Lezioni di ansia, ovvero come farsi venire l’ansia e aumentarla in modo esponenziale

Oggi vorrei rivisitare qualche celebre detto, tipo questo:

“La madre degli stronzi è sempre incinta.”

Sì, ma anche quella degli ansiosi non scherza mica.

Oppure quest’altro:

“La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo.”

E pure l’ansia non è che abbia bisogno di occhiali.

Credo che tutti, chi più chi meno (con immensa invidia per i “chi-meno”) soffriamo d’ansia, e non ho la più pallida idea di come si possa risolvere/dominare/ridurre questo problema.

Però so come peggiorarlo anzi, mi reputo un luminare in materia. Qualcuno dovrebbe pensarci su e assegnarmi l’ansia ad honorem o qualcosa del genere, ma senza cerimonia ufficiale perché poi chiaramente avrei l’ansia da palcoscenico e l’ansia di scegliere cosa mettermi per l’occasione e l’ansia di dover parlare in pubblico e l’ansia dell’ansia di tutte queste cose insieme.

Ciò detto, e prima che mi venga l’ansia per qualcosa, cominciamo con le mie praticissime lezioni della medesima, ovvero:

Come farsi venire l’ansia e aumentarla in modo esponenziale

  • Lezione n. 1

Parola chiave: RIMUGINARE

Avete presente quel momento lì, quello tanto carino in cui, dopo una lunga ed estenuante giornata di lavoro finalmente vi stravaccate a letto, vi avvolgete nelle coperte, chiudete gli occhi e il corpo comincia a rilassarsi preparandosi ad un sonno ristoratore?

Ce l’avete presente?

Io no.

Perché requisito fondamentale per ansiarsi ancora più del solito è stravaccarsi a letto, avvolgersi nelle coperte, chiudere gli occhi e cominciare a rimuginare abbestia.

Rimuginare su cosa?

Beh, c’è l’imbarazzo della scelta e, a meno che non siate super fortunati, ci sarà pure quel piccolo dettaglio che avrà reso la vostra giornata una giornata di merda…che ne so, magari la sera prima avete mangiato un’ insalatina di carote insieme ad una tisana depurativa al finocchio e la mattina siete saliti sulla bilancia e magicamente avete scoperto di pesare un chilo e mezzo in più. Oppure siete andati al lavoro, durante il tragitto un piccione vi ha cagato in testa e di seguito avete discusso con un collega e non siete riusciti a rispondergli a tono, perché ancora mezzo addormentati nonché indisposti dalla precedente cagata volante.

Scegliete quindi la cosa che più vi ha infastidito o meglio, riepilogatele tutte quante insieme e iniziate a rimuginarle, possibilmente ingigantendo l’accaduto e compiendo voli pindarici che vi porteranno ad assurdi collegamenti con episodi traumatizzanti della vostra vita passata (tipo i ragazzini che vi prendevano in giro per il cognome alle scuole elementari). Nel frattempo aggiungete ansia all’ansia progettando piani fantascientifici (che attenzione, sul momento vi sembreranno idee geniali) sulla dieta crudista che comincerete l’indomani e su come eliminare tutti i piccioni della terra e il collega rompicoglioni senza essere arrestati.

Ansia a palla.

Con un po’ di fortuna vi addormenterete alle 4 del mattino con l’ulteriore ansia di sapere che la sveglia suonerà esattamente due ore dopo.

  • Lezione n. 2

Parola chiave: RIMANDARE.

Tutti noi abbiamo qualcosa di importante da fare che rimandiamo in continuazione. Personalmente sono una maestra nella nobilissima arte-del- rimando, soprattutto quando si tratta di dover rivelare a qualcuno di aver combinato una cazzata colossale (il che mi capita abbastanza spesso).

