Maria Callas che il triangolo no, non l’aveva considerato

Da grande appassionata di triangoli amorosi (vedasi a proposito i precedenti post su Brenda, Dylan, Kelly e Rossellini, Magnani, Bergman), non potevo certo esimermi dal trattare l’ennesima, celebre triangolazione: quella che vede come protagonisti la divina Maria Callas, l’armatore Aristotele Onassis e l’ex first-lady Jackie Kennedy.

Partiamo dalla sublime, eccelsa Maria. Un po’ come la maggior parte dei grandi artisti la celebre soprano ha avuto una vita costellata di incredibili successi e incredibile infelicità, specialmente dal punto di vista sentimentale. Nata a New York da genitori greci, Maria fin da piccola mostra una certa propensione per il canto, propensione assecondata e incoraggiata dalla madre Evanghelia, con la quale tuttavia la giovane ha un rapporto conflittuale.

Quando la Callas ha 14 anni si trasferisce in Grecia dove prosegue gli studi e pone le basi per quella che si rivelerà ben presto una carriera formidabile. Successivamente si sposta in Italia e qui il suo mito esplode, grazie ad una voce la cui estensione va “dal fa diesis grave al mi naturale sovracuto”: non ho la più pallida idea di cosa significhi ma anche una troglodita come la sottoscritta, che alle scuole medie strimpellava col flauto a fatica il jingle della pasta Barilla chiedendosi vagamente MA PERCHE’, quando sente la Callas per poco non si mette a piangere. E niente, in breve la cantante diventa regina dei palchi dell’opera e del jet set internazionale: tutti la vogliono, tutti la cercano; è idolatrata sia per il suo talento sia per il fatto di essere un’autentica icona di stile, con i suoi elegantissimi abitini stretti in vita e i suoi enormi occhi bistrati quasi sempre coperti da occhiali da sole XXL che si sa, fanno tanto diva. Oltre alla celebrità in Italia Maria trova (o sembra che trovi) anche l’amore: infatti nel 1949 sposa il ricco industriale Giovanni Battista Meneghini, che diventerà in seguito il suo manager.

Galeotto fu quello yacht

Nel 1957 Maria partecipa ad una colazione a base di cappuccino e brioche ostriche e champagne servita a bordo di una gondola veneziana, in occasione della mostra del cinema. Insieme a lei pasteggia il facoltoso armatore greco Aristotele Onassis, noto anche col soprannome di “super-pescecane-greco” nonché “collezionista di donne celebri”. Onassis aveva alle spalle una storia pazzesca: nato a Smirne in una famiglia poverissima, a 15 anni serbava più ricordi di un reduce di guerra. I Turchi avevano invaso la sua città e compiuto un massacro, lui era stato imprigionato, torturato e pure condannato a morte ma miracolosamente era riuscito a fuggire in Argentina “con in tasca solo 60 dollari”. Sembra una di quelle storie che ti propinano i life-coach per convincerti che se-vuoi-puoi e roba simile ma è realtà: in poche semplici mosse Aristotele si trasforma in un miliardario, comprando navi a prezzi stracciati senza neanche sapere cos’erano delle navi e passando poi alle petroliere. In seguito fonda una compagnia aerea e insomma, diventa talmente ricco che, come ha detto mio marito, mentre noi poveri plebei se siamo fortunati chiediamo un mutuo per comprare una casa, Onassis quando si annoiava acchiappava un mappamondo, lo faceva girare e sceglieva quale parte del mondo comprare, possibilmente in contanti.

Torniamo a noi: sia la Callas sia Aristotele erano sposati ma questo non è mai stato un ostacolo per nessuno, figuriamoci per la più grande cantante lirica del mondo e il super-pescecane-greco. Fin dal primo incontro l’uomo, affascinato forse più dalla fama di Maria che dalle sue doti fisiche/caratteriali, dà inizio ad un corteggiamento spietato di circa due anni, completo di fiori, sontuose feste in suo onore e addirittura una pelliccia di cincillà più lunga di un piumone matrimoniale.

