Il dorato mondo degli Harmony, dove tutti sono gnocchi, ricchi e perennemente arrapati

L’altro giorno, mentre da perfetta massaia approssimativa passeggiavo col mio fidanzato tra le bancarelle davanti all’ingresso di un mercato ortofrutticolo e carnepescicolo, sono stata irresistibilmente attirata dallo stand di una signora che proponeva una distesa ordinata di libri, tutti dello stesso spessore e formato…quelli che in genere si vedono esposti nelle bacheche delle edicole e non nelle librerie.

Indovinato?

Ovviamente sto parlando degli Harmony, inconfondibili e riconoscibili pressoché da chiunque grazie alle copertine, tutte nei toni del rosa, e dalle immagini ivi riprodotte, più o meno sempre le stesse: un uomo e una donna giovani, dotati entrambi di gnocchezza esagerata, unti e semisvestiti quanto basta per intuire gli addominali perfetti di lui e le curve armoniose di lei, e occupati a scambiarsi suine tenerezze accompagnate da espressioni di boccaccesco godimento.

Mai letto un Harmony in vita mia e non lo dico per fare la figa, ho letto libri bellissimi ma anche cagate al limite della decenza…per esempio Cinquanta Sfumature. Ok, l’ho mollato prima della metà ma è già abbastanza grave, credo. Comunque, non appena ho visto la Harmony-cascata mi si è accesa la blog-lampadina del cervello, e ho pensato che sicuramente i fans approssimativi non vedevano l’ora di conoscere la mia opinione in merito e quindi urgeva accontentarli.

Devo ammettere che mi sono leggermente vergognata nel momento dell’acquisto; il mio ragazzo, probabilmente in preda alla medesima vergogna, si è dileguato fino a che non ho pagato e infilato in borsa il malloppo, dopodiché è magicamente riapparso millantando di essere andato a cercare un pelapatate funzionante.

Tra l’altro la signora al banco, scambiando il mio imbarazzo per emozione ed entusiasmo, e sperando forse che comprassi 25 libri piuttosto che due, mi ha annunciato trionfalmente che trattavasi di esemplari tutti appartenenti alla nuova collezione, al che io, per pura educazione, sono riuscita a non dire “‘Sti cazzi” e a spiccicare uno stentato “Ahhh” che lei sicuramente ha interpretato in maniera positiva perché l’ho vista sorridere tutta soddisfatta.

Bene, arriviamo al sodo (e dopo aver letto due Harmony in due giorni vi anticipo che appena sento o scrivo la parola sodo la associo immediatamente a seno).

Intanto, un po’ di storia.

Gli Harmony nascono negli anni 80 dall’unione tra la Mondadori e la casa editrice canadese Harlequin, da cui appunto il nome della collana: Har(lequin)+Mon(dadori)=Harmon e poi ci hanno aggiunto la Y finale per eliminare la quasi assonanza con ormone.

Il primissimo Harmony risale al 1981 e si intitola “Per amore di un gitano” che insomma, come titolo lascia ben poco all’immaginazione. Il libro riscosse enorme successo e da allora l’industria degli Harmony ha sfornato (e continua a sfornare) circa 50 romanzi al mese, appartenenti a collane, sottocollane e sotto-più-sotto-collane e in sostanza ce n’è per tutti i gusti.

Le componenti principali degli Harmony sono le seguenti:

  • amore
  • ambientazione torrida ed esotica
  • prevedibilità

A questi, in base alle mie recenti letture, aggiungerei:

  • l’amore non è bello se non è riccarello (almeno uno dei due protagonisti, quando non entrambi, cagherebbe in testa a Paperon de’ Paperoni e al suo deposito).
  • non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace….naaaa, puttanate. Nell’Harmony-mondo è bello ciò che è bello, e ciò che è bello lo è in base a canoni di perfezione ispirati forse alle sculture di Michelangelo…così, giusto per darvi un’idea.
  • I protagonisti sono perennemente arrapati. Il sesso poi è un’esperienza ogni volta sublime, che porta alle vette massime del piacere; non esiste che uno abbia l’orgasmo prima o dopo l’altro, non esistono cilecche o banane piccole…soprattutto non esistono amplessi frettolosi: tra preliminari, sospiri, paroline dolci mormorate all’orecchio, denudazioni lente e misurate e sfioramenti vari, ci passano sempre più o meno 4/5 pagine.

Arriviamo ai dettagli.

Il mio primo esperimento porta un titolo abbastanza inequivocabile:

“Il milionario irrequieto”

Non mi dite che non vi è mai capitato di conoscerne uno perché non-ci-credo.

Eccolo qua:

Come vedete la copertina è sufficientemente caliente e i due piccioncini al centro dell’immagine sono belli e tutti sudati per suggerire ulteriore ardore.

