“Ma come ti vesti?!”: il libro di cui non avevamo bisogno

Di recente, durante uno degli incontri con lo splendido gruppo di lettura di Ascoltando le Figure, è saltato fuori il libro “Ma come ti vesti?!”, scritto da Carla Gozzi ed Enzo Miccio. Beh, immagino che non tutti e tutte sappiate di chi sto parlando, anche perché probabilmente avrete una vita sociale più intensa della sottoscritta che, spesso e volentieri, bivacca sul divano facendo zapping col telecomando e cadendo in trance profonda di fronte a trasmissioni abominevoli come:

“Malattie Imbarazzanti”

“Alta Infedeltà – Nuovi modi per tradire”

“Sepolti in casa”

in onda sul canale Real Time.

A queste trasmissioni appunto aggiungiamo “Ma come ti vesti?!”, condotta dai succitati Carla Gozzi ed Enzo Miccio, esperti di moda e stile e cose del genere. Il programma non lo vedo da un po’ (non per fare la snob, figuriamoci, semplicemente sono passata al trash più pesante: Tina Cipollari I love you), ma ricordo che in sostanza succedeva questo: un tuo/a amico/a notava che ti vestivi un po’ di merda e decideva di chiamare in soccorso la Gozzi e Miccio, di modo da ottenere un completo restyling. I due accorrevano, controllavano il tuo armadio, su 90 capi ne cestinavano 95 e poi ti accompagnavano a fare shopping in costose boutique, spendendo qualcosa come 3000 euro per circa tre completi: uno da “ufficio”, uno da aperitivo, uno da gran sera…per quanto mi riguarda quello da ufficio, aperitivo e gran sera coincidono, e con gran sera intendo una pizza veloce con rientro a casa entro le 22.15 se no mi addormento mangiando.

Comunque, questo preambolo per darvi un’idea degli autori del libro di cui sto per illustrarvi alcuni aspetti.

L’excursus

Il testo in questione comincia con un excursus sulle tendenze della moda a partire dal 1900 ad oggi, passando per Coco Chanel, le borse di Hermès (una su tutte, la Grace Kelly), Yves Saint Laurent, Valentino eccetera eccetera, solo per intenditori e appassionati del genere. Per tutti gli altri, compresa la sottoscritta che di vestiti, borse&accessori non capisce una mazza, e non le interessa capire, due gran coglioni.

Cosa mi metto?

Finalmente arriva la parte “bloggabile”: il capitolo intitolato “Ma come ti vesti per quell’occasione? (…) Consigli e trucchi per non sbagliare mai look”.

N.B.: attenzione, il pubblico a cui ci si rivolge è quello femminile e l’obiettivo da raggiungere il seguente: MAI RISULTARE SCIATTE.

Le prime situazioni descritte diciamo che sono abbastanza “abbordabili” anche per noi povere comuni mortali. Si comincia infatti col COLLOQUIO DI LAVORO. Si consiglia un abbigliamento classico, ovvero giacca, camicia bianca e pantalone maschile (sostituibile con pullover e t-shirt nel caso l’azienda alla quale ti presenti sia un po’ più “fashion” e giovanile), due gocce di profumo avvolgente e RI-GO-RO-SA-MEN-TE tacco. L’ultima volta che ho messo i tacchi è stato il giorno del mio matrimonio e dopo due ore volevo tagliarmi i piedi: fortunatamente un lavoro ce l’ho e ci vado in scarpe da ginnastica o anfibi, la signora Gozzi e il signor Miccio abbiano pazienza.

Si procede con le stoffe raccomandate per questo tipo di outfit, per esempio:

occhio di pernice

micro piede de poule

What?

Va beh, procediamo.

Saltiamo la “convention con i clienti” (ancora tacco), il “cocktail con le amiche” (si esorta a “non perdere” il proprio stile omologandosi “alle tendenze del momento” altrimenti non verremo notate a sufficienza) per passare direttamente al “primo appuntamento”, un’altra circostanza che bene o male abbiamo affrontato un po’ tutti e tutte.

