La storia di Anna Magnani, che il triangolo no, non l’aveva considerato

Di triangoli amorosi e di quelli che no, non l’avevano considerato, ne potrei citare a bizzeffe (oltre a quello trasgressivo cantato da Renato Zero)…per esempio quello super-classico tra Brenda, Kelly e Dylan di Beverly Hills 90210 (un evergreen: la più bionda delle tue migliori amiche che va a letto col tuo fidanzato bello e dannato), quello squallido e banalotto dell’attore Jude Law, colto dall’allora fidanzata Sienna Miller in fragranza di adulterio con la baby sitter, eccetera eccetera.

Ma facciamo un salto indietro nel tempo, e vediamo come triangolavano i “VIPS” del passato, specialmente quelli appartenenti al mondo del cinema targato anni Cinquanta.

Siamo nel 1948: una tizia entra in un cinema e vede due film di uno dei più promettenti registi italiani del momento: Roberto Rossellini. Quella tizia è Ingrid Bergman, attrice superba protagonista di pellicole cult come “Casablanca” e “Notorius”, nonché vincitrice di un premio Oscar (in seguito ne otterrà altri due, più diverse nomination)…insomma, una vera star, che rimane talmente colpita dai film in questione da spedire al regista un telegramma che recitava le seguenti parole:

“Caro Signor Rossellini, ho visto i suoi film “Roma città aperta” e “Paisà” e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo ‘ti amo’, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei. Ingrid Bergman”.

Ragazzi, capiamoci: è come se Alberto Angela cominciasse a leggere il mio blog e mi mandasse un messaggio nel quale dice che gli piacciono moltissimo le boiate che scrivo e che pur essendo un uomo poco approssimativo, che parla italiano perfettamente, ah, e pure inglese e francese, è pronto a venire in Sardegna per farsi intervistare da me. Oddio, mi sono appena paragonata a Roberto Rossellini. Ehm, va beh, giusto per dire che il regista, al ricevere la missiva, comincia a pompare entusiasmo à gogo e risponde IM-ME-DIA-TA-MEN-TE, spiegando alla Bergman che “sognava da tempo un film con lei” e che avrebbe fatto “tutto il possibile perché quel sogno diventasse realtà”.

La matematica non è un’opinione, e se non ricordo male un triangolo ha tre vertici…per ora ne abbiamo due, e vi svelo subito il terzo: rullo di tamburi, ladies and gentlemen, la divina, inimitabile, indimenticabile Anna Magnani, che spero proprio non abbia bisogno di presentazioni.

Come tanti grandi artisti, la Magnani in campo sentimentale aveva una sfiga che parliamone: un matrimonio tormentato concluso dopo 7 anni, una relazione terminata con un benservito non appena lei era rimasta incinta e dulcis in fundo il nostro Roberto, che non so se riuscì a fare peggio dei due predecessori ma diciamo che ci si mise d’impegno.

Anna era già stata protagonista di parecchie pellicole rosselliniane (“Roma città aperta”, “L’amore”), e si preparava per la prossima, che si sarebbe dovuta girare nelle isole Eolie…ssssì, prima che arrivasse una certa lettera e che il suo compagno decidesse di cambiare la sceneggiatura per meglio adattarla alle caratteristiche di un’altra attrice; un piano diabolico, con l’aggravante che fin dall’inizio Rossellini tenta di tenere il piede in due scarpe, rimandando tutto il rimandabile e incasinandosi la vita in una maniera al limite tra il mediocre e il comico.

Da principio infatti si limita ad uno scambio di telegrammi con la Bergman, e credendo di essere astuto prova a non far scoprire questa corrispondenza alla Magnani, che invece lo sgama continuamente, un po’ perché non è cretina e un po’ perché la fortuna spesso non aiuta i bugiardi…tipo quando la coppia si trova in un hotel di Amalfi e lui chiede che eventuali messaggi gli vengano consegnati esclusivamente se è da solo e invece gliene consegnano uno piuttosto compromettente mentre è a cena proprio con la Magnani. Quest’ultima, da donna verace qual era, reagisce rovesciandogli addosso un piatto di spaghetti. Beh, meritatissimo. Peccato per gli spaghetti, però.

