Cinquanta sfumature di Bridgerton

Da divoratrice professionista di serie-tv, film&affini non potevo certo esimermi dallo scrivere un post sul prodotto Netflix più glam del momento, ovvero Bridgerton. In realtà l’avevo adocchiato già da qualche settimana, ma la spinta finale è arrivata grazie all’amica blogger Gabriella (a proposito, smettetela di usare scontrini vecchi o volantini delle pizzerie sotto casa come segnalibri e date un’occhiata a quelli cuciti a mano da lei, ecco il link), che lo ha definito un “Orgoglio e pregiudizio un po’ tamarro”. Da amante del trash quale sono la parola tamarro mi avrebbe attirata in ogni caso, figuriamoci poi se associata ad “Orgoglio e pregiudizio” che, tra i romanzi di Jane Austen, credo sia quello più conosciuto e apprezzato in assoluto.

Beh, non conosco le intenzioni degli autori di Bridgerton: se l’idea era quella di ispirarsi alle creazioni della divina Jane, tanto di cappello, ma si sa, i buoni propositi sono interessanti come i broccoli a colazione, e probabilmente si è ritenuto che un misto tra Gossip Girl e la versione meno fetish di Cinquanta Sfumature di grigio/rosso/eccetera avrebbe intrigato di più il caro pubblico, con buona pace della signora Austen che ahimè, essendo defunta da tempo al massimo potrà rivoltarsi nella tomba.

Spoiler!!!

Orsù quindi, entriamo nel dettaglio e come al solito vi raccomando di navigare verso altri siti se non avete ancora visto la serie e siete interessati a farlo, perché sto per spoilerare forte.

La prima puntata ci catapulta nell’Inghilterra dell’Ottocento, tra nastrini, busti strettissimi, acconciature imbarazzanti, abiti sgargianti e tanti, tanti balli. La protagonista è Daphne, adorabile fanciulla eterea che magari, con qualche accorgimento in più e in meno, avrebbe potuto ricordare l’Elizabeth Bennet del succitato Orgoglio e Pregiudizio…avrebbe potuto, appunto. Di fatto non può, e presto capiremo perché. Daphne, come tutte le fanciulle appena entrate in società, sa benissimo che deve trovare alla svelta un marito, e non un marito qualsiasi: un marito ricco. A questa triste e prosaica consapevolezza si aggiunge un certo romanticismo di fondo che spinge la ragazza a vagheggiare l’amore, e c’è pure un debole slancio di femminismo in virtù del quale lamenta il suo essere donna e il non avere altra scelta a parte quella del matrimonio vantaggioso…slancio che tuttavia viene pragmaticamente e subitaneamente seppellito da una pioggia di ormoni impazziti.

I pretendenti scarseggiano, soprattutto perché il fratello maggiore di Daphne fa piazza pulita di tutti quelli che si offrono volontari: Tizio per via della brutta reputazione, Caio per il vizio del gioco, Sempronio per la scarsa entità del patrimonio e via dicendo. L’unico papabile è un Lord dalla brutta dentatura che la fanciulla non gradisce affatto, ma fortunatamente a rendere più rosea la situazione arriva il duca di Hastings. Costui pare essersi materializzato direttamente dalle pagine di un Harmony: uomo dalla ricchezza (ovvio) e dalla bellezza (altrettanto ovvio) sfacciata, che (ovvio al quadrato) non ha assolutamente intenzione di sposarsi. Il motivo? Semplice: ha giurato sul letto di morte dell’odiato padre, persona orribile, di non perpetuare la specie. Che nobile principio. Peccato che Hastings non sia stato altrettanto nobile da rifiutare l’ingente eredità…del resto mantenere saldi alcuni principi morali quando si possiede una vagonata di soldi è più semplice, vero signor duca?

Altre due parole sul giovanotto in questione: se, come dicevo poc’anzi, Daphne avrebbe potuto riecheggiare Elizabeth Bennet, allora sarebbe stato interessante riscoprire nel duca l’orgoglio e l’arroganza di Mr Darcy, che personalmente identifico con i tratti aristocratici del mitico Colin Firth. Bridgerton tuttavia viaggia su onde diverse: l’attore che interpreta Hastings, ovvero Regé-Jean Page, di Colin Firth non ha nulla, sia fisicamente sia dal punto di vista recitativo. Non che sia brutto, anzi: è talmente e spudoratamente bello che quasi stona in mezzo a tutti quei maschietti in camicia di lino e redingote. Continui a immaginartelo unto e bisunto sulla copertina di Men’s Health con in mano un barattolone di proteine muscolo-rivitalizzanti, non certo intento a ballare il valzer e a fare “promenade” in giardino enunciando frasi tipo :“Il cielo promette pioggia, Vostra Grazia“.

Passiamo alla recitazione. La sottoscritta non è una luminare in materia ma, come Sergio Leone a suo tempo ha detto che Clint Eastwood aveva due sole espressioni, una col cappello e una senza, mi sento di affermare che questo Regé-Jean Page ugualmente ne ha due: una col soppracciglio alzato e una senza. Tutto il resto è noia.