Per esempio anni fa, mentre lavoravo in un bar, dovendo dare il resto ad un cliente e ritrovandomi senza monete in cassa, avevo preso due euro dal contenitore delle mance, ovviamente dimenticandomi di segnarlo e quindi di colmare il “buco”. Il giorno successivo il titolare (che a quanto pare ogni sera contava le mance del personale, capire perché sarebbe quasi interessante) era andato su tutte le furie, montando un caso mediatico sulla mancanza dei 2 euro e facendo il terzo grado ad ognuna delle dipendenti. Allora ancora giovane, inesperta e abbastanza colpita dalla reazione inconsulta dello stronzo, non ero riuscita a rivelare la mia colpevolezza, e avevo passato una settimana infernale cercando il coraggio di dire cosa era successo e ansiandomi a manetta. Chiaramente l’ansia aumentava ogni giorno di più anche perché le mie colleghe, ignare di tutto, continuavano a parlare del fattaccio elaborando teorie complottiste secondo le quali era stato il titolare stesso a levare i due euro di merda per poterci poi accusare e creare scompiglio e rivalità tra i colleghi.

Nel frattempo io sudavo ansia.

Da persona matura avrei dovuto raccontare cosa era successo IM-ME-DIA-TA-MEN-TE. Tuttavia in questo modo l’ansia non sarebbe aumentata, perché è ovvio che per intensificarla sia necessario rimandare ad oltranza ciò che dovrebbe essere fatto il più presto possibile: ora grazie a me lo sapete anche voi, potrete applaudire alla fine della lettura di questo post, grazie.

  • Lezione n.3

Parola chiave: SPOILER

Tempi duri, questi, soprattutto per me e per tutti i fan sfegatati del Trono di Spade. L’ultima stagione della serie è in corso e per evitare qualsiasi sorpresa sgradita ogni lunedì dovrei mettere la sveglia alle tre del mattino, alzarmi, vedere la puntata in contemporanea con gli Stati Uniti e il giorno dopo non avere l’ansia di aprire Facebook e beccare il coglione di turno che spoilera cosa è successo.

Ma in questo modo passerei una giornata senza ansia…o meglio, avrei “soltanto” l’ansia di aver dormito poco e di dover lavorare e poi tornare a casa e recuperare un po’ di sonno e di conseguenza ansiarmi al pensare che poi però la sera potrei addormentarmi molto tardi. Tanto vale ansiarsi all’ennesima potenza aspettando il lunedì e trascorrere il giorno con il terrore degli spoiler. Per raddoppiare l’angoscia niente di meglio che aprire Facebook o Instagram e trovare lo spoiler del coglione di turno di cui sopra, chiamare poi il proprio fidanzato per lamentarsi, sentirsi dire :“Ma lo sai che non devi controllare i Social, perché lo fai?” e rifugiarsi in un colpevole silenzio.

La risposta è che lo faccio per aumentare l’ansia, che domande, se no che razza di ansiosa sarei.

Vi lascio con qualche altra piccola perla ansiogena:

  • fare shopping anche quando sai che stai per esaurire i soldi nella carta di credito.
  • citare un argomento del quale non sai un cazzo con qualcuno che magari su quell’argomento ci ha scritto quindici saggi.
  • sorridere stupidamente dopo aver sentito una frase che non hai capito bene ma non hai avuto voglia di chiedere che venisse ripetuta, col rischio che ti domandino se hai capito quello che ti è appena stato detto.
  • non chiedere il significato di una parola che non conosci durante una conversazione col pericolo di ritrovarsi poi a doverla spiegare a quello che giustamente ha chiesto cosa volesse dire quella parola.
  • sparlare di qualcuno sapendo che potrebbe materializzarsi alle tue spalle da un momento all’altro.
  • salire sulla bilancia dopo aver mangiato due pizze e una carbonara.

Buona ansia a tutti!

P.S.: se avete ulteriori consigli ansiogeni siete pregati di diffonderli e condividerli nello spazio riservato ai commenti.

 

 

 

 

 

3 pensieri su “Lezioni di ansia, ovvero come farsi venire l’ansia e aumentarla in modo esponenziale

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