La Divina Commedia Approssimativa, Inferno, Canto V: Paolo, Francesca e gli svenimenti strategici di Dante

Nell’ultimo post avevamo lasciato Dante alle prese con gli sguardi feroci di Caronte, le risposte acide di Virgilio e un improvviso terremoto infernale: per il poeta è davvero troppo da sopportare, e un po’ per la fame, un po’ per la pressione bassa (all’Inferno fa caldo, Antò), un po’ perché si trova nell’Oltretomba da meno di mezz’ora ma ne ha già le palle piene, sviene, … Continua a leggere La Divina Commedia Approssimativa, Inferno, Canto V: Paolo, Francesca e gli svenimenti strategici di Dante

La Divina Commedia Approssimativa, Inferno, Canto III: Caronte e le rispostacce di Virgilio.

Come promesso, dopo aver raccontato la scorsa settimana la vita spericolata di Benvenuto Cellini, riprendiamo la rubrica La Divina Commedia Approssimativa, saltando a piè pari il secondo canto perché due palle: Dante, persuaso da Virgilio a intraprendere un faticosissimo trekking per arrivare fino in Paradiso, comincia ad avere dubbi. Si guarda un po’ intorno e fermate dell’autobus non ce ne sono, di taxi nemmeno l’ombra…vuoi … Continua a leggere La Divina Commedia Approssimativa, Inferno, Canto III: Caronte e le rispostacce di Virgilio.

La Divina Commedia Approssimativa, Inferno, canto I: la cazzo di selva oscura

Oggi sono lieta di annunciare la nuova rubrica del blog: la Divina Commedia Approssimativa. Una rubrica per chi, come la sottoscritta, ha tribolato non poco sui sudati canti del Sommo Poema, smadonnando ogni volta che non capiva il significato di una parola, andava a leggere la nota corrispondente e si ritrovava davanti un saggio critico-a-tratti-enciclopedico lungo quanto la Commedia stessa. Così mi sono riproposta l’ambizioso … Continua a leggere La Divina Commedia Approssimativa, Inferno, canto I: la cazzo di selva oscura

La storia d’amore più pallosa della letteratura italiana: Dante e Beatrice

Ah, gli anni della scuola! Che ricordi! Che nostalgia! Che magia! Sto scherzando. La scuola mi manca tanto quanto mi mancherebbe camminare su un tappeto di chiodi appuntiti. Non mi mancano i professori, tra i quali ricordo alcuni elementi pericolosamente sadici o irrimediabilmente pazzi. Non mi manca la matematica, il seno, il coseno e qualsiasi altro seno di cui ora non serbo memoria (per fortuna). … Continua a leggere La storia d’amore più pallosa della letteratura italiana: Dante e Beatrice