Avere quasi quarant’anni e accorgersi che dopotutto ‘sti cazzi.

A dicembre di quest’anno, 5 giorni prima di Natale, compirò i miei primi (e ovviamente ultimi) quarant’anni.

I luoghi comuni su questo argomento si sprecano: la vita comincia a quarant’anni (cit. Sophia Tucker che boh, chi è) potrai avere quarant’anni ma ci sarà sempre qualcosa che farai di nascosto da tua mamma (cit. Twitter), eccetera eccetera.

Sinceramente non so se la vita comincia davvero a quarant’anni, ma una cosa è certa, almeno per quanto mi riguarda: dai 35 in poi qualcosa (oltre il maledetto metabolismo, ovviamente) è cambiato. Più di qualcosa in effetti.

Per esempio…

Per esempio ‘sti cazzi

E diciamoci la verità: passiamo la vita a romperci le scatole per tutto, ma proprio un tutto universale. Dai sei anni in poi veniamo sbattuti a scuola e ok, studiare è importante, però CHEPPALLECAZZO. Fino ai 18 quindi sudiamo freddo preparandoci ad interrogazioni ed esami vari, nel frattempo abbiamo gli ormoni impazziti, i brufoli, il Topexan che lasciamo perdere e noi fanciulle dobbiamo pure sorbirci la gigantesca rottura di coglioni delle mestruazioni.

Poi diventi maggiorenne e pensi che finalmente tutto cambierà in meglio, ormai sei un adulto, potrai essere più indipendente, autonomo, libero e invece gli anni della scuola in confronto sono una passeggiata.

Comincia la stagione degli amori, quelli seri, quelli che in teoria dovrebbero avere la A di amore maiuscola e non la A di Aiuto-ma-quando-mi-sono-fidanzata-con-questo-cosa-avevo-fumato. Però a vent’anni non lo capisci  (spesso nemmeno a trenta e a quaranta), a vent’anni ti sembra che non puoi vivere senza di lui e che la tua vita sarebbe vuoterrima, quindi resisti stoicamente.

Poi ci sono anche le eccezioni, attenzione. Quelli che a 16 anni trovano la cosiddetta anima gemella e finiscono per sposarla e vissero felici e contenti per tutta la vita. Ma come diceva un celebre film, quelle sono eccezioni e noi non siamo le eccezioni, siamo le regole, quindi dopo il primo vero Amore capita che ne segua un secondo, che a volte è la copia del primo se non peggio, a volte è meglio del primo ma c’ha anche lui i suoi picchi di psicopatia non indifferenti, e a volte invece attraversi il trombamico-periodo…sono comunque tutte fasi necessarie per capire cosa ci piace di più (o cosa ci infastidisce di meno): la vita di coppia o quella da single.

Chi preferisce la vita di coppia è praticamente fottuto, perché il confine tra il trovare la persona con cui stai bene e quella con cui stai benino-ma-va-beh-mi-adatto, è davvero sottile, tanti auguri. Chi non è atterrito dalla singletudine avrà qualche seccatura in meno.

Tutto questo accade tra i venti e i trentacinque. Alle rogne amorose aggiungiamo quelle lavorative (sempre se si ha la fortuna di trovarlo, un lavoro): i colleghi stronzi, i titolari stronzi, il mobbing, lo sfruttamento, gli stipendi da fame, notti insonni, paranoie varie eccetera eccetera.

A un certo punto verso i trentacinque l’illuminazione: ti svegli e ‘sti cazzi.

‘Sti cazzi tutto.

Litighi con un’amica o con un collega o con il capo e ‘sti cazzi, dormi e mangi lo stesso. Il tizio che frequenti si comporta in modo strano e ti evita nonostante abbia parlato fino al giorno prima di figli e non dico che non ci rimani di merda ma dopotutto ‘sti cazzi. Ti chiedono di andare al cinema ma tu sei impigiamata e divanata dalle tre del pomeriggio e non inventi scuse, dici semplicemente che non ne hai voglia perché ormai ‘sti cazzi. Hai avuto una giornata di merda ma ‘sti cazzi, domani è un altro giorno, come giustamente disse Rossella O’Hara a Rhett Butler (e Rossella era una che di merda ne aveva presa parecchia, però ‘sti cazzi, andava sempre avanti).

Poi certo, se capitano sciagure serie ‘sti cazzi neanche un po’, ma quello è ovvio…lo puntualizzo se no gli haters mi asfaltano. Anche se va beh, ‘sti cazzi gli haters anzi, ne ho troppo pochi per i miei gusti.

