C’eravamo tanto odiati: la storia di Agrippina e della sua famigliola infelice, parte 1

Se siete stanchi del solito trash italiano, di tutorial improvvisati o semplicemente di Beautiful e Un Posto al Sole, dilettatevi con del sano gossip in salsa S.P.Q.R., e in particolare concentriamoci sulla storia di Agrippina, talmente intricata e piena di inciuci che quelli di Brooke Forrester&company in confronto sembrano “La casa nella prateria”.

Agrippina, quindi. Chi era costei?

Sicuramente la maggior parte di noi la conosce come madre di Nerone, l’imperatore romano appassionato piromane passato alla storia per aver provocato a Roma un incendio devastante (anche se a quanto ho letto le cause furono accidentali, ma diciamo che il monarca stava sul cazzo a parecchia gente).

Che sia stato o meno l’autore del misfatto, di certo Nerone non era il classico buon samaritano, e il detto buon sangue non mente nel suo caso è più che azzeccato.

Un’infanzia felice (finché non sono morti tutti)

Figlia di Agrippina Maggiore (la fantasia nel dare i nomi non era il forte degli antichi Romani) e di Claudio Germanico, che per intenderci erano i Ferragnez della Roma del I secolo d.C., Agrippina Minore da bambina stava be-nis-si-mo. I genitori erano affettuosi, ricchi, colti e benvoluti, e aveva pure due simpatiche  sorelle e un fratello (il futuro imperatore psicopatico Caligola, ma da piccolo era ancora innocuo).

Tutto meraviglioso finché il sovrano allora in carica, Tiberio, non decide di spedire Germanico e famiglia a guerreggiare in Oriente, e qui le cose cominciano a mettersi male. Il padre di Agrippina infatti a un certo punto si ammala, ma il sospetto è che si tratti di avvelenamento; prima di esalare l’ultimo respiro chiede alla moglie di rientrare a Roma e trasformarsi in 007 (Bond. James Bond. Maggiore. Agrippina Maggiore.) per scoprire chi ha tramato contro di lui.

La povera donna obbedisce, tuttavia ha giusto il tempo di capire che molto probabilmente il principale responsabile di tutto è proprio Tiberio e che è intenzionato a “far ammalare” anche il resto della famiglia, dopodiché viene separata dai figli ed esiliata in un’isoletta in culo al mondo. Vedova+madre lontana dalla prole+esilio=morte: la disgraziata si lascia morire di fame per la disperazione.

E i figli?

Caligola, in qualità di futuro successore al trono, viene portato a Capri nella villa di Tiberio, mentre le sorelle, compresa Agrippina, sono costrette a matrimoni di convenienza con perfetti sconosciuti. La nostra eroina si sposa con un certo Domizio Enobarbo, noto politico che godeva di pessimerrima reputazione (aggressione, omicidio, incesto, wow, davvero un buon partito). Dall’unione tra i due nasce un bimbo, appunto Nerone, e per Agrippina si tratta del secondo momento migliore di quell’orrendo connubio. Il primo è quando Enobarbo muore.

Nel frattempo spira anche Tiberio, e Caligola diventa il nuovo imperatore. Agrippina e le due sorelle gioiscono, ma non a lungo: il caro fratellino difatti a un certo punto perde completamente la brocca, ordina di far uccidere gente ad cazzum e raggiunge il culmine nominando senatore il suo cavallo, Incitatus…ma se penso ad alcuni politici che vanno per la maggiore attualmente in Italia, beh, forse un cavallo-deputato non sarebbe un’idea così malvagia.

Caligola
Caligola, immagine tratta da Wikipedia.it

A un certo punto viene a mancare Drusilla, che fra le tre sorelle era quella preferita dall’imperatore. Caligola sbarella completamente, e si vocifera che Agrippina e la sister sopravvissuta, Livilla, insieme al di lei marito, organizzino una congiura per togliere di mezzo il fratellino psyco…in realtà la cosa non è sicura, anzi, potrebbe essere stato lo stesso Caligola a gridare al complotto onde avere un pretesto per liberarsi di tutto il parentado. Che bella famiglia.

Vera o no che sia, la cospirazione viene sbandierata ai quattro venti e i cospiratori puniti: Agrippina si becca l’esilio, Livilla pure; suo marito salta questo passaggio e passa direttamente alla decapitazione.

Straziami ma di congiure saziami

Chi di congiura ferisce, si sa, di congiura perisce, e se c’era una cosa che non mancava nell’antica Roma erano gli intrighi e gli omicidi premeditati, tanto non poteva mica intervenire C.S.I a rilevare le tracce di DNA. Così Caligola muore, ammazzato dai suoi stessi soldati, e lo sostituisce lo zio Claudio, un cinquantenne bonaccione affetto da balbuzie che metteva d’accordo tutti (infatti nessuno aveva ancora cercato di accopparlo). Il nuovo imperatore decide di richiamare dall’esilio le nipoti, ma la moglie Messalina, notando atteggiamenti troppo confidenziali tra le due ragazze e il marito e temendo il congiura-virus, preme perché vengano confinate in capo al mondo. Di nuovo, esatto. Agrippina, che ormai ha collezionato più esili che bagni alle terme, si rassegna di buon grado, mentre Livilla ha meno fortuna: Messalina le manda un pacco regalo con dentro un sicario e viene uccisa.

Agrippina
Messalina, immagine tratta da Wikipedia.it

La perfida imperatrice rimane però ingarbugliata nelle sue stesse trame: dopo aver cornificato il consorte con diversi uomini, ha la brillante idea di inscenare un finto matrimonio col suo ultimo amante. All’interno del palazzo. Davanti a mezza Roma. Claudio sarà anche un bonaccione ma il suo entorurage lo è un po’ meno: uno squadrone della morte raggiunge Messalina e la ammazza senza tante cerimonie.

Agrippina stappa lo spumante e ritorna trionfante a Roma, decisa stavolta ad arrivare a una solida posizione di potere, anche perché non ne può più di essere trattata come un pacco postale. D’altro canto un imperatore single era roba da impeachment all’epoca, quindi a Claudio serviva una first lady, e gli serviva in fretta. La nipote è ancora bella, giovane, intelligente e disponibile, e da qui al matrimonio il passo è breve. A Roma, abituata a violenze di ogni genere, omicidi, complotti&affini, non ci si scandalizzava certo per un semplice incesto, ma tanto per pararsi il culo si scrive la legge apposita che permette le unioni tra consanguinei et voilà, finché morte non vi separi.

Questa era la parte più soft della storia di Agrippina, perciò preparatevi al secondo round (e non uso il termine round a sproposito), a breve sui vostri schermi.

Meme virulenta:

Agrippina

 

 

 

 

6 pensieri su “C’eravamo tanto odiati: la storia di Agrippina e della sua famigliola infelice, parte 1

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.