Nel 1959 Onassis invita Maria e il marito ad un esclusiva mini-crociera sull’Egeo a bordo del suo monumentale yacht insieme a personalità del calibro di Churchill e consorte, Ranieri di Monaco e Grace Kelly e svariati altri VIPS: lì scoppia la passione, tanto che a un certo punto sembra di ritrovarsi nel bel mezzo di una puntata di Temptation Island…i due si scambiano sguardi complici, tenerezze, si spalmano a vicenda la crema abbronzante e ogni tanto spariscono misteriosamente, il tutto sotto gli occhi degli ospiti ma soprattutto di Meneghini e di Tina, la moglie di Onassis: il primo era funestato dal mal di mare e passava il tempo a vomitare l’anima, la seconda ormai aveva fatto il callo ai tradimenti del coniuge e continuava tranquillamente a mangiare caviale.

La Callas è completamente affascinata, quasi succube di Aristotele, tant’è che divorzia quasi subito da Meneghini e si dedica anima e corpo alla nuova relazione, rinunciando progressivamente ai suoi mille impegni di lavoro. Aristotele dal suo canto temporeggia: a differenza di Maria non ha fretta di divorziare da Tina e si diverte a portare in giro la Callas come fosse un trofeo, partecipando a tutti gli eventi mondani possibili e immaginabili.

La cantante sperava che, tra una festa e l’altra, Onassis si decidesse a sposarla, ma lui non aveva minimamente intenzione di farlo, e non certo perché scottato dal fallimento del primo matrimonio, come vedremo tra poco dato che

Galeotto fu quello yacht (sì, di nuovo)

Nel 1968, grazie alla gentile intercessione di Lee, sorella di Jackie Kennedy (con la quale forse intratteneva una “intima” amicizia), Aristotele invita a bordo del suo yacht (già, sempre quello: c’è chi manda fiori e c’è chi ha lo yacht: Onassis aveva lo yacht), la ex first-lady. Chiaramente l’uomo fa carte false pur di non avere tra i piedi la Callas, che di sicuro non sarebbe rimasta seduta a godersi lo spettacolo sorseggiando champagne…così, senza nemmeno disturbarsi a trovare una scusa decente, Onassis dice alla cantante “cara, sai, stavolta meglio che resti a casa, mica posso presentare a Jackie Kennedy la mia amante!”.

Stronzo.

In realtà pare che l’armatore fosse interessato ad ampliare il suo giro d’affari in America, e conquistare Jackie, amatissima negli U.S.A., lo avrebbe aiutato in questo progetto…insomma, non era vero amore, tant’è che i due stabiliscono di sposarsi dopo aver firmato un accordo pre-matrimoniale con la bellezza di 170 clausole, comprese rispettive (e congrue) liquidazioni in caso di divorzio.

Romantico, no?

La povera Maria viene a sapere che Aristotele ha annunciato il suo matrimonio con Jackie grazie ai titoli cubitali sui giornali e ovviamente ne rimane sconvolta. Da quel momento in poi la sua carriera proseguirà con alti e bassi fino alla metà degli anni 70, dopodiché si ritirerà nel suo appartamento a Parigi in quasi completa solitudine. Onassis, in barba alla sua nuova moglie, alla quale tuttavia non poteva fregare di meno, continua a frequentare la Callas, finché nel ’75 muore a causa di un’infezione. La cantante è devastata dal dolore, e come se non bastasse nello stesso anno muoiono anche due dei suoi più cari amici: Pier Paolo Pasolini e Luchino Visconti. La divina, fisicamente ormai molto debilitata, ci abbandona nel ’77 per un arresto cardiaco.

Chiudo con l’ipse dixit di rito (in questo caso meglio dire “ipsa”, visto che parliamo di una LEI):

“Ci sono due persone in me. Mi piacerebbe essere Maria, ma devo vivere all’altezza delle aspettative della Callas.”

4 pensieri su “Maria Callas che il triangolo no, non l’aveva considerato

  1. Mi è quasi scesa una lacrimuccia pensando alla povera innamoratissima Maria e allo stronzissimo pescecane Onassis. Il dubbio legittimo a questo punto è perché a noi donne piacciono fondamentalmente gli stronzi (perché è così, ammettiamolo)

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  2. Insomma, anche i ricchi piangono, per farla breve. Anzi, anche e soprattutto i ricchi sono stronzi come Aristotele!
    Temptation Island gli fa un baffo alle storie degli armatori…

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