E potrei continuare per ore: la cellulite? ‘Sti cazzi. Il culo piatto? ‘Sti cazzi. Le rughette che cominciano ad apparire sul viso? ‘Sti cazzi. Il Trono di Spade è arrivato alla stagione finale? Beh, no, questa è una TRA-GE-DIA. Non fatemene parlare.

E’ un po’ la filosofia de “Il magico potere di sbattersene il cazzo”, il famoso manuale scritto da Sarah Knight…lei per esempio a un certo punto si è rotta i coglioni di lavorare presso una importante casa editrice di New York, ha deciso di sbattersene il cazzo di un impiego che le causava parecchia ansia e si è licenziata per diventare scrittrice freelance, cosa che le ha permesso di vivere felice e da quel giorno se ne sbatte il cazzo di un po’ di tutto.

Beh, scusate se non applaudo ma, carissima Sarah, non è che sia proprio così facile. Nel senso: io tifo moltissimo per lo ‘sti cazzi mood, però fino ad un anno e mezzo fa lavoravo come cameriera, la qual cosa mi piaceva veramente pochissimo, e non ci voleva il genio di Einstein per capire che licenziandomi sarei stata meglio. Certo, ti puoi impegnare a cercare qualcosa che ti piaccia di più, ma nel frattempo l’affitto? Le bollette? Una pizza con le amiche? Un cinema? La bombola per la stufa?

Eh, non è che ‘sti cazzi tanto.

Onde per cui ok sbattersene il cazzo ma fino a un certo punto, e lo stesso vale per ‘sti cazzi, perché anche la filosofia-se-ci-pariamo-il-culo-è-meglio non va sottovalutata.

Detto questo, dall’alto dei miei 39 anni suonati, esclusa la salute, la famiglia, gli amici e il mio fidanzato (che per la cronaca non è del genere ok-questi-jeans-mi-stanno-un-po’-stretti-ma-magari-dimagrisco), vi dico quali sono adesso le mie priorità, cioè quelle per le quali ‘sti cazzi neanche un po’:

  • fare un lavoro che mi piace (o che almeno mi piaciucchia, che non è poco)
  • I dolci, soprattutto la Nutella, e tutto ciò che è fritto
  • Il blog
  • Il Trono di Spade
  • I libri
  • Altre stronzate che ora non mi vengono in mente

Per tutto il resto c’è ‘sti cazzi.

 

 

 

 

 

 

10 pensieri su “Avere quasi quarant’anni e accorgersi che dopotutto ‘sti cazzi.

  1. In effetti mi trovo a concordare sul fatto che passati i 35, ma forse pure un pochetto prima eh, inizi a fregartene di molte cose forse pure perchè inizi a dare loro un altro peso. Dopo anni che ti avveleni per il lavoro realizzi che visto che non salvi vite magari tutta sta agitazione è immotivata, che se l’amica x su un determinato frangente è testa di *bip* arrivata a questa età lo resterà a vita e quindi tanto vale non esasperarsi, che certe cose le puoi fare bellamente anche da sola senza aspettare fidanzati che non esistono e amiche incapaci di decidere qualcosa. Quindi si: over 30 il mood è sti cazzi!

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      1. Ma poi una cosa che a me manda in bestia è esser lasciata senza risposta. Se ti dico: guarda questa estate voglio andare qua, ti interessa? fammi sapere entro data x. E tu dopo 3 SETTIMANE non mi dici niente anzi al mio fartelo notare mi dici che si, volevi chiamarmi ma non c’è stato tempo (manco fossi l’amministratore delegato amazon) e quindi hai ben pensato che evitare di mandare anche solo mezzo whatapp fosse una buona idea…beh cara, forse se vorrai fare un viaggio è il caso che ti sbatta perchè da me proposte ne avrai zero.

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      2. E vogliamo parlare delle migliaia di messaggi che ci si scambia per mettersi d’accordo su dove andare a bere un aperitivo? Per concordare l’orario? Io se una cosa mi va bene scrivo ok, se no nisba. Ugualmente quando propongo qualcosa scrivo posto e orario, chi c’è bene, chi non c’è bene lo stesso😏

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  2. Allora, io non sono tanto una persona che “sti cazzi”, perché rimugino sempre su tutto e addio tranquillità.
    Deve essere perché sono ancora giovane. Ah no, ho 38 anni suonati… vado a rimuginarci sopra un po’.

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