La gravidanza approssimativa: gioie e dolori del secondo trimestre

Come già avevo spiegato in un precedente post sono piuttosto incinta e sto affrontando il sesto mese di gravidanza, l’ultimo del secondo trimestre. Le cose sono sensibilmente migliorate, e per fortuna, perché nove mesi di nausee non sarebbero stati graditi. In compenso sono subentrati altri simpatici aspetti conseguenti al mio stato che adesso vi racconterò con dovizia di particolari.

La fame

Una volta sparite le suddette nausee la sottoscritta si è ritrovata a dover fronteggiare un perenne nonché costante senso di fame oserei dire ATAVICO, roba che quasi quasi riuscivo ad immedesimarmi nella nostra cagnolona, Taja, che (giuro) nutriamo regolarmente eppure, appena vede cibo (eccezion fatta per verdure/frutta/roba salutare in generale) sembra che non mangi da una settimana. Da brava futura mammina approssimativa iper-ansiosa mi sono documentata sull’argomento “diete in gravidanza” come mio solito, ovvero digitando frasi chilometriche su Google tipo :“Quanti chili ha preso Chiara Ferragni in gravidanza” o “prendere due chili in tre giorni incinta è normale?”, e indovinate un po’, l’ansia è raddoppiata, così come la fame di cui sopra. E mentre divoravo un enorme piatto di spaghetti di soia preconfezionati super-piccanti condito con misteriose bustine piene di quelli che per quanto ne sappiamo potrebbero essere anche coriandoli, però sono buoni, cacchio, guardavo su Instagram le foto di Belen Rodriguez che a una settimana dal parto si può infilare in un microscopico tubino inguainante di una taglia in meno rispetto a quando era rimasta incinta.

Boh.

Per quanto riguarda le voglie, confermo quanto detto nel precedente post: non sono diventata improvvisamente fan di sottaceti o di pane, acciughe e nutella, semplicemente ho continuato a stravedere per i carboidrati in generale e i dolci in particolare, così come è sempre stato fin da quando sono piccola, con la differenza che ora il mio stomaco sembra aver triplicato le sue dimensioni e passerei le giornate a fagocitare etti ed etti di pasta e fette di torta e biscotti. Risultato? L’ago della bilancia si sposta sempre più in là di settimana in settimana (ma tanto è tutto bambino & liquido amniotico, vero?) mentre nella mia testa risuona la frase (letta praticamente ovunque) che afferma che “durante la gravidanza non bisogna mangiare per due: è una gigantesca cazzata”.

Il sonno

Negli ultimi due anni ho avuto un pessimo rapporto col sonno, nel senso che dormivo poco e male. Da quando sono incinta dormo tanto, e bene, e quando non dormo e non mangio sono comunque e continuamente abbioccata. Tutti e tutte mi ripetono (anche un po’ troppo per i miei gusti, ho-capito-il-messaggio-grazie) che durerà poco, che nell’ultimo trimestre dormirò sempre meno e il bambino mi terrà sveglia e dopo che nasce che ve lo dico a fare, ma io intanto mi godo questo, di periodo, e dormo di gusto, la notte, a mezza mattina se non ho altro da fare e dopo pranzo, e nonostante ciò arrivo alle dieci di sera che a malapena riesco a tenere gli occhi aperti: meraviglioso.

L’energia ritrovata (o quasi)

Dopo i primi, orridi tre mesi durante i quali ho sperimentato una stanchezza e una debolezza mai provate prima, voci di corridoio mi avevano avvertita che dal quarto in poi avrei ritrovato una grande energia. Beh, non esageriamo. Diciamo che le mie passeggiate mattutine sono diventate appena più dinamiche, e sono riuscita a fare yoga anche più di due volte a settimana, ma per il resto parlare di energia nel mio caso è davvero eccessivo…tanto più che dal quinto mese in avanti, vuoi per le quantità inusitate di calorie ingerite, vuoi perché il bambino approssimativo sta crescendo, la pancia ovviamente si è gonfiata e tira, e pesa, e quando mi cade qualcosa per terra non riesco ad abbassarmi e rialzarmi senza fare versi inconsulti tipo “ohiohi” e “ossignore”.

