Quando Alain Delon mollò Romy Schneider con un bigliettino

Per le affezionate seguaci di Sex and the City, me compresa, l’essere scaricate con un biglietto non avrà certo il sapore di una novità: cfr. la celeberrima puntata in cui Carrie scopre che il suo boyfriend Berger l’ha mollata con un post-it attaccato al frigorifero…o forse allo schermo del computer, non ricordo bene, anyway volevo dire che ora conosco la storia e credo fermamente che gli sceneggiatori della serie, per quell’episodio in particolare, si siano ispirati alla figura di Alain Delon, e sono qui a raccontarvi perché.

Come dico sempre, immagino che il protagonista del post odierno non abbia bisogno di grandi presentazioni: nato a Sceaux (paesino incantevole nei pressi di Parigi dove, guarda la coincidenza, ho venduto fette di prosciutto per circa un mese, leggete qui per saperne di più) nel 1935, il piccolo Alain non trascorre un’infanzia proprio simpatica. I genitori infatti divorziano quando lui ha 4 anni, il padre si volatilizza abilmente e la madre lo affida ad una famiglia adottiva. A scuola non è un granché, in compenso con gli affettati se la cava piuttosto bene, tanto che a 17 anni si avvia verso una luminosa carriera di maestro salumiere…ok, ora basta parlare di salumi che sono incinta e sogno un panino con salame da aprile.

Del resto non si può vivere di solo prosciutto, e Alain è troppo giovane per volersi rinchiudere ad affettare, così decide di arruolarsi nella marina francese, dove rimarrà per cinque anni, uno dei quali passato in prigione per cattiva condotta. Così se ne ritorna lesto lesto in Francia, e qui si adatta ad ogni genere di lavoro: il facchino, il commesso, il cameriere…poi, come per magia, tra un bicchiere di vin brulé e l’altro in giro per Montmartre, conosce il tizio che conosce la tizia che conosce l’altro tizio che lo porta al festival di Cannes dove conosce altri tizi e insomma, in men che non si dica l’ex promessa del mondo dei salumi si trasforma nel più fascinoso attore del momento. Questione di culo, certo, ma anche questione di faccia, credo, e quella di Alain di sicuro non te la dimenticavi facilmente.

Dopo qualche ruolo minore, nel 1958 Delon ottiene finalmente una parte da protagonista nel film L’amante pura, insieme nientepopodimeno che alla splendida Romy Schneider, meglio nota come l’interprete de La principessa Sissi. Non so voi ma io, quando ero giovane e avevo più stomaco per le trame zuccherose e romantiche, mi sarò sciroppata i tre film di Sissi almeno una decina di volte ciascuno, nonostante già allora mal sopportassi quel mammone impettito di Francesco Giuseppe.

La Schneider al tempo era famosissima, ma non ne poteva più di vestire i panni della mielosa imperatrice, e sperava che il film con Delon l’avrebbe aiutata a schiodarsi di dosso quel personaggio. Così, accompagnata dall’inseparabile madre, prende un aereo per Parigi e qui, all’aeroporto, la aspetta un imbarazzatissimo Alain Delon: la produzione gli aveva ordinato di andare ad accogliere la sua partner con un bel mazzo di rose rosse. Personalmente mi aspettavo un clamoroso colpo di fulmine, tipo quando Garibaldi vide Anita per la prima volta e le disse: “Devi essere mia!”…il giovane Delon invece riesce a biascicare uno stentatissimo “bonjour” e a consegnare i fiori, ed in seguito confessò che quel giorno Romy gli sembrò “una piccola viennese piena di pretese e senza ombra di fascino.” La brutta impressione è decisamente reciproca, dato che la Schneider scrive nel suo diario che Alain le era parso “troppo bello, troppo giovane, troppo pettinato” e persino le rose che le aveva regalato erano “troppo rosse”.

