Peni famosi e dove trovarli (ma Napoleone ci delude un po’)

Su Napoleone se ne son dette di ogni genere: grande condottiero, grande stratega, grande uomo politico. Come avrete notato, l’aggettivo grande è sempre presente. Il medesimo aggettivo tuttavia pare non possa essere utilizzato per definire il suo walter, tanto per dirla alla Littizzetto.

Le dimensioni non contano, certo: anche una matita cortissima continua a disegnare, sempre che chi la usa sappia disegnare, ovviamente. In realtà non sappiamo se Napoleone fosse tanto vittorioso e geniale tra le lenzuola quanto lo era in battaglia; sappiamo tuttavia che ebbe moltissime donne, più di una moglie e diverse avventure extra-coniugali, e per quanto l’aspetto fisico non sia fondamentale (vedi Gabriele D’Annunzio), stando ai ritratti dell’epoca lui era pure un bell’uomo.

Napoleone
Immagine tratta da focus.it

Quello che non sappiamo è se tutte quelle donne fossero soddisfatte, ma pare che la prima legittima consorte del nostro eroe, ovvero Giuseppina, immediatamente dopo il matrimonio, avesse cominciato a sollazzarsi con un neanche troppo aitante ufficiale di nome Hippolyte Charles: un tizio abbastanza tarchiato con due enormi baffi…nulla di trascendentale insomma, ma a detta di tutti e tutte era un simpaticone, uno di quelli che ti metteresti in tasca per portartelo appresso tutto il giorno.

Del resto Napoleone non c’era mai, questo va detto, tra battaglie varie, dispute politiche, cazzi e mazzi storici, ‘sta poveretta doveva in qualche modo passare il tempo, no? Nel senso che magari il fatto che ce l’avesse piccolo non c’entrava niente.

Napoleone e Giuseppina

Forse.

Comunque, com’è che siamo a conoscenza delle misure?

La storia è la seguente: Napoleone muore il 5 maggio del 1821 nell’isoletta di Sant’Elena. Durante l’autopsia è presente anche un sacerdote, un certo Vignali, il quale non ha dimenticato una vecchia diatriba col defunto…non pensate a questioni politiche o altro: semplicemente il generale aveva preso per il culo il prete sostenendo che le sue prestazioni sessuali non fossero un granché. Sorvoliamo sul fatto che Vignali fosse un uomo di chiesa (d’altronde anche Rodrigo Borgia diventò papa), ma immaginatevi la contentezza del clerico nel constatare le dimensioni non esattamente napoleoniche del napoleonico augello.

Non pago di ciò, il Vignali pretende anche di tagliare la piccola protuberanza e portarsela via.

Un classico: provate a dire a un uomo che è poco intelligente e rimarrà impassibile, ma se vi azzardate a dirgli che non è bravo a letto farà un puttanaio. Come se poi io, alla morte della mia peggior nemica, le facessi tagliare le tette per mettermele in casa e ogni giorno svegliarmi, guardarle e pensare: “E comunque erano più grandi le mie, stronza.” Che soddisfazione, eh? Meno male che allora non esistevano cellulari e Social, altrimenti chissà cosa avrebbe combinato Vignali.

Da lì in poi il pene di Napoleone ne passa di tutti i colori. I discendenti del Vignali se lo tramandano fino al 1916 (che schifo ma va beh, a ognuno le sue reliquie), finché uno di loro si rompe i coglioni di avere questa porcheria sulla credenza e lo mette all’asta. L’oggetto passa di collezionista in collezionista, e non certo per pochi spiccioli, poi nel 1969 un urologo americano di nome Lattimer lo acquista per la bellezza di 3.800 dollari.

Da parte di un urologo in effetti c’era dell’interesse accademico, e studiando l’organo di Bonaparte Lattimer scopre che il suddetto misurava

“quattro centimetri e mezzo in stato di riposo che diventavano 6,1 durante l’erezione.”

Più o meno come il tubetto di un burrocacao. Come dire, bene ma non benissimo.

Il fallo imperiale si trova ancora a New York, forse ce l’ha la figlia di Lattimer o forse una clinica urologica della città, e chissà se verrà mai ribattuto all’asta. Più che altro fa un po’ specie pensare al grande, coraggioso, valoroso Napoleone Bonaparte che venne sepolto senza cazzo. Non è proprio il massimo.

Destino simile, misure differenti per un altro celeberrimo valter: quello appartenente a GrigoriJ Efimovič Rasputin, una specie di santone russo vissuto tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, noto anche per essere stato uno dei consiglieri più fidati della famiglia Romanov (quella di Anastasia, esatto).

