Quando sono stata lasciata per il mio blog di merda

Qualche tempo fa sono stata lasciata dal mio ormai ex fidanzato per il mio blog di merda, o meglio (e qui cito testuali parole): “Ti lascio anche per quel tuo blog di merda!”

Esagerato.

In realtà poi ho capito che il mio povero, innocente blog-di-merda non era certo la causa scatenante…tuttavia, se ha contribuito anche solo in minima parte alla fine di quella love story che dire, gli devo fare una statua a questo blog-di-merda. Non ho la più pallida idea di come possa essere la statua di un blog ma pensiamoci, perché veramente meriterebbe.

Con tutta probabilità non ci state capendo nulla, quindi vi delizierò con un riassuntino veloce.

Sono stata insieme a un ragazzo per diversi anni: una storia abbastanza travagliata, di quelle che ti capitano almeno una volta nella vita, quelle che, per intenderci, magari chiuderle un 4/5 anni prima non sarebbe stato male.

Ma del senno di poi son piene le fosse (questa è l’unica frase che mi ricordo de “La coscienza di Zeno”, non vedevo l’ora di sfoggiarla) e insomma, è andata a finire che abbiamo trascinato, e trascinato, e trascinato, e ammetto che se lui a un certo punto non avesse preso la decisione definitiva di scaricarmi forse avremmo trascinato ancora e ancora e ancora.

Comunque, fatto sta che, dopo circa una settimana in cui si comportava in maniera “strana”, una sera è tornato a casa e mi ha letteralmente imbastito un ragionamento piuttosto fumoso…non ricordo ora le parole precise ma grossomodo e in sintesi il motivo per cui mi stava mollando era che aveva bisogno di ritrovarsi e stare con sé stesso.

Non so che puntata avesse visto di Dawson’s Creek ma a occhio e croce quella in cui Joey liquida il povero Dawson dicendogli che vuole ricongiungersi con il suo vero-io per poi congiungersi invece con un tizio moro dagli occhi azzurri che sembrava appena uscito da un set fotografico di Men’s Health, e fanculo il vero-io, lo possiamo cercare con calma più avanti.

Sul momento ci ho anche creduto alla balla metafisica del ritrovare il proprio essere. Il giorno dopo, un attimo più lucida, ho iniziato a riflettere: ma vuoi vedere che vero-io ha un nome, un cognome e pure un paio di tette?

In effetti, non mi sbagliavo: ero appena stata dawsonata.

Ora, lungi da me lanciarmi in una filippica politicamente ed eticamente corretta sul tradimento: a suo tempo (e più o meno come credo il 98% dell’umanità intera) le corna le ho subite, le ho fatte, le ho ri-subite e non ho problemi ad ammetterlo. Lungissimo da me soprattutto l’avercela a male con vero-io questa ragazza che in tempi record è passata da amante a fidanzata in carica. D’altronde non era una mia amica e ha agito nel suo interesse anche perché poi, diciamocelo, una relazione non finisce solo perché ti innamori di un altro o di un’altra: ti innamori di un altro o di un’altra perché evidentemente la storia non va più, ha delle falle. Oppure boh, in effetti può anche capitare che si perda la testa per Tizio o Caio o Sempronio e in quel caso ben venga che ti lascino: a chi giova tenersi un compagno/a che si strugge per qualcuno che non sei tu?

Tutto questo per dire che sono stra-felice di essere stata mollata, soprattutto perché dopo pochi mesi ho conosciuto quello che diventerà il mio futuro marito quindi, una volta tanto e nonostante detesti proverbi e frasi fatte, lo posso affermare con cognizione di causa che per me finalmente si è chiusa una porta e si è aperto quel cazzo di fantomatico portone che pareva proprio non esistesse.

Non voglio nemmeno lagnarmi del fatto che non mi sia stato rivelato subito il vero motivo per cui venivo piantata: ci vogliono i contro-coglioni per essere così sinceri, capisco sia più facile utilizzare frasi fatte pseudo-filosofiche piuttosto che un secco “guarda che mi sto innamorando di un’altra persona anzi ops, ti ho tradita, rimaniamo amici?”. In fin dei conti non esiste un modo delicato per lasciarsi…beh, a parte Marina Abramović e Ulay Laysiepen che per dirsi addio si erano incontrati dopo 90 giorni di cammino a metà della Muraglia Cinese ma insomma, al massimo qui in Sardegna il mio ex poteva propormi un trekking sulla Sella del Diavolo e lo avrei mandato istantaneamente a quel paese: a quel punto meglio il classico ti-devo-parlare. E poi diciamocelo, lasciare non è per niente facile, soprattutto quando (triste, lo so, ma vero) ci sono altre cose in ballo: mutui, famiglie, figli (per fortuna non ne avevamo), paura di rimanere da soli, conti da chiudere e da aprire eccetera eccetera.