Outfit: nulla di specifico, ma meglio optare per qualcosa che ci faccia sentire a nostro agio e propendere per tessuti “intriganti” come il lurex, il creponne e lo shantung seta. Il mio piccolo mondo fatto di lana, cotone e pizzo si sta ampliando sempre di più.

Alziamo un po’ il tiro, e dal primo appuntamento passiamo al “vernissage d’arte contemporanea” (una visita in un museo sarà lo stesso, no?) e poi direttamente al “ballo delle debuttanti”.

Nientemeno.

Beh, hai visto mai doveste partecipare il consiglio è di “non strafare!”. Trucco naturale, capelli raccolti in acconciature “romantiche”, indossare tiare o coroncine varie solo se si tratta di gioielli di famiglia…diversamente “i gioielli sono banditi: l’unica stella sei tu!”.

Foto esplicativa:

A me sembra un uovo di Pasqua, ma è un’opinione da non addetta ia lavori e soprattutto da persona che pensa al cibo praticamente 24 ore su 24, quindi non tenetene conto.

Tutto è concesso invece per “la prima alla Scala”, sì, anche quelle piume di struzzo che avevate comprato per Carnevale e che pensavate di provare ad usare per spolverare le mensole, e via libera anche a gioielli di ogni tipo, specialmente smeraldi, chandelier di diamanti (non ho idea di cosa sia uno chandelier ma tanto non ho nemmeno i diamanti, quindi no problem) ed enormi broche (Google dice che trattasi di spille, ma perché usare l’italiano?).

Ritorniamo per un attimo a un barlume di vita normale, e vediamo cosa si dovrebbe usare per “una parentesi di fashion fitness”: noi povere troglodite diciamo invece che andiamo in palestra, comunque, attenzione a non infilarvi una tuta qualunque perché potreste rischiare di sembrare “sciatte e trasandate: un vero crimine!”

Non sia mai.

Alziamo un po’ il tiro con “l’aperitivo in piazzetta a Capri“, per il quale si consiglia un candido chemisier (=abito a camicia) in lino e guai a dimenticare “lo storico infradito caprese color miele”, che immagino non abbia bisogno di presentazioni, se no perché definirlo storico?

Da Capri passiamo al “weekend a Deauville”, che non so nemmeno dov’è ma il libro dice che è una località balneare mondana e raffinata dove si respira “aria di vera classe”, indi subito a Goodwood, luogo di riunione della “crème de la crème della società inglese”, e il tempo di un paio di ‘sti cazzi che subito veniamo catapultate a Cortina per le vacanze di Natale, con pellicce e maglie di cachemire a seguito. Poi meno male che ci sono le pagine dedicate al “safari in Kenya”, alla “crociera nei Caraibi” e alla “cena di gala col Capitano”, stavo giusto pensando a cosa fare quest’estate e non vedo l’ora di conoscere il signor Capitano e di mostrargli le mie “audaci trasparenze”.

Il capitolo chiude con tre tipi di matrimonio: il tuo, quello in campagna e quello in un castello di sera. Peccato, non ho matrimoni in programma, e in ogni caso tra safari, crociere e weekend vari non avrei il tempo di parteciparvi, mannaggia: non potrò sfoggiare il “grintoso monospalla di impalpabile organza black doppiato con pizzo valenciennes color nudo”.

Il libro termina con la sezione dedicata al tuo armadio e a tutto ciò di cui non potrai più fare a meno, sia nell’ambito dell’intimo che della maglieria, dei tailleur, capispalla e accessori vari. Nel mio armadio in effetti molti dei capi suggeriti mancano ma tra un safari e l’altro mi sarò distratta, sapete com’è.

Bene, questo capolavoro mi è costato 12.90 euro, forse mi son rimasti i soldi per andare a mangiare un kebab, occasione corrispondente, ad occhio e croce, all’aperitivo in piazzetta a Capri. Vediamo se trovo da qualche parte le mie storiche infradito in gomma.