Se Napoleone era un uomo di bell’aspetto, Rasputin invece era questo:

Rasputin

Non so voi ma io me lo sto già immaginando mentre mi rincorre in un bosco con una motosega in mano e la bava alla bocca. Eppure all’epoca era considerato un uomo estremamente affascinante, complici il suo saperci fare con le donne, lo sguardo da psicopatic…ehm, magnetico e una certa fisicità diciamo…imponente. Del pene di Rasputin si favoleggiava parecchio e a detta della sua biografa, Patte Barham, assomigliava ad una banana matura lunga una trentina di centimetri, mentre una delle figlie dell’uomo sosteneva che misurasse “33 centimetri abbondanti in piena erezione”.

No comment, comment voi se volete.

Rasputin, si sa, finì male, in quanto venne ucciso da alcuni aristocratici impauriti dall’eccessivo potere che aveva conquistato in così breve tempo. Non si sa come, non si sa perché, il cadavere venne ritrovato privo di pene…boh, forse a ‘sto punto evirare i defunti era una specie di tradizione, come per gli indiani lo scalpo. Si racconta che il mistico fallo fosse stato ritrovato da una cameriera che lo avrebbe rivenduto a qualcuno che lo avrebbe rivenduto a qualcun altro e così via, fintanto che il “coso” non arrivò nelle mani di Maria Rasputin, la figlia di cui sopra.

Quello che non capisco, sia nel caso del pene di Napoleone sia in quello di Rasputin, è come cacchio venissero conservati questi affari per arrivare integri alle figlie di e ai discendenti di. Mi auguro non mi succeda mai, ma quand’anche m’imbattessi in un organo maschile random e volessi conservarlo e tramandarlo ai miei figli, non avrei la più pallida idea di come non farlo decomporre. Poi controllo su Google, non si sa mai.

Comunque, riprendiamo il filo. Maria Rasputin muore e il fenomenale membro dello zio se lo aggiudica un certo Michael Augustine, che a sua volta lo vende alla casa d’aste Bonham. Qui gli esperti esaminano il gigantesco affare e approdano alla conclusione che trattasi non di umano pisello ma di un banalissimo e insignificante cetriolo di mare, ovvero questo:

cetriolo-di-mare
Immagine tratta da nationalgeographic.it

Eh, Napoleone, ti sarebbe piaciuto.

Sta di fatto che fino a qualche anno fa al Museo dell’Erotismo di San Pietroburgo all’interno di un barattolone di vetro era esposta questa cosa enorme lunga 33 centimetri con tanto di etichetta e foto a lato:

rasputin-pene

Ahimè, non siamo sicuri che fosse il cetriolone di Rasputin o un cetriolone di altro tipo. In ogni caso il museo ha chiuso da qualche anno quindi, se avevate in programma una gita a San Pietroburgo, beh, mi dispiace, non vedrete un bel cazzo, è proprio il caso di dirlo.

Bene, anche oggi ci siamo fatti una cultura…e d’ora in poi, ogni volta che leggeremo delle gesta del GRANDE Napoleone e delle sue GRANDI vittorie ci verrà un po’ da sorridere…per quanto riguarda Rasputin, complimenti per i 33 centimetri abbondanti ma io uno con quella faccia da killer non me lo sarei mai messo in casa.

Saluti!

Rasputin
Immagine tratta da readingclass.it

13 pensieri su “Peni famosi e dove trovarli (ma Napoleone ci delude un po’)

  1. Ahahahah mi hai fatto davvero morire dal ridere!! Povero Napoleone e povera Giuseppina, dubito che 6 cm siano abbastanza anche se accompagnati da talento… Ma soprattutto i tizi che si tengono i peni imbalsamati in casa che problemi hanno?

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  2. Ok grazie, son scoppiata a ridere in ufficio…fortuna son da sola (sigh). Comunque credo che vengano messi in formaldeide (la stessa che si usa per altri organi o animaletti), e Rasputin c’ha lo sguardo da psicopatico proprio che tipo che ti dice di andare in camera da letto e ti ritrovi sezionata in cantina.

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  3. Oddio che cosa macabra l’”augello” dentro al barattolo… però mi hai fatto tanto ridere con questo articolo! E’ qualcosa di cui nessuno parla in genere, brava 😀

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  4. Allora qui dobbiamo fare un accordo.
    Sono le 14:30, ho appena mangiato e apro il tuo post per farmi due risate.
    Le risate le faccio, resto allibita di fronte ai 6 cm di espressione artistica di Napoleone (dai, 6 cm!!!), poi vedo la foto del pipi di Rasputin e rigetto il pranzo.
    Già che Rasputin era quello che era, e se non ricordo male non moriva mai… Ma insomma, un avvertimento, un “immagini che potrebbero urtare la vostra sensibilità”, che almeno uno si prepara.
    Comunque Rasputin come John Holmes, chi l’avrebbe mai detto!

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  5. Secondo me l’abate non l’ha raccontata giusta… sarà stato di qualche chierichetto… adesso ho capito perché Rasputin non moriva. In realtà lui era morto, ma era il suo pistolotto che continuava a vivere trascinandosi dietro il padrone. Alla fine gliel’hanno dovuto tagliare, se no non lo fermavano più…

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