Come non diventare influencer su Instagram e altri modi pratici per capire che in realtà chi ti s’incula?

Io da grande speriamo che divento influencer, guadagno un sacco di big money e per tutto il giorno e tutti i giorni non faccio altro che immortalare momenti magici della mia vita, tipo quando faccio colazion…ah no, non ho la tovaglietta figa, i fiori secchi, alle sette del mattino sto morendo di fame e non ho granché voglia di spargere semini e frutta secca intorno alla scodella di porridge con lamponi e fragole e il porridge mi fa cagare.

Eh niente, mi sa che non c’ho la stoffa per influenzare proprio nessuno (al massimo vi posso attaccare un raffreddore), anche perché ora che ci penso ci sono un bel po’ di altre cose che non combaciano con quello che dovrebbe essere il profilo tipo della influencer di successo.

Oddio, non che non ci provi ogni tanto. Capita abbastanza spesso che mi ricordi di fotografare quello che sto per mangiare prima di avventarmi sul cibo con la bava alla bocca, farci la storia su Instagram e taggare il posto in cui mi trovo, così tutti i miei milletrentotto follouers godranno dell’immenso piacere di sapere dove mi trovo e cosa mi accingo a divorare. Un secondo e mezzo prima di postare il tutto mi sfiora il vago pensiero che in effetti i miei milletrentotto follouers potrebbero sbattersene altamente il cazzo di quello che sto facendo e specialmente di quello che sto mangiando: è un attimo di lucidità che ho deciso di chiamare il Ma-chi-ti-s’incula-moment, e purtroppo è un moment che il popolo dei Social e gli aspiranti influencer non conoscono o, se lo conoscono, devono ignorarlo con finta nonchalance.

Comunque ormai mi sono rassegnata, non diventerò mai una influenzatrice, non farò mai big money e dovrò continuare a sgobbare alla grande, e tutto questo perché non seguo le regole di Instagram, ovvero:

  • Essere positivi, amanti della natura e traboccanti di amore per la vita

Sembra difficile, in realtà è sufficiente andare al mare, scattare una foto decente, postarla e sotto scrivere:

“Di fronte al mare la felicità è una cosa semplice”.

Banalotto ma sempre efficace. In alternativa fotografate un cazzo di panorama decente (possibilmente evitando cornicioni cagati dai piccioni e pali della luce in mezzo ai coglioni), googlare una qualsiasi frase di Osho o di Paulo Coehlo e fare copia-incolla; per esempio questa:

Quando tutti i giorni diventano uguali è perché non ci si accorge più delle cose belle che accadono nella vita ogni qualvolta il sole attraversa il cielo.

Andrà bene per un paesaggio qualsiasi, compresa la piantina di basilico sul balcone illuminata dal sole.

  • la foto di uno spritz al giorno toglie il medico di torno

Ma anche quella di un bel bicchiere di vino, una birrozza ghiacciata, un amaro, quello che volete. Se avete ordinato pure il tagliere di salumi e formaggi ancora meglio, potete azzardare poi qualche frase simpatica sull’alcolismo galoppante e la prova costume (intendendo per costume quello da strega di Carnevale). In mancanza di idee andrà benissimo qualsiasi aforisma di Bukowski, tipo:

I pazzi e gli ubriachi sono gli ultimi santi della terra.

Et voilà, figurone assicurato.

Con chi?

Beh, con quelli che vi s’inculano, ovvio.

  • trasudare strafighezza e usare molti filter

Nel caso dei maschietti è d’uopo andare in palestra e pomparsi a suon di selfie che sottolineino il bicipite, il tricipite, il quadricipite e qualsiasi cipite, basta che guizzi, non sia troppo peloso e debitamente sudato, aggiungendo poi gli hashtag: #neverbackdown-#palestratime-#volereèpotere-#motivation.

Se siete esponenti del gentil sesso e non assomigliate a Belen Rodriguez, andateci pesanti con i filtri, gonfiate il gonfiabile e sgonfiate lo sgonfiabile, allungate l’allungabile e accorciate l’accorciabile, ingrandite l’ingrandibile e rimpicciolite il rimpicciolibile, il tutto in nome di canoni di bellezza stereotipati secondo i quali ho di recente scoperto che la taglia 42 is the new 50.