Nel gennaio del ’49 il regista si sveglia presto, saluta Anna con un bacio e le dice che va a portare a passeggio i cani, che poveretti, se la faranno addosso perché in realtà il loro padrone li pianterà alla reception dell’albergo in cui alloggiava per prendere un aereo e volare negli Stati Uniti dalla Bergman. Interessante alternativa al più classico “Esco a comprare le sigarette e torno”: forse Rossellini non fumava, o forse pensava che quella dei cani fosse una scusa più credibile (“Tesoro, tra una pisciata e l’altra mi sono ritrovato in aeroporto, sai com’è”), chissà. Quel che è sicuro è che arriva a Los Angeles, dove Ingrid organizza un party per accoglierlo. Ops, dimenticavo un dettaglio: l’attrice era sposata (questo triangolo in effetti assomiglia sempre più a un quadrato) con il medico Peter Lindstrom, ma pare che il loro matrimonio fosse un po’ in crisi…oppure no, ma a Roberto gliene frega zero nel momento in cui, durante il suddetto party, tra un bicchiere di champagne e una chiacchierata con Gary Cooper e Bette Davis si rintana con la Bergman in cucina e non certo per aiutarla a lavare i piatti.

Il regista rientra in Italia a fine febbraio; la Magnani probabilmente aveva finito gli spaghetti, perché nonostante tutto lo riaccoglie e anzi, gli chiede di accompagnarla a Londra, dove è attesa per presentare il suo ultimo film. Lui rifiuta e si sfrega le mani soddisfatto, dato che la partenza di Anna coincide con l’arrivo di Ingrid a Roma. L’attrice viene accolta da Roberto, che subito la trascina in un romantico tour nel sud del paese, tour che viene immortalato dai Fabrizio-Corona di turno e sputtanato con tanto di documentazione fotografica non fraintendibile su diversi giornali.

A quel punto il triangolo (o il quadrato?) si è formato; Rossellini, considerando che la notizia è ormai nota a mezza Italia, decide che magari è il caso di informare anche la Magnani. Onde evitare ulteriori spaghettate o peggio, la scarica molto diplomaticamente via telefono, che già una rimane scioccata a prescindere…nel senso: le corna, si sa, sono capitate a chiunque, ma un conto è se vieni lasciata per Pinca Pallina, un altro se vieni lasciata per Ingrid Bergman che cioè, dopo non puoi neanche andare a spiare le sue foto su Facebook con le amiche e dire :”Però, avete notato che denti storti? E quel naso, poi!”, perché ragazzi, INGRID BERGMAN:

Capite bene che un minimo ti scoraggi, o almeno, se mio marito mi lasciasse improvvisamente per Scarlett Johansson io mi scoraggerei. Molto. Moltissimo.

Comunque, da quel frangente in poi scoppierà la cosiddetta “guerra delle isole” anche conosciuta come “guerra dei vulcani”, poiché Rossellini e la sua nuova compagna si trasferiranno a Stromboli per girare l’omonimo film progettato insieme; la Magnani invece approderà nell’isola vicina, quella di Vulcano, per recitare in una pellicola piuttosto simile a quella del suo ex, e per l’occasione si farà stra-pagare la cifra di 60 milioni di lire (che negli anni 50 non erano due spiccioli)…cornuta sì, scema no: ma questa è un’altra storia.

Rossellini e la Bergman in seguito si sposarono ed ebbero tre figli, ma il loro matrimonio terminò dopo una decina d’anni, ed entrambi trovarono poi la serenità in altre relazioni. La Magnani si consolerà con una carriera formidabile, costellata da numerosi premi, tra i quali anche un Oscar, e qualche amorazzo di passaggio; col tempo si riconcilierà con Roberto, che difatti sarà al suo capezzale quando morirà per un cancro al pancreas nel 1973, all’età di 65 anni.

Vorrei concludere questo post “triangoloso” in una maniera ironica e brillante, purtroppo i miei neuroni sono in stand by per il caldo-umido quindi ‘sti cazzi, vi faccio salutare da Anna:

10 pensieri su “La storia di Anna Magnani, che il triangolo no, non l’aveva considerato

  1. Divertentissima rievocazione! Quella dei cani bisogna segnalarsela, non si sa mai… se Scarlett Johansson volesse scappare con me non penso mia moglie si deprimerebbe, chiamerebbe gli infermieri (mica per me, per Scarlett, poverina…) 🙂 a Vulcano mi pare c’è un piccolo museo dove si parla dei film girati lì, con le foto di scena, e anche la storia Magnani-Bergman viene raccontata… ma tu l’hai fatto molto meglio!

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  2. A dimostrazione che anche se sei l’attrice più brava del mondo e hai due palle così, se il tuo uomo ti tradisce, e ti tradisce con una più giovane e così bella… ti girano comunque, e non poco.

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