Però, cazzo, il mio povero blog-di-merda cosa c’entrava?

Poi l’ho capito. Semplicemente la storia era arrivata al capolinea già da un pezzo ed entrambi avevamo sviluppato una certa, come dire, intolleranza verso alcuni aspetti del nostro carattere e soprattutto verso alcuni dei nostri hobby.

Io avevo il blog-di-merda e sul momento, quando questo mi è stato “rinfacciato”, non ho avuto la prontezza di rispondere a tono ma ora che è passato un po’ di tempo mi prendo la soddisfazione di dirlo, perché in realtà (e come è normale che sia) anche io mi ero rotta grandemente i coglioni di un bel po’ di cose: vogliamo parlare delle tue biciclette di merda? E che palle ogni volta discorsi di cinquanta minuti su quale colore fosse meglio per dipingere il telaio di merda, meglio rosso o verde secondo te, quando secondo me poteva farlo anche tigrato, rivestirlo in pizzo nero, usarlo come mattarello fashion e stenderci la pasta per i ravioli per quanto me ne fregava.

Ah, e parliamo anche dei tuoi gruppi e delle tue pagine Facebook di merda, che quando finalmente ho potuto togliere il like e smettere di leggere i post che venivano pubblicati e i litigi virtuali di gente che si accapigliava per comprare un bullone di merda ho festeggiato per tre giorni di fila (con tutto il rispetto per i bulloni e chi li ama, sorry).

E considerato il fatto che il mio blog-di-merda nemmeno lo leggevi mi chiedo come facessi a sapere che tipo di blog era, di cosa parlava, se era scritto bene, male o così così, se era seguito o se non se lo inculava nessuno, se insomma era davvero appropriata la definizione blog-di-merda perché la merda è una cosa seria, non si appioppa a casaccio, bisogna motivarla.

Bene, potrei continuare per un bel pezzo ma direi che di merda ne ho avuta abbastanza, quindi termino con i saluti e rinnovo i sentiti ringraziamenti per essere stata lasciata…ringraziamenti da parte mia e del mio blog,che magari sarà anche un blog di merda ma almeno a qualcosa di buono sarà servito.

14 pensieri su “Quando sono stata lasciata per il mio blog di merda

  1. La merda è un aspetto molto importante della vita, non capisco perché la si usi per offendere. Cagare è cosa buona e giusta e infatti il mio concittadino Benigni ci ha fatto pure una canzone.
    Detto ciò: bravo blog di merda! A me piaci e mi fai riderone, e poi servi anche a liquidare compagni di… no, di merda no, aggiungi a tuo piacere una cosa veramente brutta e inutile. Insomma, proprio come quel fidanzato lì 😂

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  2. Ottima sintesi! Io ho fatto outing solo da poco del mio essere blogger e il mio prossimo futuro fidanzato dovrà essere bravo a fare foto in maniera da poterlo arruolare come “Instagram husband” ahahah
    PS: non ho esperienza di ex appassionati di ciclismo, ma posso raccontarti terribili aneddoti su altri hobbies!

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  3. No aspetta, ti ha mollato dicendo che era (anche) per il tuo “blog-di-merda”? Ma se scrivi molto bene!
    Poi ehi, in una relazione ci si viene incontro sugli hobby degli altri, come tu hai fatto con le sue bici e le pagine Facebook (che sono il male assoluto).

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    1. Infatti il senso è quello, è normale che in una coppia non si possa condividere tutto.. Poi con gli anni alcune cose arrivi a detestarle ma finché la storia è solida ci si viene incontro, come dici tu! Ora a distanza di tempo ho scritto il post per ridere su questa cosa, quante di noi ne avrebbero da ridire su hobby e manie dei propri ex?

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  4. Lo dici anche tu che la storia non aveva più senso, la domanda è perché qualcuno decide di andare avanti, non un giorno, un mese, ma anni ? Ma vi volete così male?
    Fatta la paternale, sei bravissima e scrivi benissimo, altro che lasciarti per il tuo blog.
    Io da oggi ti seguo.
    Buona giornata.

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  5. I blog di merda e i veri-io sono sempre delle benedizioni.
    Eh però il telaio come mattarello l’avrai copiato da qualche ricetta di Chefclub, giusto?
    Quasi quasi mi iscrivo alle pagine dei bulloni, per curiosità!

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  6. Come sempre la realtà riserva sempre delle incredibili sorprese e ad un fidanzato ahimè “fedifrago” che incolpa miseramente tra le varie cause del suo tradimento il tuo splendido blog, può seguire, invece di un periodaccio di m….dove vedi tutto nero e sprechi fiumi di lacrime, una enorme sorpresa, incontrando colui che poi sposerai: non è fantastica la vita?! L’importante è che non si chiami Ivan (il Terribile)…..

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