Torniamo alla trama: Daphne e Hastings si incontrano, e poi che succede? C’è poco da far lavorare la fantasia. I due inizialmente non simpatizzano, ma essendo lui oberato dalle corteggiatrici e volendo lei al contrario acquisire popolarità e spasimanti, decidono di fingersi fidanzati, di modo che lui verrà lasciato in pace e lei sembrerà più appetibile agli occhi degli scapoli d’oro di Londra. Inutile specificare che l’amore per finta si tramuta presto in amore vero, e a questo punto la serie sembra bell’e spacciata, senonché mancano ancora tipo 5 puntate.

Cosa mai può accadere?

Accade che Bridgerton si trasforma all’improvviso in Cinquanta sfumature di Bridgerton, con tanto di scene porno-soft che nulla hanno da invidiare alla celebre trilogia. Onnipresente in tali scene è il deretano del nostro duca, quasi sempre in primo piano per la gioia di spettatrici, spettatori e critici cinematografici che almeno ogni tanto si risparmiano la scarsa espressività della faccia dell’attore.

In sintesi si verifica questo: l’attrazione tra Daphne e Hastings è così irresistibile che il duca osa limonare forte con la fanciulla…troppo forte, diciamo pure che viene colpito da un attacco di “polpitudine” acuto, e quindi sì, allunga i tentacoli un po’ dappertutto. Si urla allo scandalo. Il giovane è praticamente costretto a rimediare sposando la ragazza in fretta e furia, il che non gli dispiace affatto, però c’è quel piccolo particolare del non voler figli. Come risolvere? Elementare: basta rifilare alla mogliettina inesperta la balla di essere nato con un fantomatico difetto fisico che gli impedisce di procreare.

Segue una bollente luna di miele e due puntate di approfondita conoscenza biblica con accoppiamenti tutt’altro che sporadici accompagnati dal fastidioso sottofondo musicale di un violino e insomma, ogni inquadratura è buona, come vi anticipavo, per sfoderare il didietro ducale. Onde evitare gravidanze indesiderate Hastings utilizza il buon vecchio coitus interruptus, approfittando dell’ingenuità di Daphne che pensa confusamente che il sesso si faccia così, tanto bunga-bunga e poi ops, già finito bunga-bunga? Era un bunga e basta?

Tutto fila liscio finché una domestica le svela l’arcano e Daphne corre a controllare: durante il consueto amplesso si mette a cavalcioni del marito e da lì non si sposta neanche morta, col conseguente disperdimento dei preziosi spermatozoi ducali. Ne consegue un acceso alterco: tu-mi-hai-mentito-difetto-fisico-un-paio-di-palle, ok-ti-ho mentito-ma-anche-tu-potevi-studiare-un-po’-di-kamasutra-prima-di-sposarti, ah-quindi- sarebbe-colpa-mia eccetera eccetera. Dopo qualche settimana di musi lunghi Daphne riesce a scucire ad Hastings la verità e cioè la storia del famoso giuramento di cui sopra. La giovane non la prende bene, della serie ma scusa, ti rifiuti di procreare per tener fede al giuramento fatto ad una persona che ti stava sui cosiddetti ed è pure morta?

Nulla da aggiungere.

Che dire, tutto è bene quel che finisce bene: i due piccioncini presto fanno quello che in genere fanno tutte le coppie per fare pace, cioè altro bunga-bunga ma di quello serio stavolta. Alla storia di Daphne e Hastings si intrecciano altre vicende amorose abbastanza noiose da non meritare ulteriore spazio a parte questo accenno, e una sorpresa finale che preferisco non spoilerare, ho già detto troppo.

In conclusione?

Pensavo peggio, e con meno sesso e attori più azzeccati sarebbe stato anche meglio, ma tant’è, voto finale: 7 per l’idea e i buoni propositi, 3 per il cast.

Aspetto i vostri voti, spazio ai commenti!

12 pensieri su “Cinquanta sfumature di Bridgerton

  1. Ma solo a me il fratello di lei è sembrato leggermente troppo interessato a non farla sposare? Quasi sospetto, tanto che pensavo si sarebbe scoperto qualcosa dopo, tipo che non era suo fratello e fosse segretamente innamorato di lei.
    Comunque non avevo dubbi, raccontato da te guadagna 5 punti! Grazie per aver accolto il mio invito e grazie per aver bandito i biglietti dei treni e gli scontrini dai libri altrui!

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  2. Il tuo commento sul didietro del duca è fantastico! Effettivamente uno dei motivi per cui non ho ancora guardato questa serie è proprio il physique du role dei protagonisti, lui non c’entra un cavolo con l’ambientazione, anche per me è più stile unto&bisunto sulla spiaggia e mi dava l’idea di tamarrata totale ahahah

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      1. Zero! Ho una soglia di attenzione pressochè inesistente davanti allo schermo, magari seguo anche la storia con una parte del cervello ma anche solo l’idea di mettermi a guardare qualcosa mi annoia.

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  3. E allora vedi che il Duca non ha solo due espressioni? Ne ha ben tre, col sopracciglio alzato, senza… e quella da dietro. Sempre espressione è!
    Comunque, tra tu e Gabriella mi avete fatto passare la voglia di vedere questa serie 🤣

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