La pressione bassa

Con l’avvento del sesto mese e la complicità del caldo micidiale di agosto è sopraggiunta anche la pressione bassa e la conseguente sensazione di sudori freddi, vertigini e svenimento…ah sì, e l’altrettanto conseguente triplicazione dell’ansia di mio marito, che ormai è talmente terrorizzato dal fatto che possa sentirmi male che se vado ad aprire il frigorifero mi dice: “Fai piano, mi raccomando!”

Comunque.

Nell’ultima settimana gli episodi da vengo-meno sono stati più frequenti del previsto; i primi due si sono verificati durante il nostro viaggio “on the road” (di cui parlerò in uno dei prossimi post) e devo ammettere di essermeli un po’ cercati: nel primo caso, nel corso del tragitto da Genova a Torino, ci siamo fermati in un autogrill e ho deciso di fare uno spuntino leggero con un succo di frutta biologico un bombolone pistacchio e nutella che era la fine del mondo, senza considerare l’effetto diciamo “sismico” che avrebbe prodotto nel mio stomaco…morale della favola, una volta arrivati a Torino, parcheggiamo un attimo davanti all’albergo e mio marito entra a fare il check in. Dopo 5 minuti esce e mi trova squagliata sul sedile della macchina, mezza morta e indecisa se vomitare o farmela addosso maledicendo il fucking bombolone e la mia ingordigia. Passiamo al secondo caso: viaggio da Torino a Brig, in Svizzera. Indosso un vestito nero con i bottoni che mi piace tanto ma che, inevitabilmente, comincia a starmi un po’ stretto nella zona circum-ombelicale. Mi ostino a chiudere tutti i bottoni ed ecco che dopo un’ora il mio povero marito mi vede riversa sul sedile con i bottoni slacciati e le gambe appoggiate sul cruscotto, in uno sperduto angolo svizzero circondato da montagne e senza neanche l’ombra di un posto in cui fermarsi a prendere aria o a scrivere SOS sulla strada con le foglie degli alberi.

Il terzo episodio è successo proprio qualche giorno fa, quando ho deciso di andare dal parrucchiere a tingere i capelli. Dopo 40 minuti di posa, di cui 30 passati a fare le parole crociate e 10 a cercare una posizione comoda sulla poltroncina (perché quando si è incinta, o almeno da quando lo sono io, stare seduta è una autentica tortura: ti fa male la chiappa sinistra, poi quella destra, poi entrambe, poi senti che stai schiacciando la pancia, poi non sai dove mettere le gambe eccetera eccetera), finalmente mi chiamano per fare lo shampoo ed ecco che cominciano i sudori freddi, si annebbia la vista e non sento più le gambe. Trenta secondi di resistenza poi avviso la ragazza che mi stava sciacquando i capelli:

“Sto per svenire!”

“IN CHE SENSO?”

“Sto per svenire!!”

“IN CHE SENSO??!!”

Al terzo “IN CHE SENSO” devo essere davvero svenuta perché poi mi son ritrovata davanti un’altra ragazza con in mano una caramella e un’altra ancora che chiamava l’ambulanza. Lo shock di immaginarmi arrivare al pronto soccorso con i capelli fradici ancora pieni di tintura deve avermi risollevato la pressione in un baleno, e meno male se no poi avrei dovuto chiamare mio marito dall’ospedale e mandare un’ambulanza pure a lui.

Beh, non aggiungo altro! A partire da metà settembre entrerò nel settimo mese e nell’ultimo trimestre, non oso immaginare quali altre simpatiche sorprese mi aspettano: mi raccomando però, non anticipate nulla, mio marito è facilmente impressionabile!

9 pensieri su “La gravidanza approssimativa: gioie e dolori del secondo trimestre

  1. Ma adesso devi dirci com’è andata a finire la tintura dei capelli lasciata a metà!

    A parte questo la fame atavica io ce l’ho da sempre e non posso neanche incolpare la gravidanza 🤣

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  2. Mi sa che abbiamo quasi la stessa data prevista. Io sono alla seconda gravidanza, questa volta di una femminuccia e ho 42 anni. Con il parto se ne vanno via circa 6-7 kg. Tutto il resto rimane lì, bello incollato addosso. Consapevole di questo, non oso pesarmi. Le gioie della maternità 🤣

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      1. Io non riesco ad andare avanti con 40 gr di riso e 70 di pesce manco in condizioni normali, figurati ora che ho tutta la fame del mondo dentro. Tutta, dentro.

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