Sempre colpa delle donne: perché Eva e Pandora in realtà sono innocenti

Se consideriamo alcuni miti greci fra i più conosciuti, come quello di Pandora, e rileggiamo la storia di Adamo ed Eva nella Genesi, scopriremo che la tiritera è sempre la stessa: tutta colpa delle donne!

Colpa di cosa?

Facile: di qualsiasi cosa!

Il dolore, la sofferenza, la malvagità, insomma, ogni male del mondo è dipeso da quello che viene definito un errore femminile.

Esaminiamo appunto il mito di Pandora. Intanto, quello che comincia a rompere i coglioni è un appartenente al maschil sesso. Mi riferisco a Prometeo, ovvero un Titano, ovvero un essere divino facente parte della ancor più divina dinastia di Urano e Gea (che per farla breve, se no mi incarto nelle divine genealogie, sarebbero i nonni di Zeus). Questo Prometeo provava una grande simpatia per il genere umano, talmente tanta da portarlo a combinare un gigantesco casino. In pratica durante un banchetto a base di carne di bue al quale erano stati invitati anche gli uomini, il Titano spartisce in maniera non proprio equa le porzioni, riservando agli dei le sole ossa e agli umani la polpa. Convinto di fare una cosa molto furba, per far sì che nessuno si accorga del bluff, copre le ossa con strati di grasso abbondante e poi racchiude i pezzi di carne più succulenti all’interno della puzzolente pelle taurina. Secondo lui in questo modo l’avrebbe passata liscia.

Un piano perfetto, se i partecipanti al banchetto fossero stati completamente deficienti. Peccato che Zeus, il dio più potente di tutti, fosse abbastanza in grado di distinguere tra un osso e un cosciotto.

Comunque, si scatena un puttanaio. Il padre degli dei si incazza a bestia e decide di togliere il fuoco agli uomini. Minimo era anche inverno. Prometeo allora, sempre persuaso di riuscire a farla franca (non si capisce da dove venisse questa convinzione, date le premesse), si introduce nell’Olimpo e ruba alcune scintille da donare agli umani. Toh, come per magia il fuoco ritorna nel mondo terrestre e Zeus, dopo lo scherzetto delle ossa, non ha certo bisogno di C.S.I. per capire di chi è la colpa.

Prometeo viene ben presto catturato e successivamente incatenato, nudo come un verme, ad una colonna. Come se non bastasse, ogni notte un’aquila gli divora il fegato, che ricresce il giorno dopo per essere poi di nuovo divorato dalla medesima aquila.

Le punizioni non finiscono qui. Zeus ordina al fratello Efesto di creare una donna bellissima e virtuosissima, e così nasce Pandora. La fanciulla viene donata al fratello di Prometeo, tale Epimeteo, e l’etimologia del nome dice tutto: “colui che pensa in ritardo”.

Andiamo bene.

Quindi Zeus regala Pandora a Epimeteo, e insieme a lei anche un vaso (contenente tutti i mali dell’universo), con la raccomandazione che non dovrà mai essere aperto. Cazzo me lo regali a fare allora. Va beh, ma Epimeteo pensava in ritardo, questo lo abbiamo capito, così piglia il pacchetto completo (donna+vaso) e lo porta a casa senza porsi troppe domande.

Tutto fila liscio finché, a un certo punto, Pandora si ritrova a fissare ‘sto vaso come io fisserei un barattolo di Nutella dopo un anno di dieta dimagrante. Fissalo oggi, fissalo domani, alla fine la ragazza sognava vasi a occhi aperti e non riusciva a pensare ad altro.

Finisce che lo scoperchia e apriti cielo, tutti i mali del mondo vengono sprigionati in ogni dove. E di chi sarebbe la colpa? Non di Prometeo che aveva sporzionato male un bue, e nemmeno di Zeus che poteva abusare un po’ meno del suo potere, punire il nipote, ri-togliere il fuoco agli uomini e tornare alle sue divine incombenze.

No. La colpa è di Pandora e della sua curiosità, difetto/dote tipicamente femminile.

Non mi convince.

Oltretutto, se il marito non fosse stato uno “che pensava in ritardo”, scommetto che non avrebbe resistito neanche mezza giornata senza aprire il vaso.

Passiamo ad Adamo ed Eva.

