Impressioni sanremesi approssimative

E anche quest’anno Sanremo è cominciato e finito, e diciamo che ne sono stata spettatrice, un po’ perché Netflix ultimamente non mi dà grandi soddisfazioni, un po’ per la speranza di ricavarne succulente informazioni per un post al profumo sanremese.

Beh, le mie speranze non sono state deluse, non del tutto almeno, ed ecco quindi, per la gioia dei fans, le mie impressioni sanremesi approssimative.

Prima di cominciare, N:B: la sottoscritta, dopo le 21.30 della sera, diventa vitale quanto una tartaruga marina in procinto di andare in letargo; ho anche vagheggiato l’idea di stare sveglia fino alle due del mattino e l’indomani mascherare gli sbadigli davanti ai miei alunni dicendo “Spuaaaarta” invece di “Sparta” (un po’ alla Piero Pelù, tanto per restare in tema): verso le 22.30 mi sembrava un ottimo piano, e da lì ho capito che era una gigantesca cazzata, di quelle che prima di addormentarti ti sembrano idee grandiose e la mattina successiva, mentre fai la prima pipì della giornata, ti chiedi: “Ma ero ubriaca o cosa?”. O cosa, più che altro perché a 40 anni a febbraio stai ancora smaltendo l’alcool di Capodanno. Tutto questo pippone infinito (altro che quello di Benigni) per dirvi che non ho potuto seguire il festival per intero; tuttavia ho recuperato tramite spezzoni ripescati on line e le repliche su Rai Play, quindi posso affermare di averne visto una buona parte.

Impressione numero 1: la noia.

Inevitabilmente, essendo uno spettacolo lungherrimo che alterna canzoni a ospiti e a monologhi e a siparietti vari, a seconda dei gusti ci si annoia un po’. Per esempio (ripeto, de gustibus), a me Tiziano Ferro, musicalmente parlando, non piace per niente, e mi impalla da morire, così come Biagio Antonacci. A onor del vero va precisato che personalmente, e sempre musicalmente parlando, sono una gran tamarra, e difatti ultimamente mi gaso moltissimo guardando e riguardando l’esibizione di Jennifer Lopez e Shakira al Superbowl…che poi manco ho capito che cazzo è questo Superbowl, però è una di quelle parole che pronuncio sempre con estrema nonchalance:

“Hai visto JLo al “Superbowl”?

“Super-che?”

E lì temporeggio fingendo un attacco di tosse e cercando il corrispondente video su You Tube.

L’intervento di Benigni? Il Cantico dei Cantici non è il mio genere preferito di letteratura, e a un certo punto mi sono pure distratta pensando che la rapidità con la quale le gocce di sudore colavano sul viso del povero Roberto era direttamente proporzionale a quella con cui mi calava la palpebra.

Invece mi è piaciuto molto Mika, un altro che, come Benigni, per poco non si è liquefatto per il caldo, ma era talmente chic ed elegante che anche con la camicia pezzata ha fatto il suo figurone…e poi, non so se ricordate, mentre cantava e ballava in perfetto Beyoncè-style, all’improvviso ha steso una gamba talmente in alto che ancora due centimetri e si grattava l’orecchio con l’alluce; infatti Georgina Rodriguez ha chiesto il suo numero di telefono per farsi dare lezioni di danza.

Impressione numero 2: ma chi è tutta questa gente?

Fedele e paziente compagno durante la visione del festival mio marito, 41 anni e capacità di resistenza e rendimento dopo le 21.30 quasi inferiore alla mia, che ho pure un anno in meno e ho detto tutto. Tra un colpo di sonno e l’altro la domanda più frequente che ci scambiavamo era la seguente:

“Ma questo chi è?”

“Boh, mai sentito.”

“E questi Pinguini? Li conoscevi?”

“Se non sono quelli del film “Madagascar” no, mai sentiti nominare.”

L’anno scorso, al termine della sessantanovesima edizione di Sanremo, avevo scritto su Instagram la seguente frase:

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Beh, confermo ogni singola parola. Parlatemi di Ricchi e Poveri, Albano e Romina, Rita Pavone, Tosca, Toto Cutugno e Amedeo Minghi ma tutti gli altri boh, compreso, perdonate la mia disinformazione, Achille Lauro e compreso anche il vincitore, Diodato. Da indefessa fruitrice dei programmi di Maria De Filippi nonché amante del trash-per-stomaci-forti, ammetto invece di aver riconosciuto tutti i cantanti usciti da “Amici”, come Elodie, Alberto Urso e Giordana Angi, così come riconosco sempre tutti i tronisti Di “Uomini e Donne” che vengono riciclati nei vari “Grande Fratello”, “Isola dei Famosi” e Temptation Island. E le gif di Tina Cipollari sono le mie preferite.

Sanremo

Morgan in Sanremoland

Da quando è stato sfrattato e ha cominciato a frequentare i salotti di Barbara D’Urso (ma anche da prima), Morgan in fatto di trash ne sa una più del diavolo. Lasciando da parte le ragioni dell’uno e dell’altro (ovvero Bugo, l’ennesimo sconosciuto per la sottoscritta), che verranno dibattute/urlate nelle giuste sedi, davanti alle impeccabili espressioni di disappunto della sopracitata Barbara D’Urso e delle Federica Panicucci di turno, la cosa che più mi ha fatto ridere è stato appunto Morgan che fingeva stupore, rincorrendo il suo partner dopo avergliene dette di tutti i colori, in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Momento di tensione egregiamente smorzato da Amadeus, che, dopo aver assistito alle siliconiche liti tra mostri sacri come Ornella Vanoni, Donatella Rettore, Orietta Berti e Marcella Bella nel programma “Ora o mai più” (le trovate su You Tube), non si è scomposto più di tanto e ha mandato avanti lo spettacolo; per sdrammatizzare il tutto gli autori hanno ordinato a Fiorello di uscire al volo e sparare qualche cazzata: non ha avuto il tempismo di parlare di “morganismo” ma se l’è cavata alla grande comunque.

A proposito di trash, impossibile non citare la canzone di Elettra Lamborghini, che ho sentito in maniera chiara per la prima volta stamattina, alla radio:

Elettra, Elettra Lamborghini
Mi piace la musica fino al mattino
Faccio casino lo stesso ma non bevo vino
Ridi cretino
La vita è corta per l’aperitivo
Innamorata di un altro cabrón
Esta es la historia de un amor
Non mi portare a Parigi o ad Hong Kong
Tanto lo sai che poi faccio così (faccio così)
Cado cado, per la strada parla piano piano
Questa notte dormo sul divano
Altro che pensare a te
Tanto qui resta la
Musica e il resto scompare
Musica e il resto scompare
Musica e il resto scompare
Musica e il resto scompare

Una serie di frasi sconnesse con rime per lo più imbarazzanti quando non azzardate (tipo “amor” e “Hong Kong”) che fanno sembrare le canzoni dei Bee-Hive di Mirko e Licia dei capolavori. Rabbrividiamo.

Le impressioni sanremesi approssimative terminano qui, ora sono curiosa di sentire le vostre, mi aspetto taaaanti commenti (fate rumore, come direbbe Diodato), non deludetemi o l’anno prossimo vi bugo (battuta rubata ai Jackal, non ho potuto resistere).

Sigla!