Ma si sa, chi disprezza spesso compra e dopo qualche mese Delon trova che in effetti quella “piccola viennese” un pochino di fascino l’aveva tirato fuori, e la Schneider trova che quell’estrema gnocchezza notata da principio non era tanto “troppa” e insomma, tutto sommato ci si poteva passare sopra, et voilà, i due piccioncini sono cotti e stracotti e vanno a convivere. Inutile specificare che diventano i Brangelina degli anni Sessanta: entrambi sono bellissimi, talentuosi, richiestissimi dai migliori registi dell’epoca. Alain soprannomina Romy Puppelé (=bambolina), ma dai nomignoli al matrimonio il passo è ancora lungo e l’attore temporeggia, nonostante regali alla sua amata il canonico anello di fidanzamento.

Tra l’altro si vocifera insistentemente sul fatto che il ragazzo abbia delle, come dire, frequenti distrazioni: tipo quella con la cantante dei Velvet Underground, Nico, che avrebbe avuto come conseguenza persino la nascita di un bambino, Christian Aaron, mai riconosciuto da Delon ma insomma, se andate su Google a cercare le foto (non posso inserirle per questioni di copywright) capirete subito che un test del DNA sarebbe stato oltremodo superfluo.

La Schneider fa orecchie da mercante ma quando, nel 1963, Alain incontra in una discoteca la splendida Francine Canovas, la musica cambia. Francine ha 22 anni, è arrivata dritta dritta dal Marocco dove ha scaricato un marito e una figlia e si fa chiamare Nathalie. La prima volta che vede Delon rimane colpita dai suoi luminosi occhioni azzurri…e sì, anche dal fatto che lui si era seduto sulla sua borsa quindi aveva dovuto chiedergli gentilmente di spostare il deretano: lui lo aveva spostato ma non troppo lontano, perché incantato dalla bellezza della donna.

Comincia un corteggiamento spietato, ed ecco che in quattro e quattr’otto l’affascinante Nathalie si ritrova innamorata e per giunta incinta. Stavolta l’attore è ben contento di assumersi le sue responsabilità…ssssi, quelle di padre, perché in quanto a quelle di fidanzato in carica della Schneider, beh, diciamo che il fedifrago non sa proprio come uscirne. Fosse esistito il telefonino e whatsapp la liquidazione sarebbe avvenuta con un semplice e sbrigativo messaggino corredato di apposite faccine, ma la tecnologia all’epoca ancora non lo permetteva, per cui Alain si arma di carta e penna e scrive un bigliettino talmente striminzito che nemmeno Ungaretti avrebbe saputo far meglio. Il suddetto bigliettino recitava le seguenti parole:

“Mi dispiace. So che ti avrei resa infelice. Parto per il Messico con Nathalie. Ti auguro ogni bene!”

Pure il punto esclamativo finale…immagino che sostituisca questa: 😇

Romy chiaramente è distrutta, e come se non bastasse nel 1964 Delon sposa Nathalie…già 😇😇😇!

Ben presto si consola anche la Schneider, unendosi in matrimonio prima al regista Harry Meyen e successivamente al giornalista Daniel Biasini. Nel 1969 Nathalie, stanca delle frequenti “distrazioni” del marito, molla Delon non senza prima elargirgli una cospicua dose di schiaffoni ben assestati. Nello stesso anno l’attore ritorna a recitare insieme a Romy nel film “La piscina”, che se non l’avete visto (chi mastica il francese lo può trovare su You Tube in lingua originale) è appunto un film ricco di scene di sesso abbastanza bollenti…in effetti si vocifera che i due ex fidanzati siano tornati insieme, ma pare si tratti più che altro di pettegolezzi diffusi allo scopo di rendere più appetibile il film in questione.

