“Grisare” is the new friendzonare e altre perle degli adolescenti di oggi

Da quando insegno in un Liceo (troverete maggiori dettagli in merito qui) mi sono ritrovata a dover affrontare un mondo per me completamente nuovo e sconosciuto: quello degli adolescenti di oggi.

A-DO-LE-SCEN-TI.

Prima di cominciare a lavorare a scuola queste cinque sillabe mi terrorizzavano più di quelle della parola “insalatona”. Figuratevi quando ho realizzato che per circa cinque mesi ogni santissimo giorno avrei avuto a che fare con ragazzine e ragazzini tra i 14 e i 15 anni, sì, esatto, quelli che guardi orripilata mentre li sorprendi a sputare per strada e poi ti bloccano per chiederti una sigaretta chiamandoti “SIGNORA”.

Certo, anche io ho avuto 14 anni, e per quel poco che ricordo la celebre “crisi adolescenziale” l’ho vissuta in pieno. Magari avevo il buon gusto di non sputare a casaccio ma tutto il resto c’era: pianti improvvisi, sbalzi d’umore (ma definirli sbalzi in realtà è abbastanza riduttivo), rapporto complicato con il cibo e con il mio corpo, insofferenza verso gli adulti, i professori e la vita in generale e insomma, ora che rileggo l’elenco non sono più tanto sicura di avere 39 anni e non 15.

In base alla mia ancora scarsissima esperienza come insegnante e considerando alcune cose che ho notato, beh, a occhio e croce l’adolescenza è ancora un gran bel periodo del cazzo: non è cambiato niente, almeno interiormente.

Esteriormente invece sono cambiate parecchie cose, a partire dall’abbigliamento fino ad arrivare al lessico, che ovviamente è piuttosto “colorito” dal punto di vista parolaccesco, ma contiene anche alcune espressioni diciamo simpatiche.

Vediamo insieme quali sono le differenze tra gli adolescenti di ieri e quelli di oggi.

Ma come ti vesti?

La prima volta che sono entrata in una classe del Liceo ho pensato di essere stata catapultata per errore in una puntata di Beverly Hills 90210: ero circondata da piccole sosia di Kelly Taylor e Brenda Walsh. Un tripudio di top corti aderentissimi, ombelichi all’aria, jeans stretti nel migliore dei casi, leggings semi-trasparenti nel peggiore, sneakers d’ordinanza, il tutto sormontato da capelli liscissimi degradati, mechati, balayagiati, trucco alla Moira Orfei e unghie perfette, laccate nei colori più trendy del momento.

Cioè, alcune dimostravano 35 anni, non 14. Se poi le guardavi da vicino vedevi patacconi di fondotinta che a Clio make up sarebbe venuto un ictus…oppure un giorno erano bianche cadaveriche col rossetto viola, il giorno dopo non le riconoscevi perché sembrava fossero state un mese in Senegal da quanto phard avevano.

Io invece a 14 anni ero questo:

rbt

Scusate la scarsa qualità dell’immagine ma non ne avevo di migliori a portata di mano e comunque, ve lo assicuro, in questo caso la poca nitidezza è un bene.

Per quanto riguarda i ragazzi invece, esiste un certo dualismo: alcuni sono in piena Nerditudine, Topexan-dipendenti, sciatti e talmente timidi che a momenti ti viene il dubbio che siano muti o che Giucas Casella li abbia appena ipnotizzati. Altri sono bestioni stile Ivan Drago, che pensi se a 15 anni sei così a 23 come minimo vai a sfidare John Cena in una puntata di vecchie glorie del wrestling; poi magari capita che tu, dal basso dei tuoi centosessanta centimetri scarsi devi anche sgridarli, questi armadi vaganti, e fa un po’ strano, bisogna ammetterlo.

Per quanto riguarda il look vestono jeans strettissimi rigorosamente strappati, felpe all’ultima moda con cappuccio dal quale con estrema difficoltà sfilano la testa e quando lo fanno scoprono ciuffi talmente esagerati che nemmeno se mi cotono i capelli per due ore raggiungo quel volume. Sorseggiano il caffè delle macchinette come se fosse pregiato whisky, fumano le sigarette elettroniche e capita spesso di sorprenderli mentre passeggiano lungo i corridoi scolastici con la lingua di fuori…guardandoli più attentamente capisci poi che si stanno solo scattando un selfie. Già, le ragazze li fanno con la bocca a culo di gallina, i ragazzi con la lingua penzoloni, come Gene Simmons dei Kiss ma con leggermente meno carisma.

Neologismi e dove trovarli.

Per quanto riguarda il lessico, all’inizio ho avuto qualche perplessità, anche perché non avendo figli né amici o conoscenti con figli adolescenti non avevo idea di come parlassero adesso i “giovani”.