Vietato pensare che del resto, anche dopo essere riuscite a postare una foto in cui sembri che il vostro giro vita sia di 60 cm e non di 89 e aver ripulito il viso da rughe ed eventuali, gli unici che vi s’inculerebbero sarebbero dei maschioni arrapat…ehm, sinceri cultori del bello femminino. Ah si, anche le amiche che scriverebbero “Wow che gnocca” nei commenti e proseguirebbero la conversazione su Whatsapp chiedendovi che dieta avete fatto.

Inutile specificare poi che sotto la foto in questione andrà scritta una frase profonda, che ben si adatti al vostro culo/tette in primo piano…non so, spaziate: un frammento di poesia di Emily Dickinson, una riflessione metafisica di Kant o il caro, vecchio inglese: con un bel “love myself” andate sul sicuro e non ci pensate più.

  • tutto fa “storia su Ig”

Se Chiara Ferragni cominciasse a fare storie su Instagram anche mentre è seduta sul water a cagare in un certo senso lo capirei. Non capisco invece l’aspirante influencer che tra parentesi non è Chiara Ferragni, ha 192 follouers, non vende niente e posta storie a manetta: va al bar a bere un caffè e subito storia; passano 3 minuti e mezzo e posta la storia sul fondo della tazzina del caffè appena bevuto; dopo 4 minuti ecco la storia con il video che mostra la vetrina delle paste del bar; 6 minuti dopo un mini-video dove si lamenta dell’estate che non arriva, poi per fortuna va a lavorare e tace per qualche ora, ma durante la pausa ecco la storia sulla sua scrivania fintamente disordinata e gli hashtag: #aiutatemi-#hobisognodiferie.

La domanda è sempre la stessa: a parte i tuoi genitori, la tua fidanzata/o, qualche amico armato di santa pazienza, di preciso chi ti s’incula? Soprattutto quando posti cose poco interessanti, nel senso che sono le stesse che facciamo tutti ogni sacrosanto giorno senza intasare Instagram perché insomma, obbiettivamente, nel profondo del nostro cuore lo sappiamo che non ci s’incula nessuno o quasi, giusto?

Concludo intanto ringraziando A)Maria Millarte del blog Around Me  che con questo post su Instagram mi ha ispirata e B)il mio piccolo pubblico di lettori (che fortunatamente mi s’incula); inoltre tengo a precisare che anche la sottoscritta ogni tanto si scorda del “ma-chi-ti-s’incula-moment” e posta stories e foto ad cazzum a volte anche banali (tipo quelle in cui parlo della Nutella o del Trono di Spade). Mi riprometto tuttavia, appena arriverà l’estate, di andare al mare e allietarvi con una foto di me medesima in costume con cellulite, pancetta e la mia dignitosa taglia 42, senza filter e senza didascalie contenenti frasi di Epicuro per far capire che oltre alla cellulite ho anche un cervello. Che a volte funziona, anche se adesso dovrebbe suggerirmi una maniera brillante per congedarmi ma non gliela fa, inutile sforzarmi.

Se mi viene in mente qualcosa faccio una storia su Instagram, #salutiebaci.

 

 

4 pensieri su “Come non diventare influencer su Instagram e altri modi pratici per capire che in realtà chi ti s’incula?

  1. Io le provo tutte, ma la mia genetica mancanza di fighezza emerge in tutte le storie e foto che pubblico, alle quali tendenzialmente mia sorella, le mie cugine e le amiche più care rispondono sempre con “non la potevi evitare la solita faccia da ebete?”

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  2. Ahahahah mi hai fatto venire in mente una fashion blogger di cui non farò il nome che si pialla così tanto la faccia che quando l’ho vista in versione natür nelle Stories di un’altra blogger era irriconoscibile. Perché quando vuoi fare l’influencer e non sei né la Ferragni né Belen c’è sempre il Photoshop selvaggio

    Piace a 1 persona

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