Pertanto entrambi proseguono nelle rispettive carriere e percorsi sentimentali: Alain si lega all’attrice Mireille Darc, Romy ha due figli, uno per matrimonio, Daniel e Sarah. Purtroppo la donna viene colpita da una serie di disgrazie che se ve le elenco sembra uno scherzo ma non lo è: il suicidio del primo marito, un tumore con conseguente asportazione di un rene, alcolismo, depressione e l’improvvisa morte del figlio appena quattordicenne, che si infilza cercando di scavalcare un cancello. L’attrice muore a Parigi nel 1982, per un attacco cardiaco, a soli 44 anni. Delon, che nel frattempo evidentemente ha imparato ad essere meno, ehm, sintetico, scrive per lei una lettera commovente (e senza punti esclamativi):

“Ti guardo dormire. Sono accanto a te, mia Puppelé. E penso che sei bella, e che forse non lo sei mai stata così tanto. Per la prima volta nella mia vita – e nella tua – ti vedo serena, in pace. Come sei calma, come sei bella. Sembra che una mano abbia dolcemente cancellato dal tuo viso tutte le angosce. Mio Dio, come eravamo giovani, e come siamo stati felici. Poi la nostra vita, che non riguarda nessuno se non noi, ci ha separati. Mia Puppelé, ti guardo ancora e ancora. Voglio divorarti di sguardi. Riposati. Sono qui, vicino. Ho imparato un po’ di tedesco, grazie a te. Ich liebe dich. Ti amo. Ti amo, mia Puppelé”.

Se non siete troppo provati dalla tragicità di questa love story vi rimando ad alcune altrettanto drammatiche vicende amorose, buona lettura!

P.S.: per la cronaca, confesso di aver lasciato anche io con un messaggio su whatsapp…però i punti esclamativi non li ho mai messi, giuro 😇…chi come me?

3 pensieri su “Quando Alain Delon mollò Romy Schneider con un bigliettino

  1. Porca miseria quella di delon mi manca quella di sissi no ,anzi voglio dirti che i film probabilmente sarebbero stati 5 ,il 4 era gia scritto ma lei si rifiuto di girarlo ,la gente non ne aveva MAI ABBASTANZA DI SISSI. , qui non vedo commenti ,gente su su , voglio vedere delle svirgolate.
    tutta via il ruolo di sissi in ludwig e molto piu vicino a come era davvero l attrice. non che avesse avuto un infanzia felice una madre che la costringe a fare l attrice , e un patrigno che cerca di violentarla ,insomma manco lei ha avuto una vita semplice.
    Posso suggerire un nuovo post , voglio sapere cosa ne pensi della serie in costume leonardo , questa. https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_(serie_televisiva) tranquilla sono solo 8 episodi ,quindi una mangiata di caramelle per te abituata alle serie in costume , e come darti torto .
    Io non ho ricevuto ne dato punti esclamativi ,grazie a Dio questo me stato risparmiato-

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  2. Vediamo se ce la faccio! Non sono molto pratica di Internet. Vorrei dire tante cose, ma mi limito a due. Ho guardato Sissi migliaia di volte e non ne avrò mai a sufficienza. Idem per l’amante pura, piango tutte le volte. Romy ha molto sofferto e anche Delon. Penso che sia stata l’amore della sua vita, ma se n’è accorto troppo tardi. Immaginate da garzone a divo del cinema a quei tempi post bellici! Si sarà sentito un dio e avrà approfittato di tutto e tuttE. Seconda cosa, riguarda la storia della Callas. Vado spesso a Sirmione dove lei ha vissuto. Vedo la sua casa maestosa, vedo i suoi costumi esposti alle terme e me la immagino superba e fragile. Povere creature, noi donne, che amiamo di un amore viscerale e rimaniamo sempre molto più scottate. Ciao

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    1. Ti assicuro che ANCHE NOI MEN ,anche quelli che fanno gli sboroni se AMANO sul serio. e non pensano solo tette culo e figa , RIMANGONO DI Me,,,da .
      Anzi spesso rimuginiamo anche a vita . se poi e un primo amore ai ai ai .
      Alcuni di noi restano soli a vita per aver perso il solo amore

      "Mi piace"

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