, anche per me) poco loquaci. Ma come? Io vengo da te specificatamente per farmi gli affari del circondario e tu non mi dici nulla??? 😨

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  2. Anche io non amo andare dal parrucchiere ma più che altro perchè mi annoio e non mi piace mi si tocchino i capelli (salvo rare eccezioni). Ma entro fine mese devo andare e ho già individuato il taglio. Li ho corti (anzi ora troppo lunghi) e darò una rasata quasi totale XD

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  3. Eccomi sono una di quelle che non amo andare dal parrucchiere, però sono anche una di quelle che va sempre dalla stessa, che tra l altro è a 1000 km di distanza. Comoda eh? E quando ci vado, di solito un paio di giorni dopo che torno giù dai miei, scopro tutti i pettegolezzi del paese in meno di mezz’ora! Tutti i morti, i nuovi amori, le nuove corna, i divorzi, i matrimoni, le litigate tra i preti… insomma tutte quelle cose che in città non sai e che invece sono il pane quotidiano del paesino di 6000 persone!

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  4. ahahaha con la “Fantaghirò-experience non mi è servita a un cazzo” hai riassunto alla perfezione pure la lotta intestina tra me e il mio parrucchino. Come te anche io (quella volta ogni 10 anni) entro dal parrucchiere con la convinzione vana che ne uscirò Megan Fox. Comunque il taglio ti sta benissimo e Jennifer muta!

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