Genesi: lo strano rapporto tra Dio e Abramo parte 1

Non so se avete mai letto la Bibbia o se siete ferrati in ambito di storia della religione. Io qualche reminiscenza scolastica ce l’ho, ma giusto due stronzate: le cavallette in Egitto, l’arca di Noè, un tizio che ha avuto a che fare con una balena…o forse quello era Geppetto.

Comunque.

L’altro giorno parlavo col mio ragazzo del più e del meno e mi ha suggerito di documentarmi su alcune vicende bibliche, perché secondo lui diversi avvenimenti narrati nella Bibbia hanno un che di comico. Premetto subito che il post che segue sarà molto ironico, ovviamente non offenderò né mi permetterò di emettere giudizi su questa o quell’altra credenza: non mi interessa convertire nessuno alla mia non-religiosità, mi sta bene che ognuno creda a quello che vuole. Anche a Babbo Natale, per esempio.

Quindi, dicevamo. Sono andata a rileggere dei passi della Genesi per ripescare in particolare la vicenda di Sodoma e Gomorra, anche perché, a parte il fatto che Dio le avesse distrutte, non ricordavo poi molto altro. Da lì sono tornata indietro, incuriosita dalla figura di Abramo, praticamente onnipresente. Anche in questo caso avevo pallide memorie incentrate su un uomo più che anzianotto alle prese con inciuci amorosi degni di un adolescente e un quasi-omicidio: quello del figlio Isacco. Direi che c’è già abbastanza materiale su cui riflettere.

Ma la cosa che maggiormente mi ha colpita è stata questa: il povero Abramo non aveva tregua. E non aveva tregua perché Dio gli rompeva il cazzo in continuazione.

Cioè, ripassiamo il tutto, poi vedrete se non ho ragione.

Abramo ha la bellezza di settantacinque anni e se ne sta tutto tranquillo in un paese denominato Carran insieme alla moglie Sara e al nipote Lot, godendosi la vecchiaia. Improvvisamente arriva il Signore e gli dice:

“Vattene dal tuo paese, dalla tua patria
e dalla casa di tuo padre,
verso il paese che io ti indicherò.
Farò di te un grande popolo
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e diventerai una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò
e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra”.

Mah. Come se a mio padre, che guarda caso ha proprio 75 anni, apparisse Dio dicendogli di preparare il fagotto, alzare i tacchi e trasferirsi in un paese sconosciuto. Signore, con tutta la buona volontà, abbi pazienza…che palle! A 75 anni uno cambia con difficoltà bagnoschiuma, figuriamoci se ha voglia di ricominciare da capo in una nazione sconosciuta o di diventare capostipite di un grande popolo. Magari a 30, 40 anni, ok. Ma a 75? Lasciatemi guardare la tv in santa pace.

Abramo però ci sorprende e invece di rispondere :”Guarda che c’ho settantacinque anni, stavo guardando Forum e mi hai disturbato” impacchetta ubbidiente moglie, nipote, servi e beni e si dirige verso Canaan. Pianta la tenda nel Negheb (non ho la più pallida idea di cosa o dove sia, e se esista realmente) e lì rimane, finché una carestia non lo costringe ad una breve trasferta in Egitto. Qui dà prova di non essere esattamente un marito-modello. Difatti ordina a Sara di spacciarsi per sua sorella. Motivo? L’eccessiva strafigaggine della donna, che sarebbe stata notata da tutti gli egiziani i quali di conseguenza avrebbero cercato di conquistarla togliendo di mezzo (=uccidendo) il marito.

Invece, dicendo che Abramo era suo fratello, lei sarebbe stata molestata in ogni caso, però lui intanto si salvava il culo.

Vecchio furbacchione.

E infatti, una volta arrivata in Egitto col “fratello”, Sara viene subito notata nientemeno che dal faraone in persona, il quale senza tanti complimenti la fa portare al suo cospetto, e non certo per guardarla negli occhi e apprezzare da lontano la sua incredibile bellezza. In cambio il caro “fratellino” viene premiato con greggi, asini, asine, schiavi, schiave e cammelli.

Mica scemo questo Abramo. Alla faccia del personaggio biblico.

Al Signore però tutta questa faccenda non quadra, e quando qualcosa non quadra il Signore che fa? Manda piaghe a manetta, ovviamente. Quindi arrivano piaghe in Egitto e il faraone scopre che è per via del trucchetto organizzato da Abramo. Niente paura, il monarca forse si fa influenzare dalla non più tanto giovane età dell’uomo e si limita a sciorinargli una ramanzina abbastanza innocua, al termine della quale non solo lo lascia andare…gli assegna pure degli uomini che lo accompagnino a casa, e non gli leva nemmeno un asino.