12 pensieri su ““Ma come ti vesti?!”: il libro di cui non avevamo bisogno

  1. Della serie: post utilissimo x non buttare via i soldi😂. Io mi sono già pentita di aver acquistato anni fa un altro libro della Gozzi che poi ho regalato in biblioteca… magari può essere utile a qna più fashion di me!! 😂😂😂😂😂

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  2. Ma gli eventi da te descritti sono veramente parte del libro? No perché sono decisamente fuori target… Se io potessi permettermi il week end a Deuville, l’aperitivo a Capri, la prima alla Scala e tutto il resto, assumerei direttamente qualcuno che si occupi del mio look, altro che libricino!

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  3. I LIBRO PIU INUTILE DELLA STORIA DEL COSTUME ,IDEM DELLA MODA ,mi chiedo cosa penseranno i posteri di noi leggendo ste porcate.
    Scritto si fa per dire ,da 2 rintronati che al massimo avranno dato tutto in mano ad un
    povero cristo ,che se ritrovato a scrivere queste STRONZATE ABNORMI , mentre i suddetti interessati sene stavano a casa loro senza fare una beata mazza ,cioe sul serio con quello che costa il libro ,sarei andato al Lidl e avrei comprato con gli stessi soldi
    .snak vari e bibite con cui avrei fatto mambassa sul divano guardandomi le mie serie in costume preferite. Ok Paola sinceramente questi 2 sono cosi snob e irritanti che solo guardarli in tv mi da l orticaria ,figurati se buttavo via i miei soldi per ste BOIATE , ma si lo sfogliato in libreria a parte la tipa che piu che un uovo di pasqua mi ricorda un CONO STRADALE , a cui hanno tagliato le estremità o una supposta del eva q . sinceramente se avessi quei soldi per fare queste uscite descritte nel libro ,come minimo sarei andato da un sarto facendomi fare i vestiti su misura per ogni occasione ,spendendo MOLTO MENO ,e facendo comunque la mia figura ,visto che se avessi una compagna non le imporrei mai questi stracci che propone il libro ,e il corpo della donna a definire la forma del abito non il contrario . sti 2 ragionano per vie traverse come se tutti pensassero a ste stronzate tutto il di , tacchi si li ho messi non per fare la squillo da marciapiede 😉 ,ma per una recita in costume della parrocchia che ha fatto il tour in 4 parrocchie a qualcuno piace caldo ,sinceramente COME FATE VOI DONNE GIURO ,ho dovuto esercitarmi a camminare su quei trampoli rigorosamente tacco 12 , Dio benedica chi ha inventato le ballerine o il tacco basso . salire le scale scendere le scale camminare per ORE INTERE SORRIDENDO ,quando invece avrei voluto conoscere il loro inventore per SQUARTAGLI LA MILZA ringraziamo luigi 13 che visto che era un tappo fece una legge dove decise che anche i maschi potevano averlo, ,hai idea cosa voglia dire CORRERE SU QUEI TRAMPOLI , saltarci dentro , finite le prove dentro casa rimanevo scalzo per il male che mi facevano i piedi . Per non parlare dei vestiti ,sul serio sti 2 accostano il rosa e il verde ,Ma che devo fare il clown rosa pastello e verde pisello a Puntini , se avessi un domestico come loro 2 potrei dire anche io cazzate dalla mattina alla sera come sti 2 rimbambiti .Indossare abiti lunghi che stiano bene e un CASINO devi pensare al ambiente ai colori ecc ,No per me un paio di Scarpe da ginnastica pantaloni morbidi e maglietta lunga , una pettinata e via , Solo per andare al matrimonio delle mie cugine e stato un inferno ,se pensavi che prepararsi per 1 uomo sia semplice be non e cosi .
    CONCORDO CON TE LA PROSSIMA VOLTA ANDIAMO DAL KEBABBARO , O SPARIAMOCI UN METRO DI MARGHERITA. almeno quei soldi saranno serviti a qualcosa ,e suggerisco di riciclare il libro o come regalo di natale o come CARTA IGENICA DI EMERGENZA ,fai di necessità virtu ,almeno recuperi qualcosa.

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