Ok, la trama è la seguente: lei è Aneesa Adani, un’attrice indiana di fama internazionale; capelli setosi, occhi dorati, labbra carnose e sensuali, fisico statuario eccetera eccetera. La ragazza sta per sposare un suo collega che purtroppo ha beccato a letto con un uomo la sera prima del matrimonio, quindi bene ma non benissimo. Vorrebbe annullare la cerimonia ma le aspettative di famiglia e fans sono troppe, e del resto il futuro marito ha minacciato di rovinarle la carriera se oserà rivelare cosa ha scoperto o se rifiuterà di sposarlo. Mentre si avvicina all’altare però, Aneesa incontra lo sguardo di due fenomenali occhi azzurri e puff, quello che non ha potuto il sapersi tradita e successivamente ricattata adesso può…potenza dell’occhio azzurro, già.

Il proprietario di tale occhio, Sebastian Wolfe, per una stupefacente coincidenza è anche proprietario del meraviglioso hotel trentacinque stelle nel quale si stanno svolgendo le nozze. Anche lui rimane subito affascinato dalla incredibile bellezza di Aneesa, ma è un donnaiolo incallito: è convinto del fatto che le donne siano tutte uguali e vogliano solo i suoi soldi e il suo corpo e blablabla.

A un certo punto colpo di scena (non inaspettato, come ho scritto prima l’imprevedibilità non è esattamente il forte degli Harmony): Aneesa, incantata dai suddetti occhioni azzurri, non pronuncia il fatidico sì e scappa a gambe levate. Entra in un ascensore a caso et voilà, si ritrova magicamente all’interno di una suite da favola dove, ooops, ma quello che vedo immerso nella piscina sul terrazzo da 1500 metri quadrati è il tipo strafigo che ho notato poco fa tra il pubblico?

E guarda un po’, è pure mezzo nudo. Mannaggia.

Il resto è facilmente intuibile. I due cominciano subito a flirtare e, inutile specificarlo, sono irresistibilmente attratti l’uno dall’altra, tanto che a lei si inturgidiscono i capezzoli così, dal niente, solo grazie al contatto visivo. L’elettricità nell’aria è palpabile e, in barba al matrimonio appena naufragato e ai parenti che la staranno cercando preoccupati, Aneesa finisce a letto con lo sconosciuto, dopo un breve scambio di parole in cui lui precisa che si tratterà dell’avventura di una notte e lei precisa di essere vergine.

Beh, dettagli.

L’amplesso descritto è un continuo avvicendarsi di “respiro”, “gesti esperti”, “ventre piatto”, “languore”, “brividi”, “bassoventre”, “dolcissima marea”, “tremito” “la vetta” e fine. Direi che come prima volta non c’è male. La mia me la ricordo leggermente diversa, e non perché non mi trovavo in una suite.

Oddio, anche per quello in effetti.

La storia prosegue con ben poche sorprese. Aneesa, dopo quest’unica notte di passione, rimane incinta (viste le premesse, non mi sarei aspettata di meno dagli spermatozoi di Sebastian), va a comunicare la lieta novella al futuro paparino ma lui non reagisce benissimo, almeno inizialmente. Tuttavia l’attrazione tra i due, ormai trasformatasi in vero amore, travalica qualsiasi dubbio/impedimento e, dopo aver capito che Aneesa non è interessata ai suoi soldi e che la sua diffidenza verso i rapporti seri è dovuta ad un’infanzia infelice (sul serio? Sì, sul serio), Sebastian capitola e chiede la mano della ragazza.

The end.

Vi risparmio il sunto del secondo libro, intitolato “Fuga d’amore nel deserto”, perché tanto dal titolo potete tranquillamente immaginarvi la trama…cambia l’ambientazione: il primo era India, qui siamo nel deserto ma insomma, seni sodi, ventri piatti e soldi a palate son gli stessi.

Ciò detto, i gusti son gusti, e non vedo nulla di male nell’evadere leggendo un Harmony piuttosto che guardando una puntata di Uomini&Donne o C’è Posta per Te (come per esempio faccio io)…anzi, decisamente meglio leggere un libro che comunque, per quanto possa essere noioso e ripetitivo, a mio modesto parere è ben scritto…molto meglio di altri che mi son capitati a tiro e che non fanno parte della cosiddetta “letteratura d’evasione”.

E voi, avete mai letto degli Harmony?

Fatemi sapere le vostre impressioni nei commenti e adesso vi lascio, naturalmente con l’augurio di imbattervi presto in un milionario irrequieto e di fuggire con lui nel deserto. O dove volete.

6 pensieri su “Il dorato mondo degli Harmony, dove tutti sono gnocchi, ricchi e perennemente arrapati

  1. Ahahah ammetto di non averne mai letto uno, ma quando ero una pendolare adoravo guardare i nuovi titoli in uscita all’edicola della stazione perché mi facevano troppo ridere. Comunque anche solo i titoli hanno falsato le aspettative sulle relazioni visto che fatico a conoscere qualcuno che sia minimamente decente e possa permettersi di offrirmi una pizza. Tutti questi miliardari allo stato brado non li ho mai visti!

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