Perciò Abramo, dopo aver praticamente venduto la moglie e lasciato che mezzo Egitto si approfittasse di lei, ritorna nel Nagheb ricco sfondato e convinto di meritarsi un po’ di riposo.

Col cazzo. Ecco che ritorna il Signore col suo discorso fanta-politico:

“Tutto il paese che tu vedi,
io lo darò a te e alla tua discendenza per sempre. Renderò
la tua discendenza come la polvere della terra (…). Alzati, percorri il paese in lungo
e in largo, perché io lo darò a te”

Alzati, percorri in lungo e in largo. Ancora? Abramo, che ormai credo vada per gli ottanta, non batte ciglio, si alza e percorre. Due le possibilità, secondo me: o era incredibilmente paziente o incredibilmente rincoglionito.

Va beh, procediamo. Il patriarca quindi si sposta di nuovo e si stabilisce ad Ebron. Succede poi un piccolo intoppo: una guerra tra i re di non-so-dove e quelli di Sodoma e Gomorra. Durante il conflitto il nipote di Abramo, Lot, viene fatto prigioniero e suo zio, che vi ricordo avere 80 e passa anni, raggruppa un “esercito” di 318 uomini e va a combattere, facendo il culo a tutti. Boh, a ‘sto punto voglio capire che cazzo mangiava quest’uomo per riuscire a percorrere in lungo e in largo le terre e andare ad ammazzare gente a 80 anni suonati.

E dopo una guerra ci si vorrebbe un attimo riposare.

Beh, no, Abramo non può, e non può perché come al solito Dio rompe il cazzo:

“Non temere, Abram. Io sono il tuo
scudo; la tua ricompensa sarà molto grande”

Stavolta però Abramo si è fatto due calcoli: gli hanno promesso discendenze, popoli eccetera eccetera da tipo dieci anni e ancora non ha visto niente. Fedele sì, scemo no, ed ecco allora la sua reazione:

“Mio Signore Dio, che mi darai? Io me ne vado
senza figli (…) Ecco a me non hai dato discendenza
e un mio domestico sarà mio erede”

In effetti Abramo e Sara non avevano prole. A più di 80 anni. Certo, Charlie Chaplin ha fatto figli fino ai 73 ma, come diceva Billy Crystal in Harry ti presento Sally, non ce la faceva a tenerli in braccio, perciò…

Tuttavia Dio insiste:

“Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle (…) tale sarà la tua discendenza”

Ma insomma. Un po’ esagerato. Dal niente al troppo. Vanno bene anche due gemelli, eventualmente.

Poi Dio gli dà la mazzata finale:

“Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri
in un paese non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi
per quattrocento anni.”

Ah. Buono a sapersi. Hai detto oppressi per quattro anni o quattrocento? Perché mi è parso di capire quattrocento. No, così li avvisiamo, poveracci.

“Quanto a te, andrai in pace presso i tuoi padri; sarai sepolto dopo una vecchiaia felice.”

Ssssssi. Peccato che Abramo fosse già vecchio. Se magari il Signore gli avesse lasciato i coglioni in pace, forse avrebbe potuto vivere una cazzo di vecchiaia normale/felice.

Questa prima parte termina con l’alleanza allora stipulata tra Dio e Abramo:

“Alla tua discendenza
io do questo paese
dal fiume d’Egitto
al grande fiume, il fiume Eufrate;
il paese dove abitano i Keniti, i Kenizziti, i Kadmoniti,
gli Hittiti, i Perizziti, i Refaim, gli Amorrei, i Cananei,
i Gergesei, gli Evei e i Gebusei”.

Che culo. Ma prima o dopo i quattrocento anni di schiavitù e oppressione?

To be continued!

 

 

 

 

 

 

6 pensieri su “Genesi: lo strano rapporto tra Dio e Abramo parte 1

  1. Che poi, in tutto ciò, credo che neanche Sara fosse esattamente di primo pelo, anzi, senza voler fare troppi spoiler, conoscendo il seguito della storia, pare che fosse già in menopausa avanzata… Non so quanto fascino potesse avere per sconquassare gli ormoni del Faraone…a meno che non fosse un tantino gerontofilo 🤔

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  2. Il Dio dell’antico testamento è cattivo. Ma cattivo proprio. Ne so qualcosa perché ho frequentato le medie in una scuola cattolica, e nelle due (due!!!) ore di religione alla settimana studiavamo proprio la Bibbia. La seconda media è stata funestata dal libro di Giobbe… non ti dico nulla per non spoilerare, ma Giobbe è veramente messo male.

    E poi uno dice perché ora non vado in chiesa…

    Piace a 1 persona

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