Considerate che vivo in Sardegna e i “neologismi” che usano i ragazzi a scuola a quanto ho capito sono un misto di italiano e sardo, per esempio:

  • Intreulàre: quando stai cercando di spiegare una cosa ma vai nel pallone e non ti ricordi più un cazzo, tipo:

“Andrea, qual è il passato remoto di cuocere?”

“Io cuochi..ehm, no, io cuocei…no, neanche quello. Boh, prof, mi sto intreulàndo.”

  • Alluàre: quando vedi un adolescente con l’espressione da bradipo in trance e la bocca semi-spalancata che fissa il vuoto allora si dice che è alluàto:

“Alessia, ti senti bene?”

“Eh? Sì, prof, scusi, sono tutta alluàta.”

  • Grisàre: l’esatto corrispondente di FRIENDZONARE.

“Giulia, ma dov’è finito il tuo fidanzato?”

“Prof, l’ho grisato perché si è fatto un selfie e lo ha messo su Instagram e un sacco di pivelle gli hanno messo like.”

E io penso sempre “fidati che lo fanno anche a 45 anni” ma non lo dico mai, è giusto che si allenino a grisare fin da piccoli.

  • B.F.F.: una sigla ci voleva. Sapevo il significato di MILF ma questa proprio non l’avevo mai sentita. In realtà è molto carina e sta per Best Friends Forever. Che teneri.

L’alimentazione-spazzatura.

Seeeee, lo sappiamo, bisognerebbe mangiare sano: frutta, verdura, yogurt, roba integrale, zenzero, curcuma, semi di ogni genere.

Spiegatelo ai ragazzini.

Quando io andavo a scuola i distributori automatici non c’erano, al massimo ci si fermava al negozio vicino al Liceo per comprare un pacchetto di crackers o la merendina sfusa. Diversamente le mamme ci dotavano dei sopracitati e onnipresenti crackers, del panino con mortadella (o Nutella nel mio caso) o della crostatina Mulino Bianco che puntualmente ripescavamo dallo zaino in stato di avanzata polverizzazione.

E nel 2019?

Nel 2019 due ragazzi su cento portano il panino da casa. Tutti gli altri sono dipendenti dalle patatine dei distributori automatici e dopo una settimana di scuola ho capito perché. Le prime volte andavo al lavoro con nella borsa un pacchetto di Pavesini, una barretta light, crackers integrali o simili boiate pseudo-sane. Poi un malaugurato giorno mi dimentico la boiata pseudo-sana, mi piazzo davanti alla macchinetta pronta ad acquistare lo snack Vitasnella ipocalorico e mi ritrovo davanti il paradiso: Mars, Kitekat, Oreo, Grisbì e un universo di Tuc, patatine e roba salatissima e croccante.

Con un misto di vergogna e senso di colpa ho dato uno sguardo alla collega fisicata che sbocconcellava un finocchio, all’altra che mangiava un kiwi da un contenitore di plastica, l’altra ancora che gustava uno yogurt zero-grassi. Ho inserito il mio euro e ho acquistato un pacchetto di misteriosi cuscinetti croccanti al gusto di pollo arrosto.

Non potete capire quanto cazzo erano buoni. Me ne sarei mangiata altre dieci confezioni, insieme a venti lattine di Coca-Cola e alla fine forse col kiwi ci avrei preparato una maschera anti-occhiaie..

La differenza tra me e l’adolescente tipo è che io ho quasi 40 anni e dopo un pacchetto di Tuc devo fare una gastroscopia e stare a dieta per due mesi, l’adolescente ne può ingurgitare venti senza nemmeno l’ombra di un rutto.

Quindi insomma, non me la sento di biasimare i giovani per l’alimentazione scorretta. Speriamo poi che a casa mangino meglio, che vi devo dire.

Alla luce di quanto detto sono quindi felicissima di avere l’età che ho, e non vorrei mai e poi mai rivivere l’adolescenza…eccezion fatta per il metabolismo, quello di quando avevo 14 anni lo rivorrei eccome.

Tutto il resto è un gigantesco intrèulo e io non mi voglio intreulàre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

8 pensieri su ““Grisare” is the new friendzonare e altre perle degli adolescenti di oggi

  1. Stavo per risponderti che forse no mangiano tutti così male, ma in questo esatto momento ho ricevuto un messaggio dal nipote 16enne che mi spiegava con tanto di foto + messaggio vocale, di aver appena provato una super mega novità in un negozio di Pistoia: un succo di mango misto a tè verde con dentro palline da succhiare che “esplodono” in bocca per secernere succo frizzante sempre al mango (o altro frutto a tua scelta).
    Ma questa cosa è legale?

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  2. BFF è un termine abbastanza datato. Qualche anno fa mi ero presa un’influenza epica e avevo passato le giornate a guardare un intelligentissimo programma che si chiamava “Paris Hilton British BFF” o qualcosa del genere in cui un gruppo di ventenni doveva dimostrare resistenza estrema partecipando a tutti i party di Paris per diventare la sua migliore amica durante le trasferte inglesi! Se ritrovi i video puoi citare l’origine della parola 😉

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