Adamo ed Eva sono i primi esseri umani creati da Dio, e vivono felici e beati in un giardino fighissimo, l’Eden. Girano nudi, perché non conoscono il pudore (e poi son soli, chi cazzo li vede in effetti), mangiano frutta, non lavorano e insomma, mancava solo Netflix e sarebbe stato tutto perfetto.

Il Signore però fa un’importante raccomandazione:

«Potete mangiare tutti i frutti degli alberi del giardino. Ma in mezzo al giardino c’è un albero speciale, l’albero della conoscenza del bene e del male: dei suoi frutti non dovete mangiare, altrimenti morirete».

E va beh, ‘sti cazzi. Tanto di frutta ce n’era in abbondanza.

Il serpente però, l’animale più diabolico della terra, va da Adamo ed Eva e dice:

«E’ vero che Dio vi ha proibito di mangiare i frutti degli alberi del giardino?»

«No» risponde Eva. «Possiamo mangiare tutti i frutti, tranne quelli dell’albero della conoscenza del bene e del male. Dio ha detto che non lo dobbiamo neppure toccare, altrimenti moriremo!»

«Non è vero che morireste» afferma il serpente. «Anzi, Dio vi ha proibito quei frutti perché sa che se ne mangiate diventerete come lui, perché conoscerete il bene e il male.»

Si sa che proibire di fare qualcosa a qualcuno è la peggior strategia per impedire che quel qualcuno faccia quel qualcosa. In altre parole, se mi impongono di non mangiare le patatine fritte perché sono squisite ma mi fanno male, e me le piazzano pure davanti, in tutta la loro profumante croccantezza, beh, quello a casa mia si chiama sadismo. E non funziona.

Se poi arriva anche Rocco Siffredi che mi dice: “Mangia Amica Chips, guarda che non fa così tanto male come dicono!”, ecco, funziona ancora meno.

Eva quindi acchiappa il frutto proibito, lo assaggia e, come farei io col mio fidanzato, gentilmente ne dà un pezzetto anche ad Adamo. Immediatamente i due si rendono conto di essere nudi e crudi, e provano per la prima volta la vergogna. Arriva il Signore e loro, quatti quatti, si nascondono dietro un albero. Dio però, che non è Dio a caso, li becca e domanda perché si siano nascosti.

Risponde Adamo:

«Ho udito i tuoi passi e mi sono nascosto dalla paura, perché sono nudo».

Il Signore allora ne deduce che i due hanno mangiato il frutto proibito e così rimprovera Adamo:

«Tu hai mangiato i frutti che ti avevo comandato di non mangiare!»

E lui replica:

«Me ne ha dato da mangiare la donna che tu hai creato e mi hai posto accanto!»

Cioè, ma-che-stronzo.

Manco Eva gli avesse puntato la pistola alla tempia ordinandogli di mangiare. Poteva anche dire di no, giusto? E poi cerca pure di rigirare la frittata, facendo sentire in difetto Dio perché del resto l’aveva creata lui, Eva, e gliel’aveva pure imposta come coinquilina.

Adamo ed Eva

Il Signore comunque ormai è incazzato e pronuncia la sua condanna, una per ciascuno:

(…)all’uomo disse: “maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. (…) Alla donna disse: “Moltiplicherò
i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli.
Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà”.

Che palle, oh. Esagerato. Inoltre non è che mi sembri tanto equo. Lui spedito a lavorare, lei a soffrire e a passare da una gravidanza all’altra, senza epidurale tra l’altro. Considerata poi la crisi e la disoccupazione che si sarebbe scatenata in futuro, beh, la bilancia pende decisamente soltanto da una parte.

Comunque, questa cosa che è sempre colpa della donna deve finire, e vedete bene che in realtà, in tutti questi racconti, sono gli uomini quelli che fanno la figura peggiore. Soprattutto Adamo, che vorrei eleggere a capostipite del “sono-stato-provocato”: la classica scusa di merda di chi si arrampica sugli specchi cercando di uscirne pulito.

Dalla Bibbia approssimativa per oggi è tutto. Amen.

8 pensieri su “Sempre colpa delle donne: perché Eva e Pandora in realtà sono innocenti

  1. Zeus ne ha fatto mille e uno con la sua pre-potenza. E a farne le spese sono state sempre le donne. Adamo credo sia stato il solito bamboccione maschio che ha il cervello nella parte sottostante. Noi siamo più scaltre e osiamo di più. Diciamola tutta, c’è un abisso tra maschi e femmine.

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