Le tribolazioni dei freddolosi

Ahhhh, che bello l’inverno.

La copertina in pile, un buon libro, un bicchiere di vino rosso, il caminetto acceso, il maglione extra-size che ti avvolge tutta…che atmosfera.

Poi all’improvviso quella inizialmente timida, ma col passare dei minuti sempre più fastidiosa sensazione.

Devi pisciare.

Ciò significa che bisogna mettere da parte il libro, dis-avvolgersi dalla coperta che improvvisamente sembra più incasinata della tela di un ragno, appoggiare il bicchiere di vino rosso cercando di non rovesciarlo sul divano mentre tenti di non rimanere impigliata nella suddetta copertina, il fuoco che arde nel caminetto frattanto si sta per spegnere e bisogna riattizzarlo perché la temperatura sta calando precipitosamente (e poi ti dicono ma no, lascialo spegnere, la stanza ora ha stemperato. Stemperato??? Un cazzo. Tu spegni e si ritorna dritti dritti sotto lo zero).

E il maglione extra-size?

Ve lo spiego subito.

Intanto siete riemerse dalle spire della copertina ed è già qualcosa. Cominciate a battere i denti e vi dirigete saltellando verso il bagno, ambiente della casa nel quale potreste tranquillamente abbattere un salmone per poi farci il sushi talmente è bassa la temperatura.

Appoggiate le chiappe sul water, il che praticamente equivale a sedersi su un iceberg, e intanto dovete sollevare il cazzo di maglione extra-size fino alle scapole, perché la size è talmente extra che vi arriva alle ginocchia. Quindi, oltre al culo vi congelate la schiena.

Pisciate in quella che sembra un’eternità e poi ritornate sul divano, ma ormai la magia dell’inverno con tutto il romanticismo annesso e connesso è andata a farsi benedire, insieme al calore corporeo tanto faticosamente raggiunto. Ora bisogna:

  • riaccendere il fuoco
  • riavvolgersi nella copertina stando ben attente a coprire tutte le estremità del corpo soggette a surgelamento rapido (mani, piedi, orecchie eccetera) e trovare la giusta posizione vegetativa sul divano
  • aspettare che le mani siano arrivate ad una temperatura accettabile per farle riemergere dagli anfratti della copertina e avere il coraggio di prendere il libro e ricominciare la lettura
  • in tutto ciò sono passati 45 minuti e dovete pisciare di nuovo. Fanculo.

Signore e signori, avete appena cominciato a capire quanto tribolanti siano le tribolazioni dei freddolosi.

Ovviamente va precisato che se il freddo lo soffrite solo all’esterno perché vivete in un appartamento riscaldato 24 ore su 24 con una temperatura costante di trenta gradi e girate per casa con una semplice t-shirt normal-size e le infradito, non potete sapere di cosa parlo.

Prima di passare ad altre tribolazioni volevo fare un piccolo salto nel passato, e ricordare quando ero piccola e i miei genitori decidevano quello che sarebbe stato il look (invernale) della giornata. Beh, innanzitutto era STRA-TI-FI-CA-TO. Nel senso che vestirmi corrispondeva un po’ al gioco delle scatole cinesi, e adesso capirete perché.

Precisiamo che l’OPERAZIONE-VESTIZIONE si verificava di mattina, dopo che la allora bambina approssimativa riemergeva dal letto, e per letto intendo un materasso inguainato in lenzuola di FLANELLA e sormontato da montagne di coperte in lana sottomesse al caliente abbraccio di un piumone. Io non andavo a dormire: andavo a seppellirmi.

Per quanto riguarda la sopracitata vestizione, si cominciava col primo strato: una maglia intima in pura lana pizzicante e pruriginosa. Una roba che ormai credo (spero) sia diventata illegale. Si proseguiva con la camicia a quadretti rigorosamente in FLANELLA, abbottonata fino al collo, inutile specificarlo. Sopra la camicia la felpa/il maglione del giorno, di quelli talmente grossi che poi esplode la cerniera del cappotto quando provi a tirarla su.

Questa la parte di sopra.

La parte di sotto si difendeva altrettanto bene. Calzamaglia in lana colore shocking, fucsia possibilmente, e pantaloni in lana Merinos o in velluto completati da calzature FELPATE all’interno.

Completavano il caloroso insieme cappotto, sciarpa, cuffia e guanti. Uscivo di casa camminando come la bambola assassina. Mi si vedevano solo gli occhi, cosa che probabilmente mi distingueva da un’arma di distruzione di massa perché diciamocelo, se qualcuno mi avesse afferrata e lanciata contro un muro lo avrei sfondato.

Di certo penserete che sia cresciuta in Siberia.

Quasi. In Sardegna.

Ma in linea d’aria più o meno ci siamo, dai.

Insomma, questo piccolo excursus per spiegare che ovviamente, essendo abituata fin da bambina a coprirmi tanto e a stare bella al calduccio, il mio destino non poteva essere diverso: ero condannata alla freddolosità forever. Il problema è che non ho più le capacità di sopportazione di una marmocchia, quindi non esiste che indosso quattro strati di roba (anche perché poi sembro più grassa, col cazzo), e con i maglioni extra-size solo Chiara Ferragni e poche altre non sembrano incinta…e io non sono né Chiara Ferragni né poche altre.

Vediamo ora alcune tra le più tribolanti tribolazioni dei freddolosi, per esempio:

  • Quando sei coperta a dovere, borsa dell’acqua calda sulla pancia, doppie calze e pigiama-modello-sacco-a-pelo e si sta da Dio però all’improvviso ti si surgela la punta del naso. Parliamone.
  • I piedi ghiacciati sono un classico, così come è un classico schiaffarli sulla schiena del tuo fidanzato/marito/animale domestico. Se non hai il fidanzato o le varie alternative a disposizione e sei abbastanza snodata puoi sempre utilizzare la posizione tipica dello yoga, ovvero quella a gambe incrociate. Dopo dieci minuti hai i piedi caldi ma i muscoli delle gambe non più tanto reattivi. Altre soluzioni? Borsa dell’acqua calda sui piedi ma tenete presente che si congelano le mani e la pancia. A quel punto ritornare alla posizione precedente fino a perdere la sensibilità delle gambe e ricominciare il ciclo…è un mondo difficile, lo so.
  • Un po’ di movimento aiuta sempre! Qualche settimana fa sono andata al parco a camminare-veloce con una mia amica. Faceva un freddo boia ma passeggiando ci siamo scaldate a dovere…a parte le mie chiappe, che erano ghiacciate, e vi assicuro che non è una sensazione piacevole.

Beh, questa è la vita del freddoloso: il freddo è sempre un passo avanti a te, non c’è verso di batterlo. E sì, se ve lo state chiedendo la risposta è sì: sono una di quelle freddolose cagacazzo che d’inverno si lamentano del gelo e non vedono l’ora che arrivi l’estate poi d’estate rompono i coglioni perché hanno troppo caldo: il primo passo è ammetterlo, il secondo non infestare le bacheche dei Social Network con le lamentele sul clima: aberranti. Quasi quanto il freddo.

Vi lascio con una frase della poetessa Alda Merini:

Rifiuterò sempre il premio Nobel perché in Svezia fa freddo.

Se non altro non corro quel pericolo.

11 pensieri su “Le tribolazioni dei freddolosi

  1. Tutto verissimo, ma io soffro talmente il caldo che le tribolazioni dell’estate per me sono assi superiori a quelle dell’inverno (mi suda la testa, si scioglie il trucco, i vestiti appiccicati addosso… praticamente un mostro che il maglione oversize e la coperta di pile sono Versace!)

    Piace a 1 persona

  2. Sì, ma parliamo di una cosa importantissima. Quanto sono belle le lenzuola in FLANELLA che ti infili a letto, magari dopo averci messo mezz’ora prima la borsa dell’acqua calda, e non affronti il congelamento a contatto col corpo come succede con quelle di cotone?!

    Piace a 1 persona

      1. A perpetua memoria la mia ex coinquilina che mi insegue con una ciabatta dopo che le ho piazzato le mani gelate sul collo XD comunque battute a parte il problema fondamentale è che essendo costretta in ufficio tutto il giorno ho bisogno di muovermi e stare all’aria, al